Top Founder Junior
un libro veramente magico
Perchè correre? La coscienza è nell'osservare
Chiedi e ti sarà dato
… forse anche loro hanno ragionato così, e da quel giorno sono cambiate molte vite, tutte senza un senso, senza nessun filo logico. Quante cose hanno un senso in questa corsa continua della vita? Le persone si sono perse, TUTTI SI SONO PERSI. Ogni questione viene discussa, ragionata, esaminata, criticata … io farei così … io invece farei in questo modo, io in quest’altro … ma non cambia niente … MAI NIENTE. Cambiano invece i singoli, quelli sì, ogni singola persona cambia quando cade nel proprio inferno, altroché depressione! È il tunnel catartico, la legge di “Darwin”, per definire la sopravvivenza della specie: resterà solo chi si adatta, chi comprende ciò che sta vivendo e perché, e cambia … senza perdere se stesso. I morti viventi esistono eccome Carlo, sono tutti quelli che hanno rinunciato, che non ce l’hanno fatta e allora, come diceva il buon Leopardi, si lasciano vivere - Spendo poco e guadagno moltoNoncurante Marco proseguì - ti sei mai domandato Carlo, perché andiamo così di fretta? Dove corriamo? Dove stiamo andando veramente? Viene sera per tutti, per chi corre, per chi lavora, per chi si ammala bloccato in un letto, per i bambini, per i vecchi e tutti gli orologi funzionano alla stessa maniera, tutti girano alla stessa velocità. Non puoi nemmeno immaginare cosa ho visto in ospedale: ho avuto il tempo per digerire tutto. Lì i minuti sono talmente dilatati che vedi molto di più di quello che vedi nella vita fuori, spensierato e di fretta. Lì rifletti sul senso della vita e senti rimbombare costantemente nella testa il “perché” di tutto … e Paolo, perché se ne è andato? E i neri, con quella rappresaglia cos’hanno risolto?
Aveva un’enfasi travolgente mentre parlava, pareva che i suoi occhi vedessero ciò che diceva e le mani, costruivano dei gesti che comprovavano, ai suoi occhi, il dipanarsi delle parole, quasi vedesse il disegno compiuto.
Non sapevo cosa dire e, per sdrammatizzare la corposità dei suoi discorsi, dissi: - ma cosa ti sei bevuto? -
”, è un’esperienza incredibile, dovresti leggerlo anche tu, se riesci a trovarlo - Chiamami come vuoi- eh, sapessi - sorrise - mamma mi ha portato dei libri in ospedale per farmi passare il tempo, sai, in quel reparto non è che puoi fare molte cose e il tempo non passa mai. In tutta la mia vita non ho mai letto tanto come in ospedale e anche senza fare distinzione di genere. Tutto quello che mi portava, lo bevevo, fosse un romanzo, una biografia o un fumetto. E fra tutta quella roba, un libro in particolare mi ha colpito dandomi la sensazione di una sveglia nel cervello. Si intitola “
era arrivato anche qui. virusA quelle parole ebbi un sussulto: non era possibile, pensai ricordando il libretto che avevo letto d’un fiato in treno. Quel
- cosa c’è Carlo, non stai bene? Sei pallidissimo, vuoi qualcos’altro da bere? -
- no, tutto bene, stavo solo pensando. Sai, le coincidenze, pensavo che a volte ti fanno riflettere su altri possibili significati … - stavo riprendendomi, anche se con molta fatica, continuando a sentirmi spossato, completamente privo di forze, come se mi fossi svuotato di colpo.
- A cosa ti riferisci? – mi chiese incuriosito.
, lo stesso che hai appena detto tu - non trovai parole più azzeccate per fare una sintesi di come era andata la mattinata.libroTirando un corposo respiro, dissi: - vedi, quello che voglio dire è che stamattina ho perso il treno proprio per colpa di quel
? Se è così, è davvero stupendo quello che ti è successo -libro- vuoi dirmi che anche tu hai trovato quel
Mi sentii quasi indignato dalle sue affermazioni.
- stupendo un corno, l’ho letto tutto in treno, è un incubo … è corto, leggero, quasi banale eppure mi ha fatto viaggiare ad ogni pagina, nel bene e nel male – dissi irritato.
, e la carica che avevamo nel dire la nostra su quella lettura, ci coinvolse per ore.libroIl nostro dialogo aveva preso un solo verso: il