Top Founder Junior
Le resistenza al cambiamento
Cambiare può sembrare facile...e lo facciamo con ciò che si vede: il naso, il seno, la pancia, le labbra. Ci illudiamo allo stesso modo di poterlo fare anche con gli aspetti astratti: non piangerò più, non voglio assomigliare a mia madre e così via. Ma poi? Vince sempre lui, il mio cervello ...
Un viaggio dentro di me
una nuova puntata dal libro "Chiamami come vuoi". Carlo è in viaggio verso Milano. 2 ore in compagnia del libro che ha appena acquistato o meglio, del libro che pare si sia fatto acquistare da Carlo.
"...
Quelle parole, una dopo l’altra, stavano generando in me una grande confusione, un conflitto nel quale la diatriba si alternava fra “leggo o abbandono? Osservo o rinuncio? Credo o giudico?” E in questa sfida mentale, le mie mani avevano ancora più sete dei miei occhi, di avanzare, di sapere ancora e come per un giallo è il procedere alla ricerca entusiastica dell’assassino o di un finale inaspettato, anche qui vi era il desiderio insperato di trovare tracce utili al mio domani. Mi stavo perdendo nella speranza che quel libro, così come molto di ciò che avevo già letto pareva raccontare la mia vita, avesse, come un manuale tecnico che spiega come procedere passo dopo passo, la soluzione di tutto il tempo che avevo ancora da vivere. Io, totalmente incredulo e quasi completamente ateo per scelta, mi ritrovavo soggiogato dalle teorie strampalate di un piccolo e semplice opuscolo a vagare alla ricerca di un oracolo che mi svelasse il futuro. Chiusi immediatamente il libro e lo allontanai velocemente da me, quello strumento demoniaco pareva leggere ciò che avrei pensato ancora prima che lo facessi. La tentazione rimaneva forte e non seppi resistere al conflitto che mi stava divorando: avevo già sentito che era una giornata strana ma non riuscivo a comprendere da dove o da cosa mi sarei dovuto astenere. E in questa particolare attenzione, la fantasia fece il resto. Così come corrono le persone anche la mente è in un continuo turbinio di pensieri e di costruzioni spesso folli guidate dagli stati d’animo schizofrenici che mi guidavano velocissimi agli antipodi del sentire. Mi resi conto che quel libro non mi faceva solo sentire qualcosa, ma mi proponeva anche il suo esatto contrario e questo mi stava facendo montare un’emozione rabbiosa, di ribellione. Mi stava accompagnando verso un vicolo cieco nel quale chiedevo continuamente “ e poi?” mentre lui, sordo alle mie richieste, rispondeva soltanto “scoprilo da solo” e mi parve di sentire su di me, anche se fu solo per un secondo, il gioco perverso del bastone e la carota.
Cancellai dalla mente tutti i dubbi sui suoi possibili influssi e mi immersi nuovamente a leggere le ultime pagine che restavano di quel portatore di conflitti.
Dopo pochi minuti dissi fra me e me, con un sospiro
di sollievo: - FINITO –
Chiudendolo, mi sembrò in un primo momento di avere raggiunto un traguardo, una fatica ripagata per poter finalmente archiviare un’altra tacca nella mia libreria e invece no. Ero contento di averlo divorato tutto d’un fiato ma avevo ancora sete, una strana sete di quelle parole, sete di cercare, sete di capire, oltre a una enorme sete di scavare fra gli angoli più reconditi della mia storia. Ma perché si erano risvegliate in me tutte queste domande? Non ne avevo idea poiché ritenevo inspiegabile che il contenuto appena letto avesse mosso una curiosità così forte da non poter essere lasciata intentata; forse quelle parole scritte in un modo così semplice, fin troppo semplice direi, erano state come un virus per me che si era incuneato nei dubbi della mia mente innescando una molla, piacevole ma contemporaneamente assillante."...
ogni viaggio ti lascia qualcosa...
nei prossimi giorni il viaggio di Carlo porterà molte cose. Intanto, possiamo portare l'attenzione ai nostri viaggi, senza farci distrarre dai sassolini nelle scarpe: è il viaggio ciò che conta.
Buona domenica