Top Founder Junior
Dialogo col libro: il risveglio della coscienza
avere dei dubbi è normale ma sono proprio i momenti migliori per essere svegli, attenti a ciò che ci circonda poichè tutto potrebbe parlarci. E il libro, per il protagonista, pareva chiamarlo...
un tempo per parlare
Mi accomodai sulla mia poltrona numero 47 scompartimento “8” lato finestrino. Infilai la cartella del computer fra il leggero giubbetto ripiegato, e ...
... Portai l’attenzione su quel piccolo volumetto che avevo tenuto in mano: CHIAMAMI COME VUOI, mah, cosa vorrà dire … vediamo un po’, e lo girai per leggere sul retro qualche informazione sull’autore. C’era una piccola foto in bianco e nero a mezzobusto …
Aprii con curiosità la prima pagina e vidi, in alto a destra, una breve dedica stampata su tre righe:
a mia moglie
ai miei figli
a tutti coloro che cercano
Lessi alcune pagine ripetendo spesso, come se dialogassi con quelle stesse righe, fra me e me “ASSURDO, NON PUO’ ESSERE”, anche se mi rendevo conto che non riuscivo a esimermi dal proseguire. Bevevo quelle parole e i concetti trattati, nonostante avessi letto moltissimi libri, come mai nella mia vita era capitato, arrivando a sperare addirittura che il treno tardasse a giungere a destinazione, per lasciarmi il tempo di finirlo. Alcune parole aprivano degli ampi varchi nella mia vita, incuneandosi nella mia storia fino ad avere dei flash sparsi in qua e in là, con le immagini che si sovrapponevano nella mia infanzia e mi ritrovai a sorridere riguardando il volto sorridente di mia madre, stemperata nei ricordi. Sino a dove arriva la mia memoria, ho sempre provato rabbia nei suoi confronti, senza che un’azione precisa ne abbia impresso il motivo. Non abbiamo mai fatto pace e lei è morta prima che ci potessimo scambiare un sorriso o una piccola parola di comprensione. Anche oggi, quando la penso, il tempo di permanenza di quel volatile pensiero è estremamente breve e, com’è venuto, veloce e immediatamente dimenticato, se ne va.
Ogni tanto, tenendo il segno col pollice, giravo il libro per riguardare la foto dell’autore per scorgere altro da quel semplice, scarno e quasi banale curriculum. Dovrebbe essere ancora in vita … pensai, forse, potrei andarci a parlare, per capire meglio. NO, E’ ASSURDO, NON POSSO CADERE DENTRO A QUESTE FAVOLE IO, ASSOLUTAMENTE NO.
Quel piccolo oggetto che tenevo fra le mani sprigionava una sorta di magnetismo dal quale non riuscivo a staccarmi, se non per brevi istanti. Una parte di me si ribellava alla probabilità che quella storia, fatta di racconti sparsi apparentemente senza nessun filo logico di collegamento, fosse vera e che potesse in qualche modo coinvolgermi. Era talmente semplice da sembrare impossibile: la vita è fatica, è una continua gara col tempo e con tutti i paletti che la sorte ti mette in mezzo altroché questo, una storia sdolcinata simile ai vecchi telefilm americani da “mulino bianco” pensai. Ma nonostante questo, le mie dita, imperterrite, riportavano la mia attenzione al punto nel quale avevo appena interrotto … e bevevo, bevevo ancora, e intanto, viaggiavo insieme a “LUI”.
molte storie un solo luogo
quante storie parlano di cercatori della verità? O molto più modestamente, la propria dimensione o se stessi o una più semplice risposta a periodi di intensi dubbi? E quante di queste panoramiche terminano nello stesso modo, nello scoprire che le risposte erano già dentro di noi da sempre? L'ascolto. Ecco. L'ascolto è la cosa che ci viene meno naturale di tutto...o prenderci il tempo per farci ascoltare da chi lo fa per mestiere.
Ci vediamo domenica con un altro pezzo di questo libro. Ciao!