Passione Animali

Da loro possiamo solo imparare

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La Merla

2021-02-02 20:43:07

Da dove arriva questo modo dire non si sa con certezza. Tra le ipotesi più diffuse, c'è un aneddoto riportato da uno scrittore del Settecento, ma ci sono anche diverse fantasiose versioni regionali di una favola che ha come protagonisti una merla e il mese di gennaio.

Il 29, 30 e 31 gennaio sono noti come i giorni della Merla, ossia i giorni più freddi dell'anno. Si tratta di un antico detto molto famoso nel nord Italia, ovviamente privo di qualsiasi prova scientifica, anche se negli ultimi tempi  non si registrano temperature particolarmente basse.
Alcuni racconti di queste leggende:
La prima è quella che si narra che una merla e i suoi piccoli, a quel tempo di piumaggio nero come i maschi, alla fine di gennaio trovarono rifugio in un comignolo, da cui uscirono solo dopo tre giorni. Quando si allontanarono, però, non erano più neri: erano diventati grigi per via della cenere.
Questo a giustificare, dunque, la differente colorazione delle piume tra esemplari maschi e femmine. La seconda versione racconta dei dispetti che il mese di gennaio faceva a questa povera merla. Si divertiva, infatti, a farle patire il freddo ogni qualvolta che lei abbandonava il nido, in cerca di cibo. Stanca della fastidiosa situazione, ci fu un anno in cui la merla decise di fare scorta di provviste, per non lasciare il nido per tutto il mese.
A quel tempo il mese di gennaio durava solo 28 giorni: uscita dal nido alla fine del ventottesimo giorno, scatenò l'ira di gennaio che chiese in prestito tre giorni a febbraio. E in quei tre giorni fece piovere e nevicare, fece soffiare il vento a più non posso facendo crollare le temperature. Per lo stesso motivo di cui sopra, dunque, la merla trovò rifugio in un comignolo, dove rimase per tre giorni. Alla fine della tempesta le sue piume erano ormai tutte grigie.
Secondo un’altra leggenda campana, si narra che i merli da bianchi siano diventati neri perché papà merlo lasciò mamma merla e i suoi pulcini al riparo accanto ad un camino durante gli ultimi giorni di gennaio per andare a cercare del cibo. Quando tornò, la fuliggine aveva fatto diventare neri sia la mamma che i piccoli, e lui faticò a riconoscerli; e da quella volta, tutti i piccoli nacquero neri.
E poi cece ne è una un po’ triste, dove due merli dalle candide piume, maschio e femmina, si ripararono per il freddo in un camino. Non avendo nulla da mangiare il maschio decise di uscire per cercare qualcosa. Dopo tre giorni tornò e trovando un uccello nero come il carbone, non riconobbe la sua merla e tornò indietro per cercarla. La merla, annerita per la fuliggine, nel frattempo morì di fame.
I giorni della merla per secoli hanno anche scandito un passaggio importante nella vita contadina. La primavera astronomica è ancora lontana, ma si va verso un aumento delle temperature e del “risveglio” della terra. In molte zone d’Italia i giorni della merla erano, proprio per questo motivo, un’occasione per fare riti propiziatori che scacciassero il gelo e permettessero le coltivazioni.
Inoltre, secondo una tradizione diffusa soprattutto al Nord, se i giorni della merla sono freddi, il tempo in primavera sarà bello. Se invece sono miti, la primavera tarderà ad arrivare. Viste le temperature più alte del solito, se la tradizione non fallisce, quest’anno dovremo attendere la primavera ancora un po’.

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