Nadia Sabelli

Qualcuno mi ha chiesto altre poesie di Omar Khayyam .. !

2018-10-11 16:26:51

Carissimi Cammers, ho pubblicato alcuni post sulla poesia persiana, e ho visto che vi sono piaciuti... Questo mi fa immensamente piacere ! Due di voi mi hanno chiesto altre poesie di Omar Khayyam.... Subito accontentati !!! " La Rosa e l' Usignolo "

8

È venuta di nuovo la nube e ha pianto sull’erba verde:

No, vivere non si può senza il vino rosato!

Spettacolo dolce è agli occhi nostri oggi quest’erba,

Ma l’erba delle tombe nostre sarà spettacolo… a chi?

18

Questi giorni pochi di vita che toccano a noi, son passati,

Passati com’acqua in torrente, passati qual vento sul piano;

Ed io mai mi rammento di due giorni soli il dolore:

Il giorno ancor non venuto, il giorno che lungi è passato.

20

Prima di me e di te notti e giorni molti son stati,

I giri grandi del cielo per qualche cosa son stati;

Dovunque poggi il piede, tu, sulla terra,

Quei grani di polvere pupille di belle fanciulle son stati.

25

Quando l’ebbro Usignolo trovò la via del Giardino

E ridente trovò il volto della Rosa e la coppa del Vino,

Venne e in misterioso bisbiglio mi disse all’orecchio:

“Considera bene: la vita trascorsa mai più, mai più non si trova”.

31

Il Creatore, allorquando plasmò adorne forme e nature,

Per qual ragione mai le gettò sotto imperio di morte?

Se ben riuscita era l’Opra, perché mandarla in frantumi?

E se mal riuscita era, di chi, dunque, la colpa?

50

Ogni granello di terra nascosto in seno alla Terra

Prima di me, prima di te, fu forse Corona e Gioiello.

Da volto gentile dunque la polvere tergi più dolce,

Ché quella polvere, un tempo, fu forse volto gentile.

51

Ogni erba che cresce gioiosa in riva al ruscello,

Diresti, è peluria spuntata da angeliche labbra.

Attento, il piede non porre sovra quell’erba a disprezzo:

È nata quell’erba da tombe di belle dal volto di fiore.

58

Un uomo è portato nel mondo, un altro strappato alla terra,

Ma a niuno è concesso svelare l’arcano supremo:

E questo solo c’è dato saper del Destino

Che la vita nostra è una Coppa, e Qualcuno la beve.

81

Fin quando sprecherai tu la vita adorando te stesso?

E ad affannarti a correr dietro all’Essere e al Nulla?

Bevi vino, ché una Vita che ha in fondo solo la Morte

Meglio è che passi nel sonno, meglio è che passi in ebbrezza.

83

Calma la brama del mondo e vivi contento di poco,

Taglia i legami tutti col Bene e col Male del tempo:

In mano prendi una coppa e la treccia d’Amica gentile,

Ché passa, passa e non resta, questa tua vita d’un giorno.

98

Se tutto quello che ha l’Uomo è un tozzo di pane, due giorni,

E d’acqua fredda un sorso un istante da un’anfora rotta,

Perché bisogna esser servo di chi è da meno di noi?

Perché bisogna esser schiavo di chi, come noi, è mortale?

103

O cuore, fa’ conto d’avere tutte le cose del mondo,

Fa’ conto che tutto ti sia giardino delizioso di verde,

E tu su quell’erba fa’ conto d’esser rugiada

Gocciata colà nella notte, e al sorger dell’alba svanita.

Trad. Alessandro Bausani, Einaudi 1956