Conoscere l'istruzione famigliare / homeschooling
Non sono in molti a conoscere l'istruzione famigliare o Homeschooling... cerchiamo con i prossimi scritti di conoscere un pò meglio questa possibilità di scelta per l'istruzione dei propri figli. Precisiamo che ci sono anche molti punti d'incontro con le Indicazioni Ministeriali del 2012.
A primo impatto, l’istruzione famigliare può sconcertare chi ne sente parlare per la prima volta. Credo che alcune tra le ragioni principali possano essere:
- Che la maggior parte ignora che ad essere obbligatoria sia l’istruzione e non la scuola (dunque ignora proprio l’esistenza di questa possibilità di praticare l’istruzione parentale e che sia legale)
- Che siamo praticamente tutti stati scolarizzati e abbiamo studiato in modo tradizionale ed è difficile pensare che si possa apprendere in modo diverso dalla modalità classica classe / insegnante
Eppure l’istruzione famigliare affonda le sue radici in uno dei valori più importante per tutti gli esseri umani: la famiglia, nucleo che è immerso quotidianamente nella società, nella realtà. Quale miglior ambiente che la famiglia e la comunità per apprendere a muoversi nella vita? O sicuramente non meno dell’ambiente scolastico!
In realtà, l’istruzione famigliare è sempre esistita: in passato era l’unica forma di istruzione intellettuale prima della nascita della scuola (La scuola dell'obbligo più antica ebbe inizio in Occidente nel tardo Seicento e nel primo Settecento negli stati tedeschi e in particolare in Prussia.)
Chi sceglie l’istruzione famigliare non pensa che sia la miglior scelta possibile e in assoluto, ma si tratta di farla conoscere in modo che si possa comprendere meglio e accettare che ci siano altre modalità per apprendere. Si tratta di dare dignità ad una scelta genitoriale responsabile.
La differenza fondamentale si trova nel decidere di delegare o meno l’istruzione dei propri figli.
Nel caso si scelga la scuola, il genitore si trova ad essere coinvolto marginalmente nell’istruzione / educazione dei propri figli. Nella scelta di istruzione parentale, si assume la responsabilità di comprendere e seguire da vicino l’apprendimento dei propri figli.
Un legame ovvio, naturale, una responsabilità che sempre più spesso non viene considerata: quella del genitore di prendersi il tempo necessario per conoscere meglio i propri figli e cercare, a volte, strade meno comuni per aiutarli ad esprimere pienamente loro stessi.
Qui non si tratta dunque di dire meglio questo o quello. L’istruzione parentale non è contro la scuola. Ma c’è il desiderio di far conoscere la cultura dell’homeschooling perché possa essere rispettata e apprezzata come una scelta possibile. Un’esperienza che porta a creare nuovi percorsi, nuovi spunti di riflessione per tutti nei confronti dei bambini.
Da questa scelta, infatti, può cambiare moltissimo l’approccio all’apprendimento. Se si pensa ad un’istruzione classica dall’alto in basso, qualcuno può pensare che non sia possibile farlo in un ambiente più famigliare. In realtà, ci sono famiglie homeschoolers che fanno proprio “scuola a casa”. Invece, se si desidera ampliare gli orizzonti a proposito del tema apprendimento, si può scoprire che ci sono molti modi di apprendere: non solo sui libri, non solo con un insegnante, non solo facendo verifiche. Possono esserci questi elementi, mescolati ad una moltitudine di altre esperienze pratiche, interessi personali che creano motivazione e interconnessioni con vari temi della vita. Ci saranno dunque esperienze di apprendimento naturale oppure un mix. Avremo l’occasione di parlarne in seguito.
Illustri personaggi nell’ambiente scolastico, come Daniela Lucangeli, affermano che è importante ampliare i nostri orizzonti:
Tratto dal sito “Portale Bambini”
Direttore scientifico, professore ordinario di psicologia dello sviluppo presso l’Università di Padova. Presidente dell’Associazione per il Coordinamento Nazionale degli Insegnanti Specializzati e membro di numerose associazioni di ricerca nazionale ed internazionale.
Daniela Lucangeli è convinta che il modello scolastico attuale non sia adatto ad esprimere appieno il potenziale degli alunni: Intervistata da Donna Moderna afferma che: “Ogni alunno ha diritto di esprimere le sue potenzialità al massimo. La didattica non deve dare a tutti la stessa cosa ma a ciascuno la migliore, in base alle sue possibilità. Un cervello in età evolutiva non può adattarsi a un metodo unico per tutti. Il modello prevalente oggi è ancora: io-insegno-tu-apprendi-io verifico. Il risultato è un apprendimento formale, formalizzato e passivizzante. Le nozioni si fissano nel cervello insieme alle emozioni. Se imparo con curiosità e gioia, la lezione si incide nella memoria con curiosità e gioia. Se imparo con noia, paura, ansia, si attiva l’allerta. La reazione istintiva della mente è: scappa da qui che ti fa male. La scuola ancora crea questo cortocircuito negativo“.
Certo, ci sono tanti insegnanti straordinari, ma non si può caricare sulle loro spalle il peso di far funzionare un sistema scricchiolante. Le neuroscienze e gli studi sull’intelligenza emotiva rivelano, ormai da decenni, che chi prende le decisioni all’interno del cervello è la parte emotiva, molto più antica rispetto a quella razionale. L’apprendimento può essere tale solo se riesce a suscitare emozioni, solo se riesce a sintonizzarsi con la parte emotiva del cervello dei ragazzi. Questa è la rivoluzione del sorriso.
La proposta di Daniela Lucangeli è dunque quella di ritrovare una didattica appassionata e cordiale, una didattica capace di far nascere nel cuore e nella mente degli alunni l’amore per la conoscenza. Del resto, migliaia di insegnanti lo fanno ogni giorno e a ben guardare, molti secoli prima che le neuroscienze vedessero la luce, già si parlava di delectare docendo, “insegnare divertendo”.
Una delle prime conquiste nella scelta dell'istruzione famigliare è proprio questa: permettere ad ogni bambino di sperimentare, nel mondo, l'apprendimento a 360° con emozioni positive e sopratutto entusiasmo!