Conoscere l'istruzione famigliare / homeschooling: seconda parte
Nell'articolo precedente, ho iniziato ad introdurre qualche concetto per ampliare gli orizzonti sull'istruzione famigliare... proseguiamo insieme questa scoperta in questa seconda parte... "l’homeschooling, non può ridursi meramente ad un’alternativa alla scuola, è proprio una filosofia di vita".
Non sono in molti ancora a scegliere l’istruzione parentale, soprattutto perché la nostra società ci porta a correre, a produrre, a consumare e… a DELEGARE.
Chi sceglie l’homeschooling lo sceglie, a volte, ancora prima di mandare i propri figli a scuola, perché ha già maturato certe riflessioni personali in merito all’approccio pedagogico. Ci sono anche famiglie che hanno scelto di trovare altre strade dopo aver sperimentato la scuola senza pregiudizi, per poi notare che non soddisfaceva le proprie esigenze.
Come vedremo di seguito non c’è una modalità standard per praticare l’homeschooling. Ogni esperienza si plasmerà sulla famiglia, sui bambini che la stanno vivendo e varierà con gli anni e con l’età dei bambini.
Credo si possa dire comunque che un punto in comune a tutti sia permettere al bambino di avere i suoi tempi,
in qualsiasi modo si scelga di praticare l’istruzione parentale.
IL VALORE TEMPO diventa un tassello fondamentale della vita:
per la famiglia, per la crescita di ogni membro della famiglia.
Ecco perché l’homeschooling, non può ridursi meramente ad un’alternativa alla scuola, è proprio una filosofia di vita che coinvolge tutti in famiglia.
E questo porta i genitori a prendersi del TEMPO per comprendere meglio i propri figli, il loro modo personale di apprendere, i loro talenti e le loro passioni. Il genitore stesso si trova a prendersi molto più TEMPO per studiare ed aprirsi ad altre informazioni, filosofie e soprattutto nuove scoperte e conferme scientifiche che riguardano l’apprendimento!
Come ci fa capire John Holt
È stato ingegnere, scrittore e pedagogista statunitense. E’ riconosciuto come uno dei teorici della descolarizzazione, insieme ad Ivan Illich. (deceduto nel 1085)
Si passa dal DOVER apprendere al COLTIVARE la curiosità e l’interesse di imparare del bambino. Ognuno con le proprie modalità.
Così la scelta dell’istruzione parentale diventa ricca di insegnamenti importanti anche per i genitori, che crescono assieme ai loro figli, ampliando i loro orizzonti e cambiando le loro credenze.
Una di queste per esempio riguarda l’errore, come ce lo ricorda tra gli altri, Daniele Novara. Noto pedagogista. In questa visione l’errore fa parte di un processo di apprendimento e non deve essere oggetto di punizioni. Inoltre è a favore di una valutazione evolutiva, non assoluta, perché è molto parziale se non consideriamo i punti di partenza del bambino.
E per realizzare questa apertura, l’istruzione parentale è un buon veicolo per la personalizzazione anche in questo senso.
L’homeschooling, l’abbiamo visto, non è una cosa nuova. E’ rispolverare antiche tradizioni e valori. Rallentare e ascoltarsi di più, noi stessi e in famiglia!
"Si tratta di un rinnovato approccio educativo, aderente al nuovo scenario storico-culturale e antropologico, che ha radici lontane. Tale approccio infatti trova conferma in ambito culturale in studi recenti sull’apprendimento e in materia di neuroscienze, psicologia e pedagogia, nella rilettura di approcci storicamente consolidati (Socrate, Rousseau, Montaigne, Illich, ad esempio), oltre che in tante biografie, contemporanee ed antiche." (tratto dal sito LAIF - L'Associazione Istruzione Famigliare, www.laifitalia.it)
Abbiamo tutti presente le famiglie di una volta, le quali erano composte dai genitori, nonni e parenti vari creando così delle vere comunità educanti. Gli adulti insegnavano in modo spontaneo (praticandolo e facendo praticare) tutto ciò che era utile nella vita quotidiana e spesso accadeva che perfino bisnonne autodidatte, insegnavano ai nipotini a leggere, oltre che a fare a maglia.
Bene, ora i bambini sono più soli (in famiglia), più immersi in ambienti che non scelgono personalmente (vedi corsi e sport vari), le famiglie più divise nei loro alloggi. Gli adulti, che hanno poco tempo da dedicare ai loro figli presi da impegni lavorativi e preoccupazioni economiche, delegano gran parte dei loro compiti di educazione ed istruzione. Ora, ci sono i laboratori, che fanno le veci delle nonne o mamme casalinghe (per imparare a cucinare, cucire, usare le proprie mani, …) Per esempio, si mandano i figli a fare un laboratorio per imparare a cucinare il pane, i biscotti, però in casa tutto è comprato confezionato e non ci si prende il tempo di cucinare in famiglia.
Eppure, sappiate che ci sono ancora famiglie che scelgono di avere priorità diverse, valori più consoni ai ritmi della propria famiglia e dei suoi componenti. Magari si organizzano a livello lavorativo, mettono priorità nelle loro spese per dedicare tempo e investire su ciò che è più importante per loro: la famiglia, seguire la crescita dei propri figli, permettere loro di vivere la comunità che li circonda, facendoli sperimentare il quotidiano, viaggiando per conoscere il mondo, imparando assieme a loro!
Istruzione parentale non significa “stare a casa” come si potrebbe interpretare erroneamente dal termine inglese “homeschooling”. Ogni occasione è buona per imparare. Un tragitto in auto, una gita o una vacanza, le spese al mercato, una conversazione con i nonni, un gioco da tavolo, le visite ai musei, i ritrovi o i laboratori con altri bambini di età diverse.
Avendo più tempo a disposizione per coltivare gli interessi di ognuno, si dedica più tempo al contatto con i figli e si dà più valore alle loro passioni, alle loro numerose domande.
Ecco da dove nasce l’istruzione parentale: dalle nostre radici, dalle nostre famiglie. Una scelta consapevole di responsabilità come genitori, come adulti che accettano di rimettersi in questione e soprattutto di ASCOLTARE I PROPRI FIGLI E RISPETTARE I LORO TEMPI.
Infatti, siamo tutti diversi e ogni bambino è uno studente naturale, mosso dalla sua curiosità. Tutti hanno interessi e modalità personali di apprendere che, con pazienza e rispetto, possono fiorire in modo sereno ed ottimale (vedi John Holt). Questo approccio permette ad ogni bambino di specializzarsi in ambiti che nessuno adulto può immaginare o programmare.
Anche in una stessa famiglia con più figli, possiamo notare quante differenze ci sono. Come in molti contesti, anche in quello dell’apprendimento, non si può fare uguale per tutti. In questo caso, l’istruzione parentale permette di realizzare un’istruzione personalizzata.
Come lo stanno dicendo a gran voce sempre più studiosi, confermando semplicemente ciò che è stato detto anche in passato da pedagogisti, scienziati, scrittori… (Maria Montessori se parliamo del passato e André Stern di un personaggio più recente):
L'interesse, la pratica e l’entusiasmo sono motori fondamentali per un apprendimento efficace e duraturo.
E questo lo si trova principalmente nel gioco.
Maria Montessori… da sempre, ha avuto rispetto per il bambino e tra i suoi principi fondamentali c’era: “aiutami a fare da solo”. Il gioco e le attività manuali sono basilari per ancorare le esperienze di apprendimento:
“L’apprendimento è un processo naturale realizzato dal bambino. Questo processo non viene acquisito con l’ascolto di un discorso, ma dalle esperienze e il loro ambiente”.
Lo conferma anche il Cono di apprendimento di Dale, la quale statistica ci ricorda che dopo 2 settimane di solito ricordiamo il 90% di quanto abbiamo deciso e fatto in confronto al 10 o 20% di quanto abbiamo letto o udito.
André Stern
Liutaio, compositore, giornalista e autore di diversi best sellers sull’educazione. Collabora con il neurobiologo tedesco Dott. Gerald Huether ed è direttore dell’iniziativa “Uomini di domani”. Figlio di Arno Stern, noto pedagogista e ricercatore. Abbiamo avuto l’onore di riceverlo in Italia con suo padre per una conferenza a Belluno, il primo giugno 2019.
André è un adulto che ha vissuto l’esperienza di un’infanzia felice, nella quale i suoi genitori hanno avuto fiducia in lui e rispettato i suoi interessi. Non è mai andato a scuola. Valorizza il gioco e l’entusiasmo come motore per la vita. Per lui, seguire le proprie passioni con entusiasmo porta alla competenza che può rivelarsi molto più importante delle nozioni e conoscenze, per poter destreggiarsi nella vita.
Una sua citazione che racchiude l’amore e la fiducia incondizionata nel bambino è: “Io ti amo perché tu sei così come sei”.
Per me, André Stern, ha la fortuna di essere un “bambino cresciuto” che viene preso in considerazione dagli adulti perché è “adulto” e porta un messaggio importante che tutti i bambini vorrebbero esprimere, ma non vengono ascoltati perché sono semplicemente “bambini”. Un punto di vista diverso e interessante, che viene da un adulto non scolarizzato.
Sì, perché... volente o nolente, la maggior parte di noi adulti è stato scolarizzato e... per guardare oltre... e AVER FIDUCIA NEI NOSTRI BAMBINI, c'è un gran lavoro per sradicare credenze e abitudini che sono in noi da tempo!
Anche le neuroscienze stanno confermando che le emozioni, l’entusiasmo sono alla base dell’apprendimento, come ce lo ricorda André Stern che collabora con il neurobiologo tedesco Dott. Gerarl Huether.
E gli antichi lo avevano già capito:
“La conoscenza che viene acquisita con l’obbligo non fa presa nella mente. Quindi non usate l’obbligo, ma lasciate che la prima educazione sia una sorta di divertimento; questo vi metterà maggiormente in grado di trovare l’inclinazione naturale del bambino.” PLATONE
Ecco perché alcune famiglie, scelgono un percorso di apprendimento che permetta, senza barriere spazio-temporali o di età, di sviluppare le aspirazioni e la creatività di ogni bambino, di coltivare i suoi interessi e passioni, valorizzare inclinazioni e talenti.
“Inoltre tale approccio si pone in linea, dal punto di vista cognitivo, affettivo e relazionale, con le recenti scoperte delle neuroscienze, con le innumerevoli opportunità, anche di spostamento, che i nuovi mezzi e le nuove tecnologie offrono per accedere alle fonti della conoscenza tipiche del mondo contemporaneo. Una personalizzazione ed elasticità che ad alcuni interessa per preparare i propri figli ad un futuro in continuo cambiamento.
Infine, attraverso questa esperienza, le relazioni famigliari e sociali hanno modo di svilupparsi ed arricchirsi in misura e qualità ottimali per vivere il presente ed orientare il futuro con concreto e fiducioso sguardo verso una umanità realizzata e quindi “…per un nuovo umanesimo… come riportano le Indicazioni nazionali del 2012.
La validità di tale approccio è dimostrata da diversi studi ed osservatori internazionali sugli esiti, sia a livello professionale, sia a livello accademico e non, degli homeschooler; in particolare, tali studi evidenziano uno sviluppo equilibrato della persona nella sua globalità e un elevato “… indice di soddisfazione nella vita...” (tratto dal Sito LAIF)
L’istruzione famigliare concretizza in maniera tangibile un altro modo di intendere lo sviluppo della persona, della famiglia e della società, dove questi enti trovano la loro espressione portata ad uno stadio avanzato. Detta modalità comporta che la famiglia, nelle sue molteplici accezioni, sia nel suo insieme in uno stato di apprendimento.
I luoghi dell’educazione sono vari, come pure i tempi sono distribuiti in maniera flessibile. I temi oggetto dell’attenzione derivano direttamente dalla vita reale dalle sue dinamiche, in rapporto con le sensibilità individuali e con quelle più generali del contesto sociale prossimo e lontano. L’istruzione famigliare coglie le migliori opportunità che la tecnologia offre, tanto da poter dire che senza di esse la stessa non potrebbe svolgersi in maniera popolare.
Nell'esperienza dell'Istruzione famigliare, si coglie e concretizza il pensiero che "il mondo, la vita sono la nostra scuola".