SHAMBHALA: IL MITICO REGNO PERDUTO
Shambhala, che in sanscrito significa “luogo di pace” o “luogo del silenzio”, è una terra leggendaria descritta in molti testi antichi.
Secondo la leggenda, Shambhala sarebbe un regno misterioso, nascosto da fitte nebbie tra le montagne più elevate dell’Himalaya. Solo i puri di cuore possono accedervi, è un luogo in cui predominano pace, quiete e felicità , un vero paradiso sulla terra. Viene anche soprannominata “la terra dei mille nomi” poiché nel corso della storia è stata chiamata in diversi modi da molti antichi popoli. Tra i soprannomi più noti troviamo “la terra proibita”, “la Terra dalle acque bianche”, “la Terra degli spiriti radianti”, “Terra degli Dei viventi”. In tutta l’Asia è meglio conosciuta con il suo nome, derivato direttamente dai testi sanscriti, ovvero Shamballa o Shangri-la.
SHAMBHALA, LA LEGGENDALa leggenda di Shambhala è antichissima di migliaia di anni, e i riferimenti che ne attestano l’esistenza possono essere trovati in vari testi antichi.
I testi indù come la menzionano come il luogo di nascita di Kalki, l’incarnazione finale del Dio Vishnu, che ,secondo antichissime profezie, guiderà in futuro l’umanità verso una nuova età dell’oro. Il significato “esterno” la considera come un luogo fisico, reale, tangibile, raggiungibile soltanto da individui dotati di alte virtù e in possesso di un karma puro. I significati “interiori” invece , pongono questo regno nei termini di una realtà eterea e spirituale.
E’ possibile individuare Shambhala ,come un luogo spirituale, quello che Gesù chiamava il “regno dei cieli” o “regno di Dio”, che era al centro della sua predicazione. Annunciato dai profeti dell’Antico Testamento, viene descritto nel libro dell’Apocalisse come “la Gerusalemme celeste” che “scenderà dal cielo”, la nuova città degli uomini alla fine dei tempi. Purtroppo, ad oggi nessuno sembra essere riuscito ad individuare l’accesso fisico al regno di Shambhala, ma restano le indicazioni spirituali. Un regno interiore, immateriale e intangibile, nel quale vivrebbero su questa Terra i saggi e gli illuminati.
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