Maria Silvia Muscatello

Founder Junior

L'ansia

2020-11-18 16:08:46

I disturbi d’ansia sono condizioni cliniche degne di attenzione, tra le più comuni sempre e modo particolare in questo periodo di emergenza sanitaria globale.


Sono varie le manifestazioni cliniche che condividono uno stato di paura e di ansia eccessivo, nonché la messa in atto di comportamenti disfunzionali per il benessere psicologico.

L’ansia e la paura non si escludono, bensì si integrano restando distinte l’una dall’altra: l’ansia è riferita alla tensione muscolare, all’essere vigile e alla preparazione ad affrontare la situazione avversa, mentre la paura si associa ai pensieri concernenti il pericolo e ai comportamenti di evitamento (APA,2013).


In altre parole, la prima risponde ad un aspetto fisiologico, la seconda rivela gli elementi cognitivi, comprese le immagini e i “film mentali”, e le reazioni comportamentali di fronte ad una minaccia percepita.
Ciò che contraddistingue un disturbo d’ansia da una reazione adattiva allo stress è la persistenza dei sintomi che continuano a durare nel tempo, nonché la reazione eccessiva che spesso sottintende una difficoltà a regolare certe emozioni, sia per difetto che per eccesso.

Contrariamente agli stereotipi, l’ansia non coglie esclusivamente i soggetti comunemente definiti “emotivi” o “caldi”, che si spaventano sovente, amplificano la natura dei vari pericoli (le malattie, la guida, girare per la strada, essere giudicati negativamente o restare soli, per esempio), ma anche le persone che appaiono controllate, “fredde”, in grado di gestire le emergenze e le situazioni più difficili, i “solitari” che contano spesso sulle proprie forze, anziché affidarsi agli altri.

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