Maria Cristina

Storia di una bambina timida che sali su un palcoscenico

2019-05-20 14:12:02

C’era una volta una bambina talmente timida che si vergognava addirittura di mostrare ai suoi genitori quanto si divertiva sulle giostre. Teneva il muso, ma in realtà era felicissima, solo che voleva tenersela per sé, tutta quella felicità, perché aveva paura che qualcuno gliela rubasse.

Da sempre si immaginava i ladri di felicità come mostri a tre teste: una per l’invidia, una per la rabbia e una per la gelosia. Poi crescendo capì che i ladri di felicità erano semplicemente uomini molto tristi, che non sapevano trovarla da soli e allora cercavano di rubare quella degli altri.

Un bel giorno la mamma della bambina decise di prendere in mano la situazione perché non voleva che sua figlia vivesse in una prigione di paure. Così la iscrisse ad un corso di teatro. Dopo qualche mese l’insegnante la prese da parte e le disse: 

Quando sale su quel palco sua figlia diventa davvero un’altra persona. È pazzesco. Deve assolutamente farla continuare.

Ed era davvero così. I suoi genitori, nel vederla per la prima volta recitare, quasi non la riconobbero e rimasero senza parole.

Quando saliva sul palcoscenico lei non aveva più paura che qualcuno le rubasse la felicità, non aveva più paura di essere giudicata, non aveva più paura di mostrarsi per quella che era. O che non era. 

Sì perché su quel palco poteva essere ciò che voleva: un’ubriacona, un folletto, una ballerina… persino se stessa. 

Il teatro le insegnò che nella vita sono rari i momenti di pura e semplice felicità e che non si possono sprecare tenendo il muso per il timore di mostrarli agli altri. 

Qualcuno ti giudicherà superficiale perché ridi spesso? Pazienza

Qualcuno dirà che vuoi farti notare perché esterni la tua gioia? Non ti curare di lui

Qualcuno penserà che tu sia stupida solo perché apparirai allegra e spensierata? Che si fotta.

Era arrivato il momento di prendere in mano la sua vita. Iniziarono così le medie e le superiori e l’università e il lavoro. 

Accolse ogni sfida davanti a lei con energia e una buona dose di sfrontatezza: aveva la testa dura e, anche quando le cose non prendevano la piega che voleva, continuava a lavorare sodo per raggiungere i suoi obiettivi.

Si circondò di amici sinceri e non trascurò mai la sua famiglia. Trovò l’amore nel suo migliore amico e non lo lasciò più perché riconobbe in lui quella rara felicità che provava da piccola sulle giostre. Ma stavolta non la nascose.

La sua vita cambiò e finì anche il tempo per il teatro. 

Dopo 15 anni però il palcoscenico bussò di nuovo alla sua porta. 

Era un periodo in cui si sentiva finalmente contenta di se stessa: aveva ricominciato a scrivere, si era messa in gioco senza paura, aveva trovato un lavoro che le dava grandi soddisfazioni e al suo fianco c’erano le persone giuste. 

Ma qualcosa ancora le mancava.

Così si presentò a fare una prova per entrare in una compagnia teatrale di paese. Come tante decisioni della sua vita, anche questa fu veloce e fulminea: non sapeva nemmeno lei perché lo stava facendo, ma sentiva che era la cosa giusta, il tassello mancante.

Quella sera, appena entrò nel teatro, capì che tutto aveva un senso. All’improvviso la bambina timida che leggeva libri e non rideva sulle giostre tornò a farsi spazio dentro di lei, mano nella mano con l’adulta che era diventata. 

Oggi sono finalmente pronte a salire su quel palcoscenico, insieme. 

Signori e signore, si apre il sipario. 

La vita va in scena.

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