La scommessa - Episodio 13: scampato pericolo
Edoardo questa volta ha rischiato davvero grosso e si è salvato per pura fortuna (anche se lui dice di non credere al caso). Adesso che ha lasciato il pericolo dietro di sè, può tirare un sospriro di sollievo e giocare le sue ultime mosse: quelle decisive per vincere la scomessa
Episodio 13: scampato pericolo
Edoardo, camminando tranquillamente e tenendo il quadro in modo da nascondere la macchia sulla camicia, rientrò nella villa dall'ingresso principale. Giunto davanti al guardaroba, si rivolse all'apposito addetto: "Mi scusi: il signor De Diavolis mi ha incaricato di collocare, personalmente, questo quadro fra gli oggetti del guardaroba" "Bene, lo dia pure a me" rispose quello. Edoardo, scuotendo la testa, insistette nel proprio bluff: "E' forse sordo lei? Le ripeto che devo sistemarlo personalmente: così ha detto De Diavolis". L'individuo esitò. Edoardo era un impassibile maschera di ghiaccio, ma le sue ghiandole surrenali spruzzavano adrenalina: per un momento temette che il domestico potesse essere così zelante o testardo da chiedere conferma al proprio padrone. Invece, alla fine, disse: "Va bene, entri", sicchè Edoardo, tirato un sospiro di sollievo, poté agire. Dopo aver riposto il quadro, prese la giacca di pelle. La cosa non sfuggì all'addetto al guardaroba che, voltandosi, gridò: "Ehi, cosa fa? Ruba?!". Edoardo, pacatamente, replicò: "Ho soltanto preso ciò che è mio: come può vedere questo stava appeso alla stampella n. 19, che corrisponde al numero - lo prese nella tasca dei pantaloni e glielo mostrò - rilasciatomi prima" "Mi perdoni": Edoardo lo guardò con sarcastica benevolenza, come a significare "Non fa niente, povero fesso"; quindi si infilò la tanto agognata ( e meritatissima) giacca di pelle e salito al primo piano, cercò immediatamente Sara. La individuò senza alcuna difficoltà: era rimasta ad attenderlo sullo stesso divano sul quale l'aveva lasciata. Non appena Edoardo si avvicinò, Sara gli domandò sorridente: "Dove sei stato finora?" e lui, subito all'attacco: "Perché me lo chiedi? Allora ti sono mancato?": lei annuì con un atteggiamento misto di timida tenerezza ed ingenua sensualità. Edoardo, sedendole accanto e cingendola con un braccio, disse soavemente: "Dopo aver parlato con Massimo sono sceso in giardino e ho preso, in macchina, un regalo per il nostro ospite. Sono tornato il prima possibile: come puoi notare ho perfino dimenticato di lasciare il giaccone in guardaroba! Ma, a parte questo, ricordo che prima di allontanarmi ti avevo fatto una domanda…". Sara finse di aver dimenticato la domanda, aggiungendo che comunque si riteneva fortunata per aver conosciuto un attore e che stava trascorrendo una delle serate più piacevoli degli ultimi tempi. Quest'ultima affermazione stupì Edoardo, che le domandò: "Non esci spesso la sera? Non vai a divertirti?" "Prima era così- rispose lei fievolmente e con l'aria improvvisamente triste - Ma due mesi fa Andrea, il mio ragazzo, è morto schiantandosi con la moto contro un TIR. Da allora, questa è la prima sera che riesco a passare allegramente e ciò lo devo soprattutto a te". Edoardo cercò di consolarla ed infonderle coraggio, di restituirle nuovamente la gioia di vivere, di comunicarle che lei era viva e che la sua vita doveva continuare. Che ipocrita! Si fingeva commosso e partecipe della disgrazia di Sara solamente per sedurla, perché in realtà egli nutriva sempre l'indifferenza più profonda nei confronti delle altrui sofferenze: era un cane privo di qualsiasi slancio di solidarietà che, senza scrupolo alcuno, mirava unicamente al soddisfare i propri desideri. E dal momento che, per raggiungere l'obiettivo di sedurre Sara, aveva già perso troppo tempo e corso un rischio totale, decise di chiudere la partita. Notò che lei piangeva, le disse in tono dolce ma autoritario: "Basta, Sara: stai sciupando i tuoi stupendi occhi, ed è un vero peccato. Tieni - le porse un fazzoletto - e promettimi di sorridere. Adesso chiamo un cameriere e gli dico di portarti qualcosa di forte da bere: ti farà sentire meglio". Dopo essersi allontanato, si avvicinò ad un cameriere, gli diede del danaro e sottovoce disse: "Senti amico, porta un cocktail super alcolico a quella ragazza seduta laggiù, sul divano. Poi vai da De Diavolis e dagli questo biglietto. E' tutto chiaro?" "Chiarissimo, signore". Edoardo allora ringraziò il cameriere e aspettò che questi si recasse da Sara. Poi la raggiunnse anche lui e guardandola domandò "Come ti senti?" "Meglio, grazie" rispose lei. "Ascolta, mi è venuta un'idea… - prosegui lui.....(CONTINUA)