NOTIZIA DI CALCIO: IL MOTIVO PER CUI LA SERIE A HA BOCCIATO IL PROTOCOLLO DEL CTS. Una bocciatura, difficile definirla altrimenti. Il protocollo del CTS, avvallato dalla FIGC, non è stato digerito dai club di Serie A. Un NO pesante, che ha diverse sfumature nelle varie società, ma indubbiamente descrive una linea comune critica nei confronti del documento emesso dal CTS. L'Inter è ferma e non intende cominciare il ritiro nella giornata di lunedì, come comunicato da fonti del club nerazzurro, il Milan invece non oppone netta resistenza alle richieste del protocollo, ma evidenzia come una revisione sia fortemente necessaria. Le posizioni delle due milanesi sono soltanto due delle 20 che appunto condividono una certa frustrazione per quanto richiesto. Ma cosa non piace ai club di Serie A? I punti sono diversi.
IL MAXI RITIRO: Chiudersi in un centro sportivo da lunedì significa sottoporre i calciatori a quasi un mese di ritiro, tempo ritenuto eccessivo, specialmente dopo gli ultimi due mesi, certo non normali: diversi calciatori non accetterebbero questo lungo ritiro e si vorrebbe ridurne la durata. La richiesta sarebbe quella di cominciare il ritiro a fine mese, rendendolo di due settimane a ridosso della presunta ripartenza del campionato.
LA QUESTIONE ALLOGGIO: Un ritiro tale richiede uno sforzo organizzativo ed economico importante, a cui i club dovrebbero rispondere con la spesa di ulteriori risorse. Soltanto Lazio e Juventus già dispongono di strutture che possano seguire i dettami del protocollo, mentre tutti gli altri club dovrebbero prendersi un albergo adeguato, allestendo tutto secondo le norme.
LA RESPONSABILITÀ' DEI MEDICI: I medici dei club sono chiamati a rispondere di eventuali positività e i club non sono disposti ad esporli ad una responsabilità tanto ampio in una situazione a dir poco rischiosa, dove rendere inevitabile il contagio è estremamente difficile: la loro posizione deve essere alleggerita.
IL COMPORTAMENTO IN CASO DI POSITIVITÀ: Questo è un punto fondamentale, mai passato di moda in queste settimane. Il protocollo richiede, in caso di positività, l'isolamento del contagiato e la quarantena per l'intera squadra: un provvedimento ritenuto troppo restrittivo, una minaccia estrema alla ripresa del campionato. E i club, pertanto, vorrebbero predisporre la quarantena per l'individuo positivo e la possibilità per il resto del gruppo di continuare ad allenarsi, assumendo tutte le precauzioni del caso.
Infine la questione rimane complessa e ricca di incertezza. Stamani l'incontro FIGC-Lega proverà a sbrogliare la questione, ma i punti da risolvere sono diversi. La riunione odierno sarà fondamentale per arrivare poi ad un confronto con il Governo: servirà un ulteriore sforzo da entrambe le parti per trovare un'accordo.