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Il mistero dell'acqua parte 2
L’acqua ha una peculiarità non posseduta da altra specie molecolare
L’acqua ha una peculiarità non posseduta da altra specie molecolare: l’oscillazione che dà luogo alla sua “coerenza” avviene in una configurazione in cui i suoi elettroni sono fortemente legati ai nuclei e un’altra eccitata in cui un elettrone per molecola è pressoché libero, basta cioè un’energia infinitesima per renderlo libero. Nei metalli, invece, gli elettroni sono completamente liberi ecco perché danno luogo alla trasmissione elettrica ma, essendo liberi, non è possibile determinare la modulazione dei loro domini di coerenza*. Nell’acqua gli elettroni sono quasi liberi consentendo così l’oscillazione della molecola. Di fatti l’acqua resta al confine tra il mondo degli isolanti e quello dei conduttori. Quindi, l’aggregato coerente della molecola d’acqua - la parola in gergo è DOMINIO DI COERENZA – *(Un dominio di coerenza è quell’insieme di molecole che si muove in fase, e l’ampiezza della regione in cui questo esiste è data dalla lunghezza d’onda del campo elettromagnetico che dà luogo alla fluttuazione) costituisce un campo elettromagnetico esteso dalle capacità a dir poco sorprendenti. L’argomento è articolato quanto affasciante per cui spero di riuscire a coinvolgervi nella lettura.
Uno dei misteri che la scienza convenzionale dovrebbe rispondere è: Come mai, essendo noi una soluzione diluita in quanto costituiti da molecole fatte per il 99% di acqua, non abbiamo la conformazione di una pozzanghera? Le molecole del mare sono fatte di acqua per il solo 96%. Quindi noi siamo un’acqua più pura dell’acqua di mare. Se rompo una bottiglia riempita di acqua di mare questa finisce con lo spargersi al suolo mentre nel caso del nostro organismo non vi è alcuna bottiglia contenitrice. Posso spogliarmi senza rischiare di dileguarmi per il pavimento. Ciò significa che ci sono delle coerenze differenti tra l’acqua di un organismo e quella contenuta in una bottiglia. A suggerici la risposta ci ha pensato la fisica quantistica la quale ha compreso che l’acqua contiene al suo interno una gerarchia di oscillazioni che possono trasmettere informazioni.
Nei sistemi tecnologici come i computer, ad esempio, abbiamo a che fare con oggetti passivi, inerti a cui bisogna applicare delle forze per farli operare preventivando un inevitabile consumo di energie. In oltre, poiché sono oggetti inerti quindi incapaci di auto movimento, siamo costretti ad indicargli ogni operazione che devono compiere. Nella realizzazione di un software bisogna prevedere ogni operazione poiché non c’è una spontaneità del computer cioè devo descrivergli nei minimi dettagli cosa fare. Se ad una persona dico: “prendimi la cucchiaia ed il forchetto” questa capisce cosa intendo dire. Se digitassimo un comando con questo tipo di errore il computer non risponderebbe. Quindi, l’informazione nel sistema non vivente è una descrizione dettagliata di tutte le operazioni da compiere mentre nel caso di un sistema capace di auto movimento com’è l’acqua questo non è necessario. Il prof. Montagnè in un esperimento estrasse da segmenti di DNA dei segnali elettromagnetici da esso emessi. Fornendo questi stessi segnali in un recipiente colmo d’acqua in cui erano stati immessi le materie prime di cui è fatto il DNA queste si aggregavano originando nuovo DNA coerente con il segnale. Tuttavia il contenuto “informativo” intrinseco, cioè la ricchezza del segnale elettromagnetico trasmesso è molto piccola rispetto alla complessità del DNA formatosi. Ciò significa che l’acqua è in grado di auto apprendere e di trasferire conoscenza. Un altro motivo in più per smettere di mangiare cibo carneo sostituendolo con frutta, verdure e ortaggi carichi di acqua biologica ricca d'informazioni quantiche oltre che biochimiche.
Un giorno si potrebbe arrivare ad utilizzare quest’acqua “informata” per scopi terapeutici cioè dare ad un essere umano, la cui rete di segnali elettromagnetici sia rovinata in tutto o in parte, un campione d’acqua contenente tutti i segnali affinché si rimetta in moto l’intero meccanismo aggregate riparatore. È più semplice a dirsi che a farsi ovviamente poiché questi segnali entrerebbero in un ambiente già disponente di altrettanti segnali e non è detto che vi siano rispondenze tra di loro in quanto il segnale non ha una caratteristica deterministica. In natura, non tutti gli organismi invasi da colonie batteriche patogene soccombono ad esse. Alcuni superano la malattia, talaltri nemmeno accusano sintomi. Questo perché l’ambiente deve entrare in risonanza con il segnale. Tuttavia è indubbio che gli scenari che si stanno prefigurando superano di gran lunga la più sfrenata fantasia. Ciò che un tempo avremmo considerato magia o peggio stregoneria, oggi è rubricata sotto il nome di Scienza.