Crescita personale nella terza età
SE SEI “NORMALE” NON SEI FELICE!
L’essere umano tende a assumere i comportamenti che sono comuni nel suo gruppo di riferimento. Lo fa per sentirsi accettato e protetto, ma spesso non significa vivere una vita longeva, sana e felice.
E’ difficile essere felice se si vuole essere una persona "normale".
L’essere umano è un mammifero, esattamente come il leone, la giraffa, il cane o il delfino e come tutti gli animali sociali ama stare in gruppo, desidera condividere e provare emozioni.
Far parte di un gruppo, una comunità o un clan offre molti vantaggi per l’individuo.
E' importante, tuttavia, considerare anche l'altra faccia della medaglia.
Per far parte di un gruppo bisogna tuttavia cedere un po’ della propria autonomia a favore dell'importante vantaggio di appartenere alla collettività.
La “normalità” non significa essere una persona longeva, sana, saggia e felice.
Basta guardarsi attorno per rendereste conto.
Se, ad esempio, nella tua comunità, nutrirsi di un certo cibo fa parte della tradizione è buona cosa mangiare quella cosa, ma si corre il rischio che se quel cibo fa male anche tu accetti di farti del male.
Per questa stessa ragione è importante riconoscere il pensiero comune delle persone che stai frequentando in relazione alla terza e quarta età.
Essere normali in una comunità dove una vita sana, longeva e felice è considerata la norma è buona cosa, altrimenti sarebbe meglio essere considerati anormali, ovvero capaci di vivere fuori delle regole.
Meglio essere un po’ strani, o meglio straordinari, e scegliere di vivere una vita sana, saggia e felice.
Enzo Parianotti
www.longebility.com