Longebility

Crescita personale nella terza età

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Crescita personale nella terza età

MA CI PENSI FIGLIO MIO CHE MI RIMANE ANCORA POCO DA VIVERE!

2020-06-16 17:36:41

Questa è la frase che mi ha detto oggi mia madre, una bella ed arzilla signora di 82 anni.Una frase del genere è stata per me, fondatore di longebility, un invito a nozze per “inondarla” con tutte le informazioni in mio possesso sul tema dell’invecchiamento e della morte.

Alla fine della chiacchierata mi ha guardato con occhi un po’ increduli, ma anche con un pochino di sorpresa e curiosità.


Era proprio quello che volevo ottenere, aprire dentro la sua testa uno spiraglio di possibilità, farle comprendere che forse le cose possono anche essere diverse da come, da sempre l’uomo, le ha sempre credute e quindi accettate.


Voglio riassumere qui di seguito quanto le ho spiegato affinché anche possa leggere, fare le tue riflessioni e trarre le tue conclusioni.


L’ASPETTATIVA DI VITA MEDIA FINO AL 1500 ERA INFERIORE  35 ANNI


Si, proprio così, l’umanità per gran parte della sua millenaria storia si aspettava di vivere mediamente 35 anni.


Soltanto dalla fine del 1800 l’aspettativa di vita media è salita a circa 50 anni e poi è cresciuta esponenzialmente fino agli attuali  85 anni.


Ok, a mia madre i riferimenti storici così lontani non interessavano molto, ma anche per lei è stato molto facile ricordarsi come i suoi nonni sono deceduti mediamente attorno ai 50-60 anni e si ricordava bene come già quando avevano 40-50 anni sembravano dei “vecchi” come quelli che oggi hanno 80-90 anni.


Non soltanto per l’aspetto fisico, le rughe scavate sulla pelle, ma soprattutto per l’atteggiamento mentale che accettava come qualcosa di normale il fatto di vivere una vita piena di sacrifici e poi morire.


La vita da vivere era corta, ci si rendeva conto di esserci attorno ai 10 anni e poi bisognava darsi subito da fare, lavorare, trovarsi una moglie o un marito, fare tanti figli ( anche perché qualcuno moriva sempre ed era meglio procreare con una certa riserva), lavorare, tirar su la famiglia, fare sacrifici e morire.


Non c’era tempo per tante fantasie, la vita era breve e in quei 40-50 anni bisognava farci star dentro più cose possibili.


La brevità della vita metteva una certa urgenza nel fare le cose, senza perdere tempo.

COSA CAMBIA OGGI CON L’ASPETTATIVA DI VITA MEDIA CHE SUPERA 85 ANNI


Oggi le persone pensano di essere “immortali” perché possono pensare alla loro vita con un aspettativa superiore a 85 anni, ma se appena ci si tiene un po’ bene si può già andare tranquillamente oltre e raggiungere i 100 e oltre.


Oggi c’è tempo, c’è tempo per provare, per cambiare idea, per cambiare lavoro, per cambiare partner, per fare famiglia a 60 anni o per iniziare una nuova attività imprenditoriale a 70 anni.


Per me che studio il fenomeno della longevità tutto ciò è assolutamente normale e so che l’aspettativa di vita continuerà ad aumentare e avremo sempre più anni da vivere e sempre più cose potranno essere fatte durante una vita.


Mio figlio già è di una nuova generazione e una nuova mentalità e si aspetta una vita lunga, anzi lunghissima, talmente lunga da permettere di sperimentare tante cose e “vivere” tante vite una di seguito all’altra.


QUELLI NATI DAL 1900 AL 2000 NON CAPISCONO E NON CREDONO


I giovani sanno che l’evoluzione della scienza, la genetica e le nuove tecnologie contribuiranno ad allungare esponenzialmente la durata della vita e noto che questa consapevolezza ( conscia o inconscia) permette a molti giovani di “rilassarsi” molto, spesso evitando di decidere o posticipando le decisioni importanti come famiglia , lavoro e scopo di vita per un futuro prossimo.


Quelli nati durante il 1900, come mia madre nata nel 1938, c’è una difficoltà molto comprensibile a comprendere che la vita può essere lunga, molto più lunga di quella dei loro nonni o genitori.


Queste persone si sono preparate psicologicamente a vivere 70-80 anni e si sono preparate ad affrontare gli ultimi 10-20 anni di vita con tutta una serie di acciacchi, dolori, sofferenze, fragilità e malattie degenerative di ogni genere.


Per me ( e per mio figlio) invece c’è una nuova consapevolezza che ci sussurra che la durata della vita e la qualità della salute non dipende tanto dalla fortuna, ma dallo stile di vita e dalla qualità dei pensieri. 


SI, PROPRIO I PENSIERI!


L’essere umano, contrariamente agli animali, pensa.


Ogni pensiero veicola un certo tipo di chimica nel corpo ed influenza ogni cellula.


Noi siamo la somma delle nostre cellule!


Ecco perché credere che ci sia poco tempo da vivere e che la vita sai sofferenza e malattia genera una certa chimica ed una certa predisposizione alla longevità, mentre credere che la vita sia lunga (ci si può rilassare), piena di possibilità e soprattutto in piena salute e vitalità fino alla fine, influenza le cellule in tutt’altra direzione.


In effetti puoi comprendere da te che a livello genetico nulla è cambiato nell’essere umano negli ultimi 200’000 anni, ma sono cambiate le condizioni di vita e soprattutto le credenze e l’aspettativa di vita.

LA LONGEVITA’ E’ UNA PROFEZIA AUTOAVVERANTE!


Se pensi di poter vivere sano, longevo e felice fino a 120 anni o 150 anni metterai l’attenzione su tutto ciò che ti può portare a questo risultato, mangerai in un certo modo, farai attività, farai visite mediche preventive per vedere se ti mancano vitamine, avrai progetti di vita fino a 120-150 anni.


Ad esempio potrai pianificare di andare a studiare una lingua straniera a 90 anni, o realizzare un certo progetto a 100 anni.


Questo modo di affrontare la vita è la cosa più potente che tu possa fare per vivere longevo, sano e felice fino alla fine, una fine molto lontana.


Se invece inizi a tirare i remi in barca a 70 anni, allora stai comunicando a tutte le tue cellule che non è necessario rimanere attive, perché orami…


Il vero problema di mia mamma è che si aspetta di vivere solo uno ad una certa età perché così le è stato detto durante tutta una vita, così ha visto accadere con i suoi genitori ed i suoi nonni e così crede sarà anche per lei.


Accettando questa vecchia “verità”  si comincia a raccontare ai figli come stanno le cose a livello finanziario perché “non si sa  mai” visto che l’ora si avvicina.


La scienza ha scoperto che i pensieri possono essere vere e proprie medicine che guariscono o uccidono.


Effetto PLACEBO O NOCEBO!


Trasforma le tue credenze e trasformerai la tua vita, la tua longevità e soprattutto la tua gioia di vivere sano e saggio per continuare a dare il tuo contributo evolutivo alla società.

by Enzo Parianotti
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