Avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse una mela: quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza.
Oriana Fallaci, Lettera a un bambino mai nato
La vita mi ha sempre fatto pensare a una pianta che vive del suo rizoma: la sua vera vita è invisibile, nascosta nel rizoma.
Ciò che appare alla superficie della terra dura solo un’estate e poi appassisce, apparizione effimera.
Quando riflettiamo sull’incessante sorgere e decadere della vita e della civiltà, non possiamo sottrarci a un’impressione di assoluta nullità: ma io non ho mai perduto il senso che qualcosa vive e dura oltre questo eterno fluire.
Quello che noi vediamo è il fiore, che passa: ma il rizoma perdura
Carl Gustav Jung
Quando il nostro fare nella vita di tutti i giorni porta in sé la qualità della resa, quando non c’è più un no a ciò che accade, iniziamo a muoverci con la vita, e non contro.
Fino a che c’è resistenza, fino a che non c’è uno stato di resa, cioè un riconoscimento che le cose sono come sono, noi continuiamo ad opporci alla vita: cerchiamo di controllarla, manipolarla, dirigerla.
Fino a che c’è questo viviamo in un perenne stato di opposizione alla vita.
Quando c’è un sì, quando c’è l’accoglienza interiore, uno stato interiore di resa, allora il movimento avviene insieme.
E ti sorprendi, perchè cominci a muoverti in sincronia con la vita: una cosa accade, e tu la segui, e usi la forza stessa della vita per muoverti.
Il presente è adesso
Marina Borruso