Salute & Benessere
Portare amore dentro le carceri è una scommessa?
Da fine maggio “Clown…e oltre” Associazione di clownterapia sta realizzando un enorme progetto, primo nel suo genere in Italia ci risulta, che prevede una serie di obiettivi da raggiungere attraverso una sequenza di incontri con detenuti della Casa Circondariale di Brescia.
Qualcuno avrà da disquisire sull’utilità della cosa. “Ma sono delinquenti! A che serve? Mica cambiano!”
Per capire l’utilità di questo progetto, come molti altri di Clown…e oltre, occorre fare qualche passo indietro e comprendere cos’è la clownterapia, quali sono gli stereotipi e da cosa vuole differenziarsi la nostra Associazione.
Oggi come oggi, oserei dire purtroppo, esistono centinaia di associazioni e microassociazioni che “dicono” di fare clownterapia. La realtà è molto diversa, non essendoci ancora univocità di regolamentazione, ognuno si sente libero di “praticare” la clownterapia come meglio gli aggrada, passando da un’attività ludica alla pura animazione fino alle tristemente note “truffe” delle raccolte fondi.
Clownterapia significa curare, non guarire, ma curare, prendersi cura.
Vuol dire che ogni intervento, ogni servizio dev’essere preparato, studiato, per raggiungere obiettivi a breve e medio termine. Riempire di palloncini e bolle di sapone un reparto di pediatria non ha alcuna utilità, se non estemporanea, spesso creando problemi logistici al personale sanitario. A quasi 10 anni dal primo progetto Nazionale del Ministero sulla clownterapia il caos è ancora pressochè totale. Essendo il nostro un Formatore a livello Nazionale, formando cioè grandi e piccole associazioni in tutta Italia, ne è il primo testimone di tutto ciò.
Poche le Associazioni che studiano e si formano seriamente per portare un aiuto concreto a chi soffre e studiarne, attraverso ricerche pubblicate, il risultato del loro lavoro.
Clown…e oltre è, per nostra fortuna, una di queste. La Formazione è di livello accademico, lo studio e la preparazione degli interventi sono assidui ed accurati senza soluzione di continuità.
L’idea di base della nostra Associazione è quella di distaccarsi da questa generale discontinuità e confusione, creando e formando Clown sociali, formati, cioè, all’approccio di varie forme di dolore e di disagio. Il dolore non è solo negli ospedali, dove appunto operano molti volontari, creando il falso mito dei pagliacci colorati che fanno ridere i bambini. Il dolore (e tanto) è anche altrove, nelle carceri, appunto, tra i terremotati, nelle comunità di recupero, di abusi vari….e potremmo proseguire all’infinito. Le strutture sanitarie non sono gli obiettivi privilegiati per Clown…e oltre, ma il dolore e il disagio OVUNQUE essi si trovino.
Ecco da quale filosofia nasce questo progetto del carcere di Brescia.
Una volta verificate le nostre competenze e preparazione, il personale dell’istituto di pena ci ha dato via libera e, nei limiti normativi, carta bianca. La cosa ci ha permesso di raggiungere risultati davvero insperati nella personalità degli ospiti che oggi hanno raggiunto livelli di responsabilità e consapevolezza davvero incredibili, sorprendendo noi stessi e tutto il personale carcerario.
Siamo davvero orgogliosi dell’ operato dei nostri Clowndottori e contiamo nella Formazione di un numero sempre maggiore di persone che voglia veramente impegnarsi a fondo in questa attività che sta sempre più confermandosi di grande utilità nella risoluzione di stati di dolore e di disagio di ogni tipo.
Un ultima piccola parte...
vorrei dedicarla, senza polemiche, a qualche semi-analfabeta che ha definito questo enorme progetto..."personale". A questa ignoranza stratosferica vorrei ricordare che questo progetto è "monitorato" direttamente dal Ministero di Grazia e Giustizia che rilascia a noi le varie autorizzazioni ed è oggetto di informazioni ed interesse di altri Istituti in varie Regioni. Chiedo scusa a chi legge ma mi sembra dovuto.