Irene La Russa
Quando si diventa mamme per la prima volta, si vorrebbe che con il bebè, invece della placenta, ci fosse stato un libretto d’istruzioni. E invece niente, bisogna arrangiarsi e fare da sole: sbagliando s’impara, certo, ma con un “affarino” di mezzo metro che urla e piange e strepita non si sa bene perché, non ci si può permettere molti errori. Quando poi il bebè cresce, ci si accorge che, a volte, ansie e preoccupazioni erano ingiustificate. La scrittrice e terapista Emily Hatch ha stilato per l’Huffington Post un elenco delle sei cose che le avrebbero facilitato i primi sei mesi dopo il parto… se solo le avesse sapute. (Leggi anche 10 cose che nessuno ti ha detto sulla tua vita dopo il parto) 1. Seguite l'istinto ma ... a volte anche il consiglio (giusto) serve Quando si diventa mamma per la prima volta, c’è sempre qualcuno disposto a dispensare consigli: fai questo, fai quello, dai il latte al bambino in questo modo, daglielo in quest’altro, daglielo prima, daglielo dopo, fai così per farlo smettere di piangere… Certo, questo diluvio di consigli è fonte di confusione, può dare fastidio, a volte esaspera. Ma può servire. “Vorrei aver potuto vedere attraverso la fitta nebbia post-partum che ascoltare serve – scrive la Hatch – e che ammettere di non sapere non ti rende meno madre”. Anche se ci sono casi in cui bisogna seguire l’istinto: dopo tutto, nessuno come la mamma sa cosa serve al proprio bimbo. Però, prosegue la terapista, “se dovessi fare tutto da capo (e solo il fatto di immaginarlo è terribile) cercherei di essere meno pessimista e orgogliosa e più aperta alle perle di saggezza che mi sono state offerte. Alcune delle quali si sono rivelate incredibilmente vere. Quindi grazie a tutti quelli che mi hanno dato consigli, e sono dispiaciuta con quelli che ho trattato male. La colpa ovviamente è stata solo degli ormoni”. (Leggi anche 10 consigli per la mamma serena) 2. Informarsi rende la vita più facile. Ma non diventate la mamma perfetta Per un neogenitore è quasi incredibile che l’ospedale consenta di affidargli un neonato e si aspetti che tutto vada bene. Anche perché qualche ora passata a fare da baby sitter a fratellini e cuginetti non è la stessa cosa di occuparsi di un neonato a tempo pieno. La buona notizia è che è pieno di libri che spiegano in ogni minimo dettaglio come prendersi cura di un bebè, e oltre ai libri c’è internet. La cattiva notizia è sempre che è pieno di libri che spiegano in ogni minimo dettaglio come prendersi cura di un bebè, e che oltre ai libri c’è anche internet. Perché informarsi può sicuramente rendere la vita più facile, ma può anche far nascere ansie, paure, timori del tutto ingiustificati, ed essere di ostacolo all’allevamento del piccolo. “Io –spiega la Hatch – l’ho imparato nel modo più duro. Ero così impegnata a diventare la mamma perfetta che ho estremizzato tutto, iniziando a credere che ci fossero regole rigide valide per tutti e per tutto. Quindi ciò che ho imparato è che è bene essere preparati, ma l’infinità di informazioni che si possono trovare non sempre calzano come un guanto al VOSTRO bambino. Che è una creatura unica e diversa dalle altre”. 3. Voi e il vostro bambino: godetevi la vita con lui La maternità può dare un senso d’isolamento, e quindi spesso si fa uno sforzo per restare in contato con gli amici, i parenti e i conoscenti che abitano nelle vicinanze. “Quel che non sapevo – racconta l’autrice dell’articolo – è che restare da soli non sempre è una cosa negativa. Pensando ai primi 6 mesi di vita del mio bambino, i momenti più belli che riesco a ricordare sono quelli nei quali eravamo soli io e lui. Il nostro legame è diventato qualcosa di diverso da qualunque altro legame abbia mai avuto, e ora ho nostalgia di quei giorni nei quali potevo chiudere fuori il resto del mondo e restare sola con il mio ragazzo, il ragazzo che ha iniziato a vivere nella mia pancia e ora è la più deliziosa personcina che abbia mai conosciuto”
Irene La Russa
Prima di loro ero Irene... . Ora sono mamma! E non ce cosa più bella 💝💝
Irene La Russa