Guido Iaquinta

Se nella costruzione della propria storia e della propria persona, dei propri progetti e delle proprie relazioni si indulge spesso, chiudendo ben più di un occhio con fare connivente, il risultato sarà piuttosto arrangiato. La perseveranza è la presa salda della propria etica sulle proprie azioni e sui propri pensieri - mano ferma su un timone - che non ha la smania stolta di spasmi casuali d'arrivismo, ma invece il passo sicuro di chi sa dove vuole andare - e soprattutto perché vuole tagliare quel traguardo. Che sia perseveranza nello studio fertile di libri, discipline o strumenti musicali, nel ripulirisi dalle proprie incoerenze, nell'amare le persone, nel lavorare in maniera ottima o nell'essere il cambiamento che si vuol vedere nel mondo, non importa. Quel che importa è che il fermo rigore della perseveranza, a monte, sgorga da un giudizio forte, ponderato, lucidamente deliberato - e perciò, di immenso valore.

Guido Iaquinta

Nel mondo di oggi è sempre più difficile essere se stessi davvero, riscoprire la nostra profonda essenza e lasciare che la nostra unicità sia libera di essere. C’è chi direbbe che è un nostro diritto. Personalmente credo sia un nostro dovere. Perché siamo gli unici al mondo ad essere esattamente come siamo, con i nostri talenti, passioni, punti di debolezza, con i nostri fallimenti, la nostra risata e le nostre luci ed ombre. Quando smetti di essere te stesso stai privando il mondo di qualcosa di unico che non potrà mai essere replicato. Quante possibilità ci sono che esista qualcuno di identico a te? Gli scienziati dicono che sono una su 400 000 000 000. Puoi farlo solo tu. C’è chi consiglia di fare questo e quello per essere se stessi. L’esperienza insegna invece che dobbiamo smettere, finirla di fare chissà cosa per essere noi. “Tu non puoi essere altro che te stesso. Allora rilassati. L’esistenza ha bisogno di te così come sei.” Osho Lascia andare il bisogno di piacere a tutti, di volere essere perfetto perché non lo sarai mai più di quanto tu non lo sia rimanendo autentico. Lascia perdere le maschere sociali e tutto quello che ti hanno insegnato finora. Disimpara le lezioni che la vita ti ha impartito. Allenta le catene che, giorno dopo giorno, ti hanno fatto credere di essere sbagliato, che dovresti essere più estroverso, più uguale, che parlare a voce troppo alta o bassa non va bene, che devi essere per forza alla moda o fuori moda per esprimere chi sei. Dimentica di camminare attraverso la vita per compiacere gli altri e le convinzioni della tua famiglia, degli amici, del capo. La vita è troppo bella e il mondo troppo vasto per seguire percorsi che non ti appartengono. Non solo non è necessario mostrarti per come gli altri o il tuo critico interiore vorrebbero che fossi, ma è tuo dovere non farlo. Lo devi ad ogni istante della tua vita che non tornerà più. Lo devi all’opportunità di contribuire in questo mondo nella tua unica autenticità. Non privarti della possibilità di essere e brillare in tutta la tua luce.

Guido Iaquinta

tra arte e gabbia .... la ricerca di un fottuto equilibrio...

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