francesca cicala

Founder Starter

Per la prima volta, dopo giorni e giorni, lo vedo davvero. E sento la sua voce immane e l'odore fortissimo e, dentro, la sua inarrestabile danza, onda infinita. Tutto sparisce e non rimane che lui, davanti a me, addosso a me. Una rivelazione. Sfuma la coltre di dolore e di paura che mi ha preso l'anima, si disfa la rete delle infamie, delle crudelta', degli orrori che mi hanno rapito gli occhi, si dissolve l'ombra della morte che si e' divorata la mia mente, e nella luce improvvisa di una chiarezza imprevedibile io finalmente vedo, e sento, e capisco. Il mare. Sembrava uno spettatore, perfino silenzioso, perfino complice. Sembrava cornice, scenario, fondale. ora lo guardo e capisco: il mare era tutto. E' stato fin dal primo momento tutto. Lo vedo ballare intorno a me, sontuoso in una luce di ghiaccio, meraviglioso mostro infinito. C'era lui nelle mani che uccidevano, nei morti che morivano, c'era lui, nella sete e nella fame, nell'agonia c'era lui, nella vilta' e nella pazzia, lui era l'odio e la disperazione, era la pieta' e la rinuncia , lui e' questo sangue e questa carne, lui e' questo orrore e questo splendore. non c'e' zattera, non ci sono uomini non ci sono parole, sentimenti, gesti, niente. Non ci sono colpevoli e innocenti, condannati e salvati. C'e' solo il mare. Ogni cosa e' diventata mare.

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