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Come cambiare le abitudini alimentari?

2019-08-16 15:23:07

Come cambiare le tue abitudini alimentari? Ecco un approccio scientifico all'aumento della prestazione e alla crescita personale.


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Come cambiare le tue abitudini alimentari.


Allora è evidente che cambiare le abitudini alimentari può portare ad un risultato in termini di salute,

longevità, qualità della vita, ma anche

prestazione personale sul piano lavorativo, sul piano sportivo, molto, molto profondo quindi

diciamo il cambio di alimentazione

viene considerato

sia in ambito medico, che in ambito di miglioramento della prestazione come

una cosa fondamentale da fare.


Diciamo vanno fatte due premesse. 


La prima è che la maggior parte delle persone sa benissimo

che è così ma continua a non farlo.


La seconda è che molte persone anche tra quelle che decidono di farlo,

si perdono lungo il cammino in tutta una serie di

dettagli, di proposte differenti,

molto complesse che rappresentano dal mio punto di vista quasi delle ideologie a cui aderire e

che però raramente danno delle risposte complete. 


Allora in questo post vorrei concentrarmi

semplicemente su tre passi che permettono di iniziare un cambiamento dell'alimentazione

importante.

Dopo di ché ci sono mille altri modi per

diventare più bravi a gestire la propria alimentazione,

ma qui in questo post voglio

concentrarmi su tre cose molto semplici da cui partire. 


La prima è mangiare un po' meno

e concentrarsi su ridurre del 10-15% le porzioni che abitualmente si usano, è già

un grandissimo passo avanti perché è chiaro che la quantità di alimenti non è l'unica cosa che conta,

perché uno potrebbe mangiare

poco ma mangiare costantemente il panettone per esempio,

o gelati, ecco non sarebbe una scelta intelligente, anche se la quantità è ridotta, ma partendo da un'alimentazione

diciamo non perfetta ma discreta, in cui si mangia un po' di tutto,

il primo passo potrebbe essere quello di mangiare un pochino meno.

Perché questo? 


Perché tante ricerche recenti mostrano come noi viviamo in una condizione

ipercalorica quasi costantemente, cioè mangiamo di più rispetto alle nostre necessità,

quindi ridurre di un po' non fa

male nella stragrande maggioranza dei casi.


Secondo passo molto semplice ma fondamentale, è eliminare gli zuccheri,

cioè togliere l'utilizzo quotidiano di dolci, zucchero aggiunto,

succhi, merendine, biscotti,

perché sullo zucchero ormai esiste una quantità di ricerche importante

che mostra che non solo altera il metabolismo

perché crea questi picchi di glicemia che sono

poi degli stimoli a una produzione eccessiva di insulina, ma anche per un fenomeno cosiddetto di glicazione,

cioè gli zuccheri si legano alle proteine del nostro organismo e ne alterano la funzionalità. 


Un esempio noto più o meno , e visibile più o meno a tutti

che riguarda la glicazione è anche l'invecchiamento per esempio della pelle,

quindi togliere gli zuccheri, lasciarli nell'eccezione e

cercare di

sostituire tutti i cereali raffinati quindi la pasta bianca, il pane bianco, riso bianco, con le versioni integrali.


Terzo punto, adottare il piatto unico. Il piatto unico non è una dieta personalizzata

ma è un approccio suggerito anni fa dall'università di Harvard

per capire come costruire la maggior parte dei propri

pasti. Un piatto unico

diviso a metà 50% lo dedichiamo le verdure e poi

25% ai cereali integrali, 25% alle proteine ruotandole a seconda dei propri gusti, pesce, uova, carni magre.


Ecco mangiare più spesso possibile così è un modo per

bilanciare l'alimentazione. 


Sono tre suggerimenti iniziali, si può essere molto per più precisi,

andare molto più a fondo

ma è chiaro che il punto chiave per qualsiasi cambiamento è

iniziare.


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