Sport & Fitness
Come cambiare le abitudini alimentari?
Come cambiare le tue abitudini alimentari? Ecco un approccio scientifico all'aumento della prestazione e alla crescita personale.
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Come cambiare le tue abitudini alimentari.
Allora è evidente che cambiare le abitudini alimentari può portare ad un risultato in termini di salute,
longevità, qualità della vita, ma anche
prestazione personale sul piano lavorativo, sul piano sportivo, molto, molto profondo quindi
diciamo il cambio di alimentazione
viene considerato
sia in ambito medico, che in ambito di miglioramento della prestazione come
una cosa fondamentale da fare.
Diciamo vanno fatte due premesse.
La prima è che la maggior parte delle persone sa benissimo
che è così ma continua a non farlo.
La seconda è che molte persone anche tra quelle che decidono di farlo,
si perdono lungo il cammino in tutta una serie di
dettagli, di proposte differenti,
molto complesse che rappresentano dal mio punto di vista quasi delle ideologie a cui aderire e
che però raramente danno delle risposte complete.
Allora in questo post vorrei concentrarmi
semplicemente su tre passi che permettono di iniziare un cambiamento dell'alimentazione
importante.
Dopo di ché ci sono mille altri modi per
diventare più bravi a gestire la propria alimentazione,
ma qui in questo post voglio
concentrarmi su tre cose molto semplici da cui partire.
La prima è mangiare un po' meno
e concentrarsi su ridurre del 10-15% le porzioni che abitualmente si usano, è già
un grandissimo passo avanti perché è chiaro che la quantità di alimenti non è l'unica cosa che conta,
perché uno potrebbe mangiare
poco ma mangiare costantemente il panettone per esempio,
o gelati, ecco non sarebbe una scelta intelligente, anche se la quantità è ridotta, ma partendo da un'alimentazione
diciamo non perfetta ma discreta, in cui si mangia un po' di tutto,
il primo passo potrebbe essere quello di mangiare un pochino meno.
Perché questo?
Perché tante ricerche recenti mostrano come noi viviamo in una condizione
ipercalorica quasi costantemente, cioè mangiamo di più rispetto alle nostre necessità,
quindi ridurre di un po' non fa
male nella stragrande maggioranza dei casi.
Secondo passo molto semplice ma fondamentale, è eliminare gli zuccheri,
cioè togliere l'utilizzo quotidiano di dolci, zucchero aggiunto,
succhi, merendine, biscotti,
perché sullo zucchero ormai esiste una quantità di ricerche importante
che mostra che non solo altera il metabolismo
perché crea questi picchi di glicemia che sono
poi degli stimoli a una produzione eccessiva di insulina, ma anche per un fenomeno cosiddetto di glicazione,
cioè gli zuccheri si legano alle proteine del nostro organismo e ne alterano la funzionalità.
Un esempio noto più o meno , e visibile più o meno a tutti
che riguarda la glicazione è anche l'invecchiamento per esempio della pelle,
quindi togliere gli zuccheri, lasciarli nell'eccezione e
cercare di
sostituire tutti i cereali raffinati quindi la pasta bianca, il pane bianco, riso bianco, con le versioni integrali.
Terzo punto, adottare il piatto unico. Il piatto unico non è una dieta personalizzata
ma è un approccio suggerito anni fa dall'università di Harvard
per capire come costruire la maggior parte dei propri
pasti. Un piatto unico
diviso a metà 50% lo dedichiamo le verdure e poi
25% ai cereali integrali, 25% alle proteine ruotandole a seconda dei propri gusti, pesce, uova, carni magre.
Ecco mangiare più spesso possibile così è un modo per
bilanciare l'alimentazione.
Sono tre suggerimenti iniziali, si può essere molto per più precisi,
andare molto più a fondo
ma è chiaro che il punto chiave per qualsiasi cambiamento è
iniziare.