Ezio Sblendorio

Founder Senior

Vincere la legge del Karma per scegliere di essere felici

2019-02-08 21:19:50

Il Karma, secondo la religione Indiana Induista è la legge di causa - effetto. In questo breve articolo scoprirai come, liberarsi dalla legge del Karma, possa portare alla via della libertà e della felicità.

Il leader e la legge del Karma

Combattere contro il Karma è un po' come lottare contro un destino avverso e crudele, che non lascia spazio ad alcuna libertà e ci terrebbe in ostaggio in questa vita, secondo un copione già definito dal nostro stesso comportamento in una vita precedente e, determinerebbe anche la qualità delle giornate della prossima vita. Essere nel Karma è quindi una vera schiavitù e non lascia scampo, perché il Karma ti mette di fronte a continue pene e tasse da pagare. Riuscire a vincere la legge del Karma invece garantirebbe libertà, salute, felicità... Ma cosa significa? Come si potrebbe fare? Se il Karma è la legge di causa-effetto è possibile ignorarla? Per i napoletani è possibile con la frase "chi ha avuto, ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, ha dato, scurdammece 'o passato, sjm 'e Napule paisà", che vuol dire: quel che è stato è stato, perdoniamoci ogni cosa e pensiamo a vivere nel qui ed ora dinamico.

Vivere nel qui ed ora, nell'adesso, invece che nel passato, libera da tante zavorre e ci fa passare dal paradigma del dovere a quello del potere: io posso cambiare la mia vita che comincia adesso..."da mo'vale", dicono i baresi. Così il peso del "peccato", delle colpe degli altri, dei propri sensi di colpa, magicamente svanisce, semplicemente perché non li sentiamo più, non diamo ad essi più importanza, non siamo più interessati alla causa degli eventi, perché, semplicemente, capiamo che non si può risalire ad una causa che spieghi tutte le altre e finalmente rinunciamo a cercare di capire quello che non è possibile capire.La semplice accoglienza di questo momento, come punto di partenza ciclicamente rinnovato, ci rende rinati, freschi, pronti ad affrontare quello che verrà; con gioia ed entusiasmo.E' come decidere di guardare sempre avanti, con la consapevolezza dell'aver visto, compreso, verificato e creduto, e la certezza di vivere d'ora in poi, solo momenti sempre migliori, invece di piangersi addosso e cercare giustificazioni, rispetto, chiarimenti, spiegazioni, scuse... che, comprendiamo essere un'inutile perdita di tempo.

Vincere la legge del Karma significa vivere responsabilmente nel presente continuo, leggeri, senza fardelli inutili e pronti a perdonare e perdonarsi in caso di eventi dolorosi o non vincenti. Significa dire: "mi dispiace, mi sento responsabile dell'accaduto", proponendosi proattivamente nella ricerca di una soluzione, in caso di eventi sfavorevoli o limitanti. Significa mettersi nelle condizioni di pagare per le proprie mancanze, che hanno portato alla condizione attuale, senza sottrarsi ad eventuali costi, sofferenze, lavoro, ma con un chiaro intento di ravvedimento operoso che non lasci dubbi.

"Essere il cambiamento che si vuol vedere accadere nel mondo" (Mahatma Ghandi) è la chiave della vittoria sulla legge del Karma. Quando si è disposti ad essere parte attiva del divenire, e a migliorare, si è sulla via della Santità, del Samadhi, della Luce, del Tao. Si diventa protagonisti della vita, si diventa maestri di vita solo perché qualcuno ce lo riconosce, non perché noi imponiamo agli altri i nostri insegnamenti, e si intraprende un cammino di crescita personale che porta ad accettare di essere seguiti.

Oggi chi dà l'esempio si chiama leader, e chi segue si chiama follower. Guidare con amore, dando l'esempio, e ispirando gli altri, è una vocazione che il leader non può non ascoltare. Il leader vince la legge del Karma, senza vantarsi o pavoneggiarsi, ma non può tacere, perché se omettesse di condividere quello che scopre costantemente, tornerebbe di nuovo come peso sul proprio Karma. Non cerca fama, nè ego, nè vantaggio sugli altri. Riconosce la convenienza del sè come la convenienza ecologica e sociale massima che garantisce tutti garantendo per primo se stesso. Invecchia diventando più forte, ricco e sano. Non svende il suo sapere ma è capace di dare valore a tutta la sua esistenza solo con la sua presenza, che non può passare inosservata. Non cerca seguaci, che invece allontana per non cadere nel Karma di questi, ma accetta liberamente discepoli (followers) autenticamente disposti a comprendere come cambiare per migliorare, ai quali non comanda nulla, ma ispira con l'esempio e guida con l'accordo libero e condiviso, con regole definite ma autoregolate dal buonsenso del sè responsabile.Il "guerriero di luce", come lo definisce Coelo, non usa la spada per vincere, come fa il samurai, ma conosce tanto bene la guerra che sà sempre come disinnescare le bombe e i germi della discordia. I leaders dell'era dell'Acquario, conducono l'umanità verso la liberazione universale dalla legge del Karma. Per gli illuminati, non esiste un prima e un dopo, un buono e un cattivo, un giudizio positivo o negativo... esiste solo il tempo per vivere le esperienze. Le esperienze e le relazioni umane li arricchiscono e tornano moltiplicate per le persone che interagiscono con loro e che entrano nella loro influenza benefica.