Ester Ventura

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ATTESA

2020-06-04 15:05:49

Il lasso di tempo che intercorre tra la formulazione teorica e/o pratica della nostra necessità e la risposta ad essa si chiama ATTESA. Questa può durare da pochi minuti, a giorni, mesi, dipende dalla natura del "bisogno", quindi nella maggioranza dei casi, deve essere gestita.Perché e come?

ATTESA

Gestire l'attesa vuol dire AZIONE, vuol dire andare incontro a quello che si vuole ottenere. A mio modesto parere ci sono due tipi di attesa: 1) ciò che ci si aspetta dagli altri; 2) l'evolversi della situazione.


Sulla prima, si può tagliare la testa al toro facendo noi per primi ciò che ci aspettiamo dagli altri. Perché? per due semplici motivi: a) siamo imitatori per natura (la moda, i fans club, per esempio, ne sono una dimostrazione) quindi se dai l'esempio, è molto più probabile che gli altri ti rispecchino. b) l'aprirsi agli altri è fonte di apprendimento e arricchimento personale reciproco.


Nella seconda, gestire l'attesa vuol dire distogliere la mente dallo sviluppo della questione in sé e dedicarsi ad altro che sia comunque costruttivo. Non stare fermi pensando a quanto ci mette ad arrivare la risposta o l'esito che non dipende da noi, per esempio un esame, una malattia o qualsiasi altro evento.


 Come l'acqua ferma ristagna, similmente anche noi, stando "fermi", dopo un pò "puzziamo" di stantio, e produciamo solo zanzare fastidiose che ci faranno solo il vuoto intorno. Da qui all'esaurimento, alla depressione il passo è breve.

 Al contrario, occuparsi di altro, oltre che alla mente, fa bene anche al corpo e giova pure allo stato d'animo (e qui ti rimando al mio precedente post sulle aquile). Tenersi attivi, fra l'altro, diluisce il tempo, che altrimenti si percepisce eterno.


 MORALE: 1) non aspettarti nulla dagli altri, piuttosto attivati tu per primo a comportarti verso di loro nella maniera in cui tu vorresti che essi si rapportassero a te. 2) Cerca alternative, preparati un piano "B" nel caso ti arrivasse un responso negativo, così non ti deprimerai e sarai già pronto (e se non ce ne fosse bisogno, non pensare di aver gettato via del tempo, perché potrebbe essere di aiuto a qualcun'altro);  e come dico spesso e faccio sempre: CREDERE PER PROVARE.


P.S. Non ho sbagliato a scrivere: se vuoi riuscire nelle tue imprese, tutte, ci devi prima credere.

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