DIARIO DI UN'INSEGNANTE ROCK

Musica & Danza

LA STORIA DELLA PICCOLA F.

2019-08-27 18:30:19

Arrivai nella stanza del piano, era la mia prima lezione in quella scuola, non conoscevo le persone che mi avevano chiesto di collaborare (c'era solo stato un colloquio iniziale) non conoscevo l'età di quelli che sarebbero potuti diventare miei allievi, ma andai senza troppe ansie.

Eccola lì, arrivò F., la prima giovanissima allieva...

Quella bambina mi colpì subito per le sue particolarità.

Prima tra tutte, una timidezza così acuta che non le faceva alzare lo sguardo da terra e se provavi a guardarla negli occhi immediatamente si girava.


Pensai subito che a quella ragazzina non avrei potuto insegnare niente se non l'avessi messa a suo agio...


C'è da dire che "matteggiare" per far divertire i bambini, è una cosa che mi riesce molto bene.


Io nell'insegnante posato e serioso non mi ci ritrovo affatto, mi piace che i ragazzini si facciano una risata e che gli adulti non si prendano troppo sul serio, mi piace che il clima sia rilassato.


Certo, con la piccolina ho proprio fatto il pagliaccio, ho saltellato parecchio e fatto un sacco di battute, ma lei miracolosamente HA RISO, ha riso all'inizio timidamente, poi sempre di più, e poi lo ha fatto guardandomi!


Potrebbero sembrare dettagli sciocchi, ma io capivo che stavo aprendo la prima porticina che mi avrebbe portato ad avere la sua fiducia e così è stato.

A distanza di tre anni F. ha fatto un percorso incredibile.

Lo abbiamo dovuto inventare ogni volta.


NON VOLEVA SEGUIRE I LIBRI DI TECNICA (come il Beyer ad esempio)

NON ERA INTERESSATA ALLA DITEGGIATURA

NON VOLEVA LEGGERE LE NOTE

NON STAVA ATTENTA ALLA GIUSTA TECNICA PER SUONARE.



Non sapendo come procedere con lei ho dovuto riscrivere di volta in volta una lezione diversa, che era un misto di improvvisazione, di esperimenti, e di ipotesi settimanali.


Il primo anno abbiamo scritto due pezzi.

La scuola prevedeva uno spettacolo in piazza per i cantati, le ho chiesto se voleva suonarne uno, e lei ha accettato immediatamente stupendo TUTTI.


Arrivò che tremava, un po' piangeva, con una timidezza così accentuata, l'ansia era fortissima, ma si è lasciata consolare (e non era scontato), è salita lo stesso, ha canalizzato l'attenzione di tutti su di sé, ed è stato incredibile vedere quanto carisma avesse sul palco.


Sono passati tre anni e non ha mai perso l'occasione di suonare in pubblico, acquisendo una maturità musicale che impressiona anche me. Sceglie sempre brani difficili, e io glielo ricordo sempre che con quelli rischia la disapprovazione della gente, ma lei SE NE FOTTE ed è bellissima così.

Ma soprattutto è così magnetica che fa amare i brani difficili a chi non li avrebbe ascoltati nemmeno, se fossero stati suonati da qualcun altro.


Adesso ha imparato bene l'importanza delle diteggiature, della tecnica per la salute delle proprie braccia (anche perché suona ogni giorno tantissimo) e del bel suono. Vuole imparare a leggere, me lo ha chiesto lei che fino a poco tempo fa lo escludeva del tutto.


"QUANDO SUONA LE CAMBIA LO SGUARDO"


Mi ha detto la madre.

La verità è che la musica è il suo mondo, alla faccia del primo insegnante che le ha detto "che non aveva talento", alla faccia della timidezza che sembrava schiacciarla con lo sguardo a terra.


È bellissima sul palco, non le cambia solo lo sguardo, le cambia tutto il volto!


Tu ti accorgi che il cuore le batte forte forte da lontano, ma avverti che nonostante tutto lei è padrona della scena, lei ne ha bisogno per urlare il suo disappunto, per scovare ciò che la turba, per buttarlo fuori di sé e gettartelo contro, ma senza svelartelo del tutto! Perché è una ragazzina dolcissima, ma sa essere anche un po' strxxxa!

E A COSA SERVE SUONARE SE NON A DIRTI COSA PROVI? 

E A FARTELO CAPIRE BENE, A METTERTI DAVANTI A TE STESSO, ALLE TUE EMOZIONI, ANCHE A QUELLE CHE NEMMENO TU CONOSCI?


Mussida (storico chitarrista della PFM) in un suo libro parla della musica che andrebbe vista come scienza umana, e io credo fortemente che abbia ragione vista la potenza che hanno le note nel farci scoprire chi siamo.

3