Musica & Danza
GLI INSULTI AD UNA MIA ALLIEVA
C. ha quarantacinque anni. La musica è sempre stata la sua passione e finalmente si è decisa a prendere lezioni di piano...
La prima volta che venne da me era accompagnata da suo marito e da suo figlio.
Da come parlava sembrava che il piano non le interessasse, ma che fosse lì per essere da esempio al bambino, per fargli vedere che si doveva impegnare nelle cose e che le passioni erano importanti.
Oltretutto il bambino continuava a disturbare la lezione suonando note a caso e io credevo che la mamma non sarebbe neanche tornata...
Cercai di farle capire in maniera delicata che era meglio se alle lezioni venisse da sola.
Così fece, e alla seconda lezione C. si dimostrò interessatissima.
C. era curiosa, aveva voglia di provare, ma questa sua fame di imparare era così forte che in alcuni casi dovevo bloccarla, e farla riflettere, perché non è semplicemente spingendo un tasto che si impara a suonare.
Sono sempre stata convinta che non è il virtuosismo che rende un musicista tale, ma l'essere pronto anche a suonare poche note, ma curandone il suono, e capendo perché quelle note e non altre...
Se la musica è comunicazione, allora bisogna imparare a comunicare in modo efficace e comprensibile, curando l'emotività delle parole (in questo caso delle note) da dire.
Ciò non esclude che più si hanno competenze tecniche, maggiore è il proprio vocabolario e quindi le possibilità con le quali esprimersi.
Questa premessa perché sia chiaro che io credo che ad ogni livello (tecnico) si possa dire tanto di sé a se stessi e agli altri, sempre se si ha voglia di comunicare con qualcuno di diverso da noi, altrimenti parliamo semplicemente di noi con noi, che è bellissimo anche così!
Ma continuiamo la storia di C.
C. abita in un piccolo paesino, ma viene da una grande città, e quando finalmente si è decisa a prendersi questo spazio musicale per lei, lo ha comunicato ai suoi amici.
I suoi amici erano felici e l'hanno incoraggiata, tutti tranne uno, uno che tra l'altro era forse l'unico a suonare strumento...
Ha iniziato con le solite credenze diffuse (da non si sa chi, e non si sa perché)
"MA DOVE VAI A SUONARE, CHE ORMAI SEI VECCHIA?!!
UNO STRUMENTO LO PUOI IMPARARE SOLO SE INIZI DA BAMBINA
ANDARE A SCUOLA DI PIANOFORTE ADESSO È RIDICOLO"
Gliele ha sputate contro con rabbia, fermezza, cercando di farla sentire stupida per la decisione che aveva preso.
Non credo che queste frase l'abbiano lasciata indifferente,
me lo raccontava come a chiedermi conferma, come a voler sapere se quello che diceva il suo amico fosse reale.
Le ho raccontato quello che ho visto io negli anni: un adulto inizia sempre perché ha voglio di farlo (al contrario dei bambini, che spesso sono spinti dai genitori) e per questo ottiene risultati anche più velocemente.
È chiaro che i bambini hanno maggiore elasticità, ma l'adulto ha ancora la capacità di imparare e tanto, e in più la sua è una scelta consapevole e molto ponderata che gli da spesso una marcia in più.
Sul fatto del poco tempo a disposizione durante la giornata, non dobbiamo dimenticare che spesso neanche i bambini ne hanno molto, impegnati con la scuola, i compiti, i corsi di inglese, la palestra, il nuoto e il calcetto...
MA SOPRATTUTTO C'È UNA DOMANDA CHE NESSUNO PONE MAI AD UN ADULTO CHE VUOLE INIZIARE A STUDIARE UNO STRUMENTO:
PERCHÈ LO VUOI FARE?
Uno non deve per forza suonare per diventare il miglior concertista di musica classica del mondo, per cui vi è una sorta di rincorsa contro il tempo, per spiccare già dall'età giovanile.
Uno può semplicemente voler imparare a suonare le canzoni che gli piacciono, può voler avere un amico a fianco a cui confidare le sue emozioni, o può voler divertirsi con i suoi amici facendosi una suonata.
Per questo è necessario iniziare da piccoli, iscriversi al conservatorio e imparare il repertorio di Rachmaninov a memoria?
E per dirla tutta, la maggior parte dei turnisti di fama nazionale che conosco personalmente, non hanno iniziato a studiare musica prima dei vent'anni!