DIARIO DI UN'INSEGNANTE ROCK

Musica & Danza

G. HA 9 ANNI E AMMETTO CHE LA PRIMA VOLTA CHE ANDAI A LEZIONE DA LEI ERO PIUTTOSTO IRRITATA...

2019-08-17 15:16:32

G. รจ una bambina di 9 anni, dolcissima e molto educata...

LA PRIMA VOLTA CHE ANDAI DA LEI ERO MOLTO IRRITATA...

Sua madre mi aveva contattato telefonicamente per dare lezioni di piano alle sue figlie, e senza chiedermi il prezzo, mi chiese lo sconto!

Decisi di andare comunque.


PREMESSA (la si può anche saltare):

La sorella maggiore suonava da cinque anni e G. da tre...


Constatai che davvero al piano non sapevano fare nulla.


Non avevano maturato nessuna capacità tecnica, sembravano non avere musicalità e pessimo era il loro rapporto con la tastiera... 


ma volevo capire se davvero ci fossero persone così poco portate per lo strumento, o se, come penso, spesso siano gli insegnati che non sono portati per l'insegnamento...


Constatare che queste bambine avevano "buttato" questi anni, mi rendeva nervosa.

Ora è vero che sua madre probabilmente era andata a risparmio con l'insegnante (spendendo quindi di più visti gli anni persi) ma i soldi sono soldi, si possono anche riguadagnare, mentre il tempo buttato non te lo ridà nessuno e nessuno deve permettersi di fartelo perdere.


Ma questo è un altro discorso, io voglio parlarvi di un giorno con G.



G. ha 9 anni. 


Lei della musica vuole sapere tutto, non vuole solo suonarla.


Lei vuole la storia dei grandi artisti e capire che cosa significavano quelle opere in quel momento storico (naturalmente non me lo chiede in questi termini!). 


Oggi facevano la sua canzoncina preferita (Aladdin) e mi sono spinta oltre. Ho cercato di spiegarle il gioco della musica che è fatto di momenti di tensione e di stabilità. 


Mentre lo facevo la avvisavo che forse non lo avrebbe capito immediatamente, che era un discorso complesso, e le chiedevo di percepire le sensazioni che provocavano certi accordi e di quanto queste fossero più o meno forti a seconda di cosa ci fosse prima. Le chiedevo di ascoltarli e di capire quali la rassicurassero e quali la destabilizzassero un po'. 


Lei ascoltava, e più ascoltava, più tutto le appariva chiaro: il gioco di tensioni e stabilità non era più una frase senza senso data per buono, e più la capiva, più quegli occhioni diventavano grandi e pieni di luce, è più faceva così più diventavano grandi e pieni di luce anche i miei...

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