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IL NUMERO UNO
Uno è il primo numero usato per contare e quindi gli è riconosciuto un grande potere. È visto come l’origine di tutte le cose e rappresenta la perfezione, l’assoluto e la divinità nelle religioni monoteiste. Esso è la sorgente di ciò che esiste, di ciò che è altro dall’Uno. Forme, dimensioni, colori, direzioni, spazio, tempo sono rappresentati dal numero uno. In campo mistico è legato allo spirito dell’uomo Degno, Illuminato, Consapevole. Considerato numero maschile attivo e materiale della creazione è anche detto motore primo.Esistono altri numeri che, una volta ridotti, danno 1. Si tratta delle sue armoniche secondarie. Per esempio il 19 darà 1 + 9 = 10 = 1; il 28 darà 2 + 8 = 10 = 1; il 37 darà 3 + 7 = 10 = 1 ecc.
L'IMPORTANZA DEI NUMERI
Numero civico, numero di telefono, numero di codice fiscale e poi la carta d’identità, la patente, l’immatricolazione dell’automobile, il codice di avviamento postale.
Fin dalla nostra nascita (il giorno, il mese, l’anno, l’ora, il minuto, il peso e la lunghezza) i numeri costituiscono una sorta di timbro, di marchio indelebile. Tutta la nostra vita è costellata da numeri. Alcuni ci accompagnano per sempre, altri ci restano accanto per alcuni periodi.
Certo è che non occorre essere numerologi per capire che il numero racchiude un certo potere. Esso è una sorta di vibrazione energetica.
La numerologia è lo studio della possibile relazione mistica o esoterica tra i numeri e le caratteristiche o le azioni di oggetti fisici ed esseri viventi. È una disciplina relativamente giovane, anche se vanta origini antichissime. Per arrivare alle radici della numerologia bisogna scivolare attorno al 4000 a.C., alle le popolazioni turche e ariane che abbandonarono il Turkestan, dove le cinque dita della mano servivano come riferimento sia per la numerazione e sia per gli alfabeti segreti e non scritti.
La numerologia è figlia della complicata kabbalah ebraica, che nasce all’indomani della Diaspora, anche se cominciò a diffondersi, in modo meno occulto, solo a partire dal XII sec. in Francia ed in Spagna. Essa si basava sull’interpretazione mistica dei testi della Torà, i primi cinque libri della Sacra Bibbia. Secondo i sapienti kabbalisti partendo dalle regole dell’alfabeto ebraico, le lettere vengono impiegate come cifre e Dio creò l’universo dando vita ai primi dieci numeri chiamati Sefiroth che si disposero come una sorta di scala per consentire allo spirito di discendere e farsi materia. In ogni caso l’abbinamento di numeri alle lettere risale grazie ai Greci, i quali si ispirarono ai geroglifici dell’Antico Egitto.
Già ai tempi di Pitagora di Samo si associava ai numeri un significato trascendentale e per tale motivo la numerologia pitagorea è madre della Cabala Ebraica, la quale a sua volta ha generato la Cabala Esoterico-Occultistica e la Smorfia Napoletana. La prima è usata dagli esoteristi e dagli occultisti, la seconda molto più popolana, si basa su esperienze oniriche e fatti non ordinari del vissuto quotidiano.
I numeri sono infiniti ma, da quando usiamo le cifre arabe da 0 a 9, sono questi dieci simboli a creare l’infinito dei numeri. Esiste una simbologia da 0 a 9 detta semplice o essenziale, mentre la simbologia dei numeri superiori a 9 è detta complessa o plurima. Inoltre i numeri si dividono in pari o dispari. I numeri pari sono multipli di 2, i dispari no. Altra importante distinzione è tra i numeri primi e secondi.
I numeri primi sono numeri speciali, perché possono essere divisi solo per se stessi e per il numero 1 prendendo così l’appellativo di magici. Si distinguono anche in finiti o interi, frazionali o fratti e incommensurabili. I numeri finiti sono interi, ovvero, sono unità intere. I numeri frazionali sono numeri che non rientrano nell’unità. Numeri speciali sono gli incommensurabili come Pi Greco o la proporzione divina in quanto rappresentano l’irrazionale che sta alla base del mondo reale.
Il seguente elenco cerca di sintetizzare le opinioni dei moderni numerologi, i quali non di rado si scontrano con gli “scientisti” che insistono nell’affermare che non esistono prove matematiche o scientifiche che dimostrino la fondatezza di tali “proprietà” simboliche dei numeri. Nel Rinascimento, i numeri erano utilizzati e studiati in dettaglio per la musica, la poesia, l’architettura, l’associazione e il significato se vogliamo anche divinatorio, era molto più dettagliato e ricco.
Un saluto a tutti.
Claudio Zanetti