Claudio Zanetti

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DIO E LA MATEMATICA

2018-11-03 11:27:16

Continuazione della spiegazione della Regina delle Scienze.

II° PARTE

Con la diffusione della matematica greca nel Mondo Antico, nacquero – ad esempio – i tre problemi classici della geometria: ossia la quadratura del cerchio, la duplicazione del cubo e la trisezione dell’angolo; problemi da risolvere usando esclusivamente riga e compasso.

Euclide (367-283 a.C. ca.) con la sua opera “Gli elementi” in cui egli raccoglie tutti i teoremi elementari di Aritmetica, ma soprattutto di Geometria, ed Archimede di Siracusa (284-218 a.C. ca.) considerato da molti il più grande matematico del periodo greco ellenistico e il padre della fisica matematica, contribuiscono ad innumerevoli opere nelle quali danno prova di una grande inventiva nel campo della matematica.

Il periodo classico della civiltà Maya si colloca tra il 200 e l’800 d.C.

Gli sviluppi della matematica portati avanti dai Maya videro i principali risultati soprattutto nel campo dell’astronomia, assolutamente unici nel loro genere, ma tutto questo verrà approfondito in seguito.

La matematica persiana e araba (periodo 750 – 1400 d.C.) e quella medioevale europea, all’incirca coeva, comprendono grandi matematici tra i quali spicca senza ombra di dubbio Leonardo Fibonacci (1170-1250 ca.) detto anche Leonardo Pisano, il più grande matematico del periodo, al quale in seguito sarà dedicato un capitolo ad hoc.

La matematica da sempre è sinonimo di difficoltà – ancor oggi è la materia a livello mondiale che meno piace agli studenti – e nel contempo quella che affascina di più. Ma cosa avevano e hanno tutt’ora in comune le antiche civiltà e i grandi matematici, oltre alla passione per questa materia? Un mistero, un quid che unisce, in sorte di amici inseparabili, Dio e la matematica.

Questo senso di assoluta meraviglia non è nuovo e già molti filosofi dell’Antica Grecia con Platone in particolare manifestavano il loro stupore di fronte all’apparente capacità della matematica di dar forma all’universo e governarlo. Galileo, come Keplero, Newton e Cartesio, furono sostenitori dell’idea che il mondo fisico fosse stato dotato da Dio di una struttura matematica. Il Dio creatore non può esimersi dall’essere anche un matematico. Il più Grande di tutti, naturalmente, perché ha risolto il più complesso problema inverso che sia mai stato posto e cioè determinare le condizioni iniziali giuste (al Tempo zero, quello della creazione) affinché il sistema dinamico dell’evoluzione dell’universo arrivasse a oggi a possedere questa meravigliosa grandezza.

Albert Einstein lo chiamava Grande Regolarizzatore o Spirito immensamente superiore “chiunque sia veramente impegnato nel lavoro scientifico si convince che le leggi della natura manifestano l’esistenza di uno Spirito immensamente superiore a quello dell’uomo, e di fronte al quale noi, con le nostre modeste facoltà, dobbiamo essere umili”. Insomma l’universo appare progettato da una mente matematico-razionale e non certo basato sul caos o sulla casualità cosmica.

La matematica è l'alfabeto con il quale Dio ha scritto l'Universo (citazione di Galileo Galilei)

Un saluto a tutti.

Claudio Zanetti

 

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