Claudio Bandello

Il Sè Visto Da Fuori di Claudio Bandello

2020-01-04 19:52:31

Dalla raccolta: "Sui Sentieri Del Graal", "Il Sè Visto Da Fuori". Di Claudio Bandello. 2017

IL SE' VISTO DA FUORI.
Secondo una certa scuola di pensiero e teoria psicoanalitica i nodi dell'inconscio da sciogliere possono avere radici antiche ed oltre ad assere testimoni attivi di traumi sedimentati nel corso della storia dell'umanità tutta sono, tra l'altro, di natura culturale oltre che antropologica. Quindi l'opera di riconoscimento dell'archeologia dei simboli e dei significati, considerevolmente più lunga in caso di anime antiche, oltre all'ausilio di insegnamenti dati da guide e maestri, seppur necessarii,  va proseguita ognuno di per sè. Questa opera di eslorazione archeologica che definiamo per convenzione  auto analisi, nei termini anche psicoanalitici, trascende i limiti di spazio e tempo quando si iniziano a padroneggiare gli involucri esterni oltre che alla propria anima,  e ciò pur conservando la cognizione del centro. Il termine “involucro” qui si da non a caso e merita una dissertazione in quanto certe verità oggi si danno e causa forza maggiore non posso essere taciute. In materia di simboli e di nodi dell'inconscio da sciogliere, atavici per alcuni versi, prendiamo in esame attraverso una presunta e modesta conoscenza del geroglifico, e con l'aiuto di guide, alcune espressioni chiave del libro della Genesi. Libro d’iniziazione tanto amato dai cabalisti, anomalo in quanto è l’unico libro che parla all’io e mai al “noi”, ragion per cui dalla traduzione esatta, Adàm, significa genere umano, non è il nome proprio di un individuo. Per indicare l'uomo nel suo specifico usa la parola Aìsh, che in ebraico antico vuol dire "Uomo". Sicché quando la divinità si accorse che Aìsh non aveva sufficiente forza e carisma per trasgredire e quindi mangiare "il frutto della conoscenza di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato", un'iniziazione dell' Adàm quindi, gli propose degli aiuti. Per il regno animale fu il serpente, di cui è simbolo, e poi bisognava ci fosse uno specchio che lo motivasse a porsi sfide sempre maggiori, e nel caso della tradizione cristiana e cattolica sappiamo che da una costola di Adamo creò Eva. Sappiamo anche che la Grecia Antica ereditò un libro della Genesi tradotto in Ebraico moderno e non antico a sua volta, quindi una versione involuta, velata dal senso e da ogni significato magico e fattivo. In realtà ciò che venne generato, non da una costola, dal momento che la parola risulta essere “involucro” e non costola, Aischà che significa anche donna, ma non solo. Aischà indica la componente femminile dell'io, dell'io di ognuno di noi. Per cui ci risulta che da un involucro, dal "corpo sottile" o "eterico", diremmo oggi, fu creata un tipo di consapevolezza atta a vedersi dall'esterno, un aiuto complice e fatto dalla stessa sostanza, dalla stessa carne. Sostanza che ci permette di guardarci dall'esterno, di trascendere l'immagine ed i ruoli che ci si da, la coscienza che ci occorre per coltivare una reale e leale autoanalisi a cui accennavamo. Infondo è la stessa "à" che in geroglifico significa unità, anche se ogni collocazione fornisce un senso diverso ad ogni lettera ed anche all'unica vocale dell'alfabeto ebraico. Ogni lettera indica un potere magico ed il contesto la determina, cangiante. Questo per dire che come Abram diverrà Abramà quando acquisì consapevolezza superiore così come Adam divenne Adamà (genere Umano) una volta nutritosi dall'albero della conoscenza. Per essere esatti, però, bisogna dire che non è scritto "albero", bensì "diramazione", "diramarsi del senso". Quindi per ricondurre ad unità la dissertazione in oggetto, per esteso, traduciamo così: "Se ti nutrirai dal diramarsi di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato, cambi, acquisisci la nudità del vedere (o dei sensi). Tutt'altra cosa dalla vergogna causata dalle e per le nudità. Qui si chiarisce il senso di un'iniziazione, l'Aischà è la componente divina stessa nell'essere e per l'essere umano. La capacità di trascendenza stessa. Hai voglia a prendertela con Eva ed il serpente per una qual si voglia trasressione!

In sostanza affinché l’uomo, nel senso di essere umano, sviluppi la capacità di osservarsi dall’esterno, anche e nei termini di un’introspezione, che solo in età contemporanea si profila in termini di teoria psicoanalitica la nozione di “autoanalisi”, passatemi l'espressione bourderline, e cioè ciò che nelle discipline orientali viene chiamato “terzo occhio”, gli fu concessa una facoltà utile in quanto specchiante il se stesso, una componente generata dal corpo sottile o eterico, dall’involucro o campo magnetico che ci avvolge. Uno specchio, lo stesso specchio che metaforicamente venne indicato come componente femminile del percepire, che non va confusa con l’universo femminile, in quanto indicizza la convivenza di entrambi gli universi presenti in ognuno di noi.cb