Carlo Baout

3 TRUCCHETTI PER GESTIRE LA MENTE

2019-07-11 21:24:28

Per me, cercare di gestire la Mente mentalmente è una battaglia persa, è come andare a rubare a casa dei ladri. La Mente è potente, ma come Achille ha il suo tallone, anche essa ha i suoi punti deboli.

In questo articolo, ti spiego quali sono e in che modo sfruttarli al meglio per incominciare a gestire finalmente la tua Mente. Buona lettura!

Nel    precedente articolo (Il Corpo e la Mente) abbiamo visto che la Mente

  • si     localizza nella corteccia prefrontale del cervello,

  • si     esprime nella dimensione virtuale,

  • è     parzialmente gestita dal Sistema Nervoso Volontario (SNV) quindi, se     in teoria è controllabile, in realtà è molto spesso ingestibile,

  • elabora     le informazioni in base agli schemi mentali (algoritmi) acquisiti.

In    questo articolo ti propongo 3 trucchetti, in ordine decrescente di    difficoltà, che possono aiutarti a gestire meglio il tuo super    computer biologico: la Mente!


Riaggiornare    gli schemi mentali

Ci    sono due tipi di schema mentale:

  • quello     primario, acquisito nei primi anni di vita, su cui è difficile     lavorare perché diventa una credenza, dal momento che il neonato     non ha capacità critica e assorbe ogni informazione come realtà

  • quello     secondario, acquisito con un comportamento ripetitivo che poi     diventa un automatismo, su cui è invece più semplice lavorare.     Personalmente mi  piace cominciare a lavorare sulle cose più     semplici. Se il lavoro è troppo impegnativo, prima o poi mi arrendo      e il risultato finale è che non si incomincia mai il percorso di     crescita personale. Come dice Lao Tzu “ogni lungo viaggio comincia     con un primo passo.”

Lo    schema mentale primario è un'informazione ricevuta e strutturata nel    cervello, che la Mente codifica come realtà. Faccio un esempio: se    da piccolo un bambino maschio riceve ripetutamente dai genitori    l’informazione “il maschio ha sempre ragione”,  egli struttura    nel suo cervello tale informazione come realtà; per tutta la sua    vita (anche da adulto) inconsciamente farà delle esperienze nelle    quali si metterà nella condizione di avere “sempre ragione”, per    esempio sceglierà una compagna che gli darà sempre ragione e se ciò    non dovesse accadere andrà in tilt perché cozza col suo schema    mentale primario.

In    altre parole, una persona sceglie inconsciamente di fare delle    esperienze di vita in un range delimitato dagli schemi mentali    inculcati nei primi anni di vita. Se invece uno schema mentale è    stato trasmesso con un rifiuto, la Mente elabora le informazioni con    lo schema mentale switchato (invertito).

Pensaci,    un cane o un gatto, come qualsiasi altra macchina organica, che sia    nato in Africa, in Asia o in Europa avrà lo stesso atteggiamento    (perché non ha la Mente). Invece l’uomo, in base alla propria    cultura di base ha dei comportamenti molto diversi. Ripulire le    credenze di base è praticamente impossibile, al limite si possono    smussare.


Lo    schema mentale secondario, invece, dipende più dall’esperienza    personale dell’individuo e per nostra fortuna ha un punto debole:    ha costantemente bisogno di essere mantenuto vivo attraverso    l’esperienza. Per rendere meglio l’idea, ha bisogno di essere    nutrito e il modo migliore per sedarlo o eliminarlo è tenerlo a    digiuno.

Faccio    un esempio personale di schema mentale secondario. Prima del Cammino    di Santiago avevo una modalità di risveglio particolare, cioè mi    alzavo un’ora dopo il suono della sveglia, facendola risuonare ogni    10 min per l'intera ora. Pensavo non ci fosse altro modo e invece mi    sono ricreduto: negli ostelli dove si dormiva in tanti nella stessa    stanza, per non svegliare gli altri ho dovuto “farmi violenza” e    costringermi a svegliarmi subito. Il risultato finale è che, da    allora, non appena suona la sveglia, mi alzo immediatamente e senza    problemi!


Un    lavoro che si può fare per ripulire gli schemi mentali secondari    condizionanti è fare esperienze diverse dalla solita routine    quotidiana. Più l’esperienza è distante dallo schema mentale    meglio è, proprio per questo il viaggiare è un ottimo mezzo per    sciogliere tutte le sovrastrutture condizionanti e conoscersi più    profondamente.

L'importanza    di fare attività fisica

Per    noi osteopati è importante nella valutazione del paziente l'ascolto    del cranio: attraverso la densità e la mobilità dei tessuti    possiamo capire in parte la qualità dell'attività cerebrale del    paziente rispetto al resto del corpo. Dopo tanti    anni di esperienza, è stato per me interessante notare la differenza    tra paziente sedentari e pazienti che praticano una regolare attività    fisica, soprattutto di endurance.

  • I     pazienti sedentari presentano un tono tissutale non armonico tra     cranio e resto del corpo, sinonimo di elevata attività mentale, e     quindi sono soggetti a disturbi ansiogeni

  • i     pazienti che svolgono una regolare attività motoria di endurance     invece presentano un'armonia tissutale globale, sinonimo di     equilibrio psico-fisico

La    Mente, essendo una grande consumatrice di energia, per svolgere il    suo lavoro ha bisogno che il Corpo sia fermo. Se metto il Corpo in    movimento, la 'macchina uomo' toglie energia alla Mente per    permettere al Corpo di svolgere l'attività fisica.

Qualsiasi    attività fisica va bene, ma personalmente ritengo che quella più    adatta per la 'macchina uomo' sia la camminata/corsa lenta. In    effetti la 'macchina uomo' è programmata biologicamente per    percorrere lunghe distanze e la camminata/corsa lenta è l'attività    fisica per eccellenza che permette all'uomo di esprimere al meglio la    sua natura e quindi ritrovare il proprio equilibrio psico-fisico.


Riequilibio    del Sistema Nervoso Autonomo(SNA) attraverso il lavoro diaframmatico

Prima    ho scritto che la Mente è gestita dal SNV, in realtà questo avviene    sotto il controllo del SNA (responsabile di tutte le attività    neurovegetative), quindi se il SNA è alterato lo sarà anche il SNV.

Questo    è il vero motivo per il quale la Mente è ingestibile, perché    dipende indirettamente dal SNA e nella vita moderna, per colpa dei    ritmi altamente stressanti, il SNA è spesso e volentieri in    disequilibrio. In effetti non a caso il numero di disturbi quali    ansia e depressione nelle società moderne è in forte aumento.


Da    questa considerazione insorge la necessità di fare un lavoro di    riequilibrio sul SNA, in che modo?


Purtroppo    la nostra scienza non attribuisce il giusto valore al discorso    respirazione, cosa che invece è stata fatta migliaia di anni fa in    Oriente dove si era capito quanto la respirazione fosse importante    per il benessere psico-fisico dell’essere umano. Di respirazione    parlerò in modo molto approfondito più avanti, prima dell’uscita    della App Ritm-U®, per ora voglio focalizzarmi solo sul ruolo che    essa ha per la Mente.


Ci    sono due modalità di schema respiratorio:

  • respirazione     toracica

  • respirazione     diaframmatica

In    situazione di normalità lo schema respiratorio più economico a    livello di dispendio energetico per il corpo è quello diaframmatico.    Pensa, con la sola contrazione del muscolo diaframma si espande tutto    il torace permettendo in questo modo un’ottima ossigenazione di    tutto l’organismo. L’unico punto debole di questo schema    respiratorio è che è lento, ha bisogno dei suoi tempi di    contrazione e rilasciamento.     


In    situazione di stress fisico e/o emotivo, invece, l’organismo ha    bisogno di un ricambio ossigeno/anidride carbonica veloce, non può    aspettare i tempi lenti del diaframma per cui subentra la    respirazione toracica. Tale respirazione, pur avendo il vantaggio di    essere immediata e veloce, presenta diversi svantaggi:     

  • coinvolge     soltanto la parte superiore del torace (1/3 dei polmoni), quindi     ossigena parzialmente l’organismo       

  • recluta     tanti muscoli, quindi ha un grosso dispendio energetico

  • sposta     l’ago del SNA verso la Simpaticotonia ovvero uno schema di stress     e sopravvivenza

Tuttavia,    essendo uno schema respiratorio di emergenza, madre Natura ha fatto    in modo che fosse funzionale per la durata della situazione di    stress.

Qual    è il problema?

Nella stressante vita moderna, per automatizzazione, l’essere umano ha la    tendenza a respirare col torace anche in situazione di non emergenza.    Con tutte le premesse scritte qui sopra puoi capire che il SNA è    prevalentemente in simpaticotonia  e manda quindi alla Mente messaggi    legati alla sopravvivenza.

Uno    può avere tutti soldi di questo mondo, ma se da dentro c’è la    paura di non sopravvivere, allora sprecherà le sue energie a cercare    di avere sempre di più per mettersi in salvo!


Qual    è la soluzione?

Riportare  l’ago del SNA al centro tra la simpaticotonia e la    parasimpaticotonia (situazione di relax dove il Corpo si rigenera),    ovvero in una situazione di equilibrio interno. Lo si fa riprendendo    confidenza col proprio muscolo diaframma, automatizzando uno schema    respiratorio diaframmatico armonico, ed è proprio questo uno degli    obiettivi del metodo Ritm-U®.

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Grazie…    e alla prossima!