3 TRUCCHETTI PER GESTIRE LA MENTE
Per me, cercare di gestire la Mente mentalmente è una battaglia persa, è come andare a rubare a casa dei ladri. La Mente è potente, ma come Achille ha il suo tallone, anche essa ha i suoi punti deboli.
In questo articolo, ti spiego quali sono e in che modo sfruttarli al meglio per incominciare a gestire finalmente la tua Mente. Buona lettura!
Nel precedente articolo (Il Corpo e la Mente) abbiamo visto che la Mente
si localizza nella corteccia prefrontale del cervello,
si esprime nella dimensione virtuale,
è parzialmente gestita dal Sistema Nervoso Volontario (SNV) quindi, se in teoria è controllabile, in realtà è molto spesso ingestibile,
elabora le informazioni in base agli schemi mentali (algoritmi) acquisiti.
In questo articolo ti propongo 3 trucchetti, in ordine decrescente di difficoltà, che possono aiutarti a gestire meglio il tuo super computer biologico: la Mente!
Riaggiornare gli schemi mentali
Ci sono due tipi di schema mentale:
quello primario, acquisito nei primi anni di vita, su cui è difficile lavorare perché diventa una credenza, dal momento che il neonato non ha capacità critica e assorbe ogni informazione come realtà
quello secondario, acquisito con un comportamento ripetitivo che poi diventa un automatismo, su cui è invece più semplice lavorare. Personalmente mi piace cominciare a lavorare sulle cose più semplici. Se il lavoro è troppo impegnativo, prima o poi mi arrendo e il risultato finale è che non si incomincia mai il percorso di crescita personale. Come dice Lao Tzu “ogni lungo viaggio comincia con un primo passo.”
Lo schema mentale primario è un'informazione ricevuta e strutturata nel cervello, che la Mente codifica come realtà. Faccio un esempio: se da piccolo un bambino maschio riceve ripetutamente dai genitori l’informazione “il maschio ha sempre ragione”, egli struttura nel suo cervello tale informazione come realtà; per tutta la sua vita (anche da adulto) inconsciamente farà delle esperienze nelle quali si metterà nella condizione di avere “sempre ragione”, per esempio sceglierà una compagna che gli darà sempre ragione e se ciò non dovesse accadere andrà in tilt perché cozza col suo schema mentale primario.
In altre parole, una persona sceglie inconsciamente di fare delle esperienze di vita in un range delimitato dagli schemi mentali inculcati nei primi anni di vita. Se invece uno schema mentale è stato trasmesso con un rifiuto, la Mente elabora le informazioni con lo schema mentale switchato (invertito).
Pensaci, un cane o un gatto, come qualsiasi altra macchina organica, che sia nato in Africa, in Asia o in Europa avrà lo stesso atteggiamento (perché non ha la Mente). Invece l’uomo, in base alla propria cultura di base ha dei comportamenti molto diversi. Ripulire le credenze di base è praticamente impossibile, al limite si possono smussare.
Lo schema mentale secondario, invece, dipende più dall’esperienza personale dell’individuo e per nostra fortuna ha un punto debole: ha costantemente bisogno di essere mantenuto vivo attraverso l’esperienza. Per rendere meglio l’idea, ha bisogno di essere nutrito e il modo migliore per sedarlo o eliminarlo è tenerlo a digiuno.
Faccio un esempio personale di schema mentale secondario. Prima del Cammino di Santiago avevo una modalità di risveglio particolare, cioè mi alzavo un’ora dopo il suono della sveglia, facendola risuonare ogni 10 min per l'intera ora. Pensavo non ci fosse altro modo e invece mi sono ricreduto: negli ostelli dove si dormiva in tanti nella stessa stanza, per non svegliare gli altri ho dovuto “farmi violenza” e costringermi a svegliarmi subito. Il risultato finale è che, da allora, non appena suona la sveglia, mi alzo immediatamente e senza problemi!
Un lavoro che si può fare per ripulire gli schemi mentali secondari condizionanti è fare esperienze diverse dalla solita routine quotidiana. Più l’esperienza è distante dallo schema mentale meglio è, proprio per questo il viaggiare è un ottimo mezzo per sciogliere tutte le sovrastrutture condizionanti e conoscersi più profondamente.
L'importanza di fare attività fisica
Per noi osteopati è importante nella valutazione del paziente l'ascolto del cranio: attraverso la densità e la mobilità dei tessuti possiamo capire in parte la qualità dell'attività cerebrale del paziente rispetto al resto del corpo. Dopo tanti anni di esperienza, è stato per me interessante notare la differenza tra paziente sedentari e pazienti che praticano una regolare attività fisica, soprattutto di endurance.
I pazienti sedentari presentano un tono tissutale non armonico tra cranio e resto del corpo, sinonimo di elevata attività mentale, e quindi sono soggetti a disturbi ansiogeni
i pazienti che svolgono una regolare attività motoria di endurance invece presentano un'armonia tissutale globale, sinonimo di equilibrio psico-fisico
La Mente, essendo una grande consumatrice di energia, per svolgere il suo lavoro ha bisogno che il Corpo sia fermo. Se metto il Corpo in movimento, la 'macchina uomo' toglie energia alla Mente per permettere al Corpo di svolgere l'attività fisica.
Qualsiasi attività fisica va bene, ma personalmente ritengo che quella più adatta per la 'macchina uomo' sia la camminata/corsa lenta. In effetti la 'macchina uomo' è programmata biologicamente per percorrere lunghe distanze e la camminata/corsa lenta è l'attività fisica per eccellenza che permette all'uomo di esprimere al meglio la sua natura e quindi ritrovare il proprio equilibrio psico-fisico.
Riequilibio del Sistema Nervoso Autonomo(SNA) attraverso il lavoro diaframmatico
Prima ho scritto che la Mente è gestita dal SNV, in realtà questo avviene sotto il controllo del SNA (responsabile di tutte le attività neurovegetative), quindi se il SNA è alterato lo sarà anche il SNV.
Questo è il vero motivo per il quale la Mente è ingestibile, perché dipende indirettamente dal SNA e nella vita moderna, per colpa dei ritmi altamente stressanti, il SNA è spesso e volentieri in disequilibrio. In effetti non a caso il numero di disturbi quali ansia e depressione nelle società moderne è in forte aumento.
Da questa considerazione insorge la necessità di fare un lavoro di riequilibrio sul SNA, in che modo?
Purtroppo la nostra scienza non attribuisce il giusto valore al discorso respirazione, cosa che invece è stata fatta migliaia di anni fa in Oriente dove si era capito quanto la respirazione fosse importante per il benessere psico-fisico dell’essere umano. Di respirazione parlerò in modo molto approfondito più avanti, prima dell’uscita della App Ritm-U®, per ora voglio focalizzarmi solo sul ruolo che essa ha per la Mente.
Ci sono due modalità di schema respiratorio:
respirazione toracica
respirazione diaframmatica
In situazione di normalità lo schema respiratorio più economico a livello di dispendio energetico per il corpo è quello diaframmatico. Pensa, con la sola contrazione del muscolo diaframma si espande tutto il torace permettendo in questo modo un’ottima ossigenazione di tutto l’organismo. L’unico punto debole di questo schema respiratorio è che è lento, ha bisogno dei suoi tempi di contrazione e rilasciamento.
In situazione di stress fisico e/o emotivo, invece, l’organismo ha bisogno di un ricambio ossigeno/anidride carbonica veloce, non può aspettare i tempi lenti del diaframma per cui subentra la respirazione toracica. Tale respirazione, pur avendo il vantaggio di essere immediata e veloce, presenta diversi svantaggi:
coinvolge soltanto la parte superiore del torace (1/3 dei polmoni), quindi ossigena parzialmente l’organismo
recluta tanti muscoli, quindi ha un grosso dispendio energetico
sposta l’ago del SNA verso la Simpaticotonia ovvero uno schema di stress e sopravvivenza
Tuttavia, essendo uno schema respiratorio di emergenza, madre Natura ha fatto in modo che fosse funzionale per la durata della situazione di stress.
Qual è il problema?
Nella stressante vita moderna, per automatizzazione, l’essere umano ha la tendenza a respirare col torace anche in situazione di non emergenza. Con tutte le premesse scritte qui sopra puoi capire che il SNA è prevalentemente in simpaticotonia e manda quindi alla Mente messaggi legati alla sopravvivenza.
Uno può avere tutti soldi di questo mondo, ma se da dentro c’è la paura di non sopravvivere, allora sprecherà le sue energie a cercare di avere sempre di più per mettersi in salvo!
Qual è la soluzione?
Riportare l’ago del SNA al centro tra la simpaticotonia e la parasimpaticotonia (situazione di relax dove il Corpo si rigenera), ovvero in una situazione di equilibrio interno. Lo si fa riprendendo confidenza col proprio muscolo diaframma, automatizzando uno schema respiratorio diaframmatico armonico, ed è proprio questo uno degli obiettivi del metodo Ritm-U®.
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Grazie… e alla prossima!