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EMERGENZA AMIANTO
Appello alla cittadinanza per l'istituzione di un comitato di difesa della salute pubblica e per la denuncia dell'inerzia delle istituzioni (26. 7.2011)
L’amianto è riconoscibile confrontando le foto che trovate in Internet (digitando, da “amianto image” a parole più tecniche e specifiche) con le realtà che vedete negli edifici e negli insediamenti urbani. Si tratta delle tegole dei tetti apparentemente in cemento armato, delle lastre in fibro-cemento, dei condotti di esalazione coibentati in amianto, di tubazioni varie soprattutto nelle cantine e nei garage. Qui a Milano, in ottemperanza al Piano Regionale Amianto Lombardia (P.R.A.L.) le amministrazioni condominiali devono incaricare imprese specializzate che censiscano le strutture edilizie per rilevare l’eventuale presenza di possibili Manufatti Contenenti Amianto (MCA) e una serie di obblighi conseguenti (come l’esposizione del cartello con la “a” quale segnale di pericolo del manufatto e dell’area individuata: “attenzione contiene amianto”), valutarne lo stato di conservazione per verificare l’eventuale emissione di fibra, stabilire se esista rischio per gli occupanti dell’edificio, infine consigliare le azioni da intraprendere per garantire la sicurezza dei condòmini.
Di fronte a questa grave inerzia delle istituzioni, del Governo, delle Regioni, dei Comuni, delle ASL, si tratta di costituire un Comitato di giuristi per la tutela della salute pubblica contro il pericolo amianto. Ma si può anche istituire una sorta di Tribunale Russell, composto da intellettuali ed esponenti della cultura noti, che inizi una serie di conferenze stampa per informare la cittadinanza e sensibilizzare l’opinione pubblica, emettendo poi una sentenza simbolica per tutte quelle istituzioni giudicate inadempienti e informando la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.
Se siete in questo social network approfittatene per divulgare. La disinformazione su questo grave problema, messo a tacere dalle istituzioni perché la rimozione dell’amianto dalle case costa, è rimediabile grazie all’informazione in orizzontale tra i cittadini con un’azione a catena. La salute è è il nostro bene irrinunciabile e primario, diritto fondamentale dell’individuo e interesse imprescindibile della collettività, difendiamolo!
Milano, 26. 7.2011 avv. Giovanni Bonomo
Nota P.S.
A distanza di diciotto anni dalla legge 257/92 che vieta nel nostro Paese l’estrazione, l’importazione, l’esportazione, la commercializzazione e la produzione di manufatti in amianto, nonostante il susseguirsi di decreti attuativi e circolari esplicative su come gestire il pericolo derivato dalla presenza di Eternit nei manufatti e nelle coperture degli edifici, il problema non si è risolto ma si è anzi aggravato, perché la Regione Lombardia ha dovuto da ultimo riconoscere che la mappatura fatta attraverso aereofotogrammi risulta quadruplicata rispetto al monitoraggio esistente e finora raccolto. A Milano, in Lombardia e su tutto il territorio nazionale, i dati in possesso sui siti-amianto sono ampiamente sottostimati e si ipotizza che i dati pervenuti siano pari al 20-30% rispetto alla situazione reale. Ecco perché il censimento dei siti-amianto che doveva essere approntato entro il 31 gennaio 2009, giusta la legge regionale n. 17 del 29-09-2003 “Norme per il risanamento dell'ambiente, bonifica e smaltimento dell'amianto”, è slittato a data ancora da definirsi. Intanto la Direttiva 2009/148/CE ha stabilito che non è ancora possibile accertare il livello di esposizione al di sotto del quale l’amianto non comporta rischi di tumore: quindi l’amianto va eliminato e va perseguito l’obiettivo del “rischio zero”, perché l’unica fibra innocua è quella che non si respira.
L’amianto è riconosciuto dannoso e cancerogeno certo per l’essere umano, in quanto le sue micro-fibre possono provocare malattie croniche e tumori alle vie respiratorie. Il rischio è proporzionale alla friabilità del materiale ed al cattivo stato di conservazione, quindi i manufatti in amianto possono liberare fibre dannose non solo se sottoposti a perforazione e lavori di smerigliatura ma per semplice usura. Siamo quindi in piena emergenza ambientale e sanitaria, nel silenzio colpevole delle Istituzioni, perché l’amianto è presente non solo nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli edifici pubblici, sui tetti e nei capannoni industriali, ma anche nelle nostre case e in moltissimi prodotti di uso corrente, con effetti devastanti: gli organi di informazione si concentrano su storie di cronaca nera ma non ci dicono che oltre 4000 persone muoiono ogni anno a causa di questo minerale cancerogeno.