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AMIANTO KILLER: SPARSE PER L’ITALIA ANCORA 32 MILIONI DI TONNELLATE!

2019-10-23 14:39:25

Riporto il mio articolo del 2011 e lo scambio con lo scrittore Roberto Caracci. Intanto vi posso garantire che la mia battaglia di civiltà per la qualità ambientale, a beneficio di tutti noi, iniziata prima delle elezioni amministrative di quell'anno, va avanti! Avv. Giovanni Bonomo

Voi che leggete mi direte che intanto “a chi importa?”, in un Paese in cui l’informazione è stata ormai soppiantata dallo spettacolo mediatico sguaiato e arrogante, e la cultura annichilita dall’indifferenza e dal cinismo, come si è visto durante l’ultima campagna politica per le elezioni amministrative. Non mi hanno creduto anche di fronte all’evidenza (pure audiovisiva, per i più pigri che non leggono, al video sotto riportato) di una perdurante minaccia ambientale che si aggrava di giorno in giorno. I “credenti” non mi hanno creduto. Ma la cittadinanza è composta anche da laici e liberi pensatori. L’apatia e il cinismo non hanno quindi ideologia, sono più banali del male di cui parlava Hannah Arendt. Lo dimostra, alla fine, il silenzio assoluto sulla questione anche da parte del neoeletto Sindaco, forse troppo preso ancora dal tripudio  per una Milano - patria del Verri, del Cattaneo, del Beccaria – ora di nuovo illuminista.

La mia battaglia continua, anche su facebook, con la coscienza civica di un cittadino responsabile e l’insistenza di un samurai della ragione, come sono stato definito, perché la salute pubblica è un bene primario, costituzionalmente protetto, che interessa tutti. Anche coloro che mantengono il nefasto atteggiamento di indifferenza, deprecabile moralmente prima che politicamente. Voi che leggete ed io dobbiamo farci portavoce di una resistenza morale contro l’inerzia irresponsabile, costringendo le istituzioni tutte ad agire.

Ad oggi solo 13 Regioni hanno approvato il Piano Regionale Amianto, che prevede il censimento, la bonifica e lo smaltimento dei materiali tossici. E solo due Regioni si sono poste una scadenza per il completamento della bonifica: la Lombardia, nel 2016, e la Sardegna, nel 2023 (!). Sono scadenze troppo lontane per la salvaguardia della salute pubblica, troppi anni con microfibre aerodisperse ancora da respirare. Eppure il 28 aprile di quest’anno è stata celebrata la giornata mondiale delle vittime dell’amianto. Sì, perché si tratta di un problema di portata mondiale: ogni 5 minuti una persona nel mondo muore a causa dell’amianto per un totale di circa 1.000.000 decessi all’anno. In Italia sono più di 4.000 i morti e migliaia i malati. E il bilancio è in aumento, una strage silenziosa che avrà il suo picco negli anni 2015-2020.

L’Italia è stata il secondo Paese europeo produttore di amianto. Secondo le stime del CNR e di ISPESL ci sono ancora 32 milioni di tonnellate di amianto sparse per il territorio nazionale e un miliardo circa di metri quadrati di coperture in Eternit sui tetti. Sarebbe ora che il Governo si desse da fare per mettere i pannelli solari sugli edifici pubblici e varare con urgenza un piano per le energie alternative, senza perdere ulteriore tempo e smettendo la farsa degli incentivi bloccati: la salute degli italiani non ha prezzo. Vogliamo iniziare da Milano, per dare un buon esempio al resto del Paese? Di seguito la mia lettera aperta al neoeletto sindaco.

avv. Giovanni Bonomo

Presidente Comitato Nazionale Amianto Eppur si muore.

AMIANTO: EPPUR SI MUORE… ANCORA. 

 

Sul numero di sett.- ott. 2011 di Odissea, a pag. 16, che è anche l’ultima di retrofacciata della rivista cartacea, si legge in modo ben visibile il mio articolo AMIANTO: EPPUR SI MUORE!. Sto infatti tuttora conducendo, con l’editore Angelo Gaccione di Odissea - che ebbe a investigare e sondare in lungo e in largo l’intero territorio nazionale, e autore egli stesso di un articolo drammatico dal titolo AMIANTO - questa battaglia per la salute pubblica, non più per motivi anche politici (dopo la parentesi elettorale del tutto infelice: riporto d seguito il carteggio significativo al riguardo, con lo scrittore Roberto Caracci in risposta al mio messaggio agli amici del mio cenacolo culturale Candide), ma per quei motivi principali di coscienza civile e civica - trattandosi di una questione di rispetto dei diritti umani e di salute pubblica sottovalutata dalle istituzioni - che mi hanno indotto a fondare, nel dicembre 2010, il Comitato Nazionale Amianto Eppur si muore!

Credo che sia a questo punto doveroso, da parte del neoeletto sindaco di Milano, convocare con urgenza il mio Comitato Nazionale Amianto Eppur si muore! Per ascoltarmi ed assumere le iniziative necessarie sullo smaltimento sicuro delle tegole in Eternit e di tutti i manufatti contenenti amianto che ancora invadono gli edifici della nostra città. Almeno sarà servito a qualcosa tutto il baccano mediatico che ho fatto - prima ancora degli aperitivi elettorali e della conferenza al Circolo della Stampa - con il videomessaggio alla cittadinanza, visibile su YouTube ai primi link digitando la parola “amianto” oppure il mio nome.

Del resto i dati di mortalità parlano chiaro e sono allarmanti: nella nostra città le microfibre aerodisperse sono causa di 300 morti all'anno per mesotelioma, asbestosi e carcinoma polmonare, e nelle case dell'Aler e del Comune vivono ancora 2500 famiglie esposte al rischio in modo particolare. Ma è evidente che questa minaccia invisibile e subdolamente letale (l’incubazione delle malattie da microfibre aerodisperse per la città è tanto lunga nel tempo quanto inavvertibile e inesorabile) riguarda tutti i cittadini.

 

Il caso più grave è quello di via Russoli, a pochi passi dallo IULM, dove 200 famiglie vivono in 4 palazzoni di otto piani, di proprietà dell’Aler, completamente rivestiti in amianto. I dati degli ultimi 6 anni parlano di otto decessi imputabili al «killer invisibile» ma, nonostante ciò, Palazzo Marino – struttura, questa sì, ad essere stata subito bonificata da non pochi manufatti contenenti amianto - continua a rimandare i lavori di smaltimento e di messa in sicurezza. Nel frattempo i lastroni di Eternit, lasciati alle intemperie da circa 30 anni senza manutenzione, cominciano a gonfiarsi, sbriciolarsi e cadere. Come ho scritto alla fine dell’articolo, se continuiamo così, le prossime vittime saremo noi, Tu che leggi queste “note” ed io che le ho scritte. Per favore diffondi, è nell’interesse di tutti.

(M.di Campiglio, 12 agosto 2011)                                               Avv. Giovanni Bonomo

IPOTESI (sul disinteresse dell’elettorato nelle ultime elezioni amministrative)


Caro Roberto,

ti ringrazio per l'ipotesi. Ne ho lette, e pure sentite, tante altre di spiegazioni, del pari plausibili, compresa quella delle schede annullate a causa dei voti disgiunti, di molti cioè che indicavano il mio nome ma sceglievano il sindaco "sbagliato". E io dovrei essere tra quelle schede. Si sta parlando anche di fare gli opportuni ricorsi appena dopo il ballottaggio. Sarei più propenso a credere, al di là della tua ipotesi, di avere io sbagliato nella campagna elettorale, confidando sul voto di sconosciuti che avrebbero dovuto, secondo ragione, allarmarsi per il videomessaggio alla cittadinanza sulla bomba ambientale dell'amianto, piuttosto che credere nel passaparola che poteva partire proprio da quello zoccolo duro di conoscenti e amici che frequentano il mio salotto. Bastava in fondo fare qualche telefonata e innescare il passaparola, cosa che io non ho fatto.

Vorrei raccontarti come nasce la storia della mia candidatura. Quando mi cadde l’occhio sulla citazione di Robert Musil, riportata sotto il titolo della rivista Odissea, “Nessuna grande cultura può trovarsi in rapporto obliquo con la verità”, dissi ad Angelo Gaccione che vedevo in tale frase la conferma delle ragioni, che avevo intuito, dell’impegno e della passione che ci metteva sempre nelle sue battaglie per i diritti umani e per un’informazione corretta sulla cultura e sui fatti del nostro amato Paese. Quando vidi sullo stesso bimestrale, numero di gennaio-febbraio 2011, il titolo a caratteri cubitali “AMIANTO” rimasi non di meno sorpreso, perché mi sembrava impossibile, soprattutto dopo aver letto l’articolo, che di tale argomento non si parlasse in contesti di informazione mediatica o giornalistica ma dovesse essere un bimestrale di cultura a sollevare l’allarme. Come era possibile che di tale emergenza ambientale, dovuta ai manufatti contenenti amianto disseminati per l’intero territorio nazionale, non si occupassero, e non si fossero già occupati, a distanza di quasi vent’anni dalla legge di messa al bando dell’amianto, la classe politica, le istituzioni, il governo delle città e della nazione intera! E avendo rilevanza nazionale il problema dello smaltimento dei tanti manufatti nocivi, come mai dovevano parlarne intellettuali e uomini di cultura e non i nostri politici?

Il reportage di Gaccione era assolutamente drammatico, descrivendo una situazione tragica che non riguardava i capannoni industriali delle imprese che lavoravano tale minerale e dei loro operai morti, ma un’infinità di contesti di civile abitazione e di terreni anche coltivati vicini a discariche abusive. E sono gli stessi dati di mortalità a parlare, riguardanti comuni cittadini vittime di mesotelioma perché erano venuti a contatto con vari residuati delle vecchie costruzioni in cemento-amianto, anche solo per averne accidentalmente respirato poche microscopiche fibre aerodisperse che da tali manufatti lasciati in giro in modo dissennato si sprigionano.

Vanno da sé i motivi che mi spinsero a fondare, sul finire dello scorso anno, insieme al prof. Gaccione e a due colleghi avvocati, di Milano e di Roma, il Comitato Nazionale Amianto "Eppur si muore!", sottolineando, con il richiamo per omofonia della citazione di Galileo, l'evidenza empirica di un dato di mortalità dovuto alla mancata rimozione dei manufatti contenenti amianto (MCA) e denunciando la sottaciuta emergenza sanitaria delle discariche abusive e dell’inquinamento ambientale con esplosione di malattie tumorali nei prossimi anni se non si fa subito qualcosa. Intanto il gruppo di facebook già da me costituito, intitolato “Amianto. Eppur si muore!. Facciamolo subito togliere dalle nostre case!” continuava a crescere in adesioni.

Si trattava di promuovere convegni, conferenze-stampa, dibattiti, e ogni attività utile a sensibilizzare la cittadinanza su questo allarme per la sanità pubblica, su come gestire il pericolo Eternit nelle coperture degli edifici e dei vari manufatti contenenti amianto, perché il problema si stava e si sta tuttora, mentre ne parliamo, sempre più aggravando. A Milano, in Lombardia e su tutto il territorio nazionale, la situazione sui siti-amianto è ampiamente sottostimata e si ipotizza che i dati pervenuti siano del 20-30% rispetto alla situazione reale. La Regione Lombardia ha dovuto da ultimo riconoscere che la mappatura fatta attraverso aereofotogrammi risulta quadruplicata rispetto al monitoraggio esistente e ai dati finora raccolti. E ciò spiega il motivo per cui il censimento, che doveva essere approntato entro il 31 gennaio 2009, giusta la legge regionale n. 17 del 29-09-2003 “Norme per il risanamento dell'ambiente, bonifica e smaltimento dell'amianto”, è slittato a data ancora da definirsi. Nel nostro Paese pressoché tutti gli edifici realizzati prima del 1994 contengono amianto, essendo entrata in vigore solo nel 1992 la citata legge n. 257 sulla cessazione della produzione e della commercializzazione dei MCA entro i successivi due anni. Gli organi di informazione non ci dicono delle migliaia di morti silenziose da mesotelioma all’anno, ma per le stime epidemiologiche la crescita è esponenziale: nei prossimi anni, e le vittime “inconsapevoli”, non più legate ad attività a rischio, siamo noi cittadini, che respiriamo, insieme ai gas di scarico delle auto e al biossido di carbonio, le inavvertibili microfibre di amianto disperse nell’aria. Si prevede che il picco dei casi di mesotelioma, il tumore maligno a lunga incubazione provocato dall'amianto, si raggiungerà negli anni 2015-2018.

Poi sono arrivate le inaspettate telefonate della segreteria organizzativa di progetto Milano Migliore di Edoardo Croci, per chiedermi se volessi candidarmi in vista delle prossime elezioni amministrative. E’ stata un’occasione per tradurre il mio impegno civile e civico in impegno politico, indipendentemente da etichette, divisioni ideologiche, schieramenti o “apparentamenti”, perché la salute è diritto fondamentale dell’individuo e interesse primario della collettività. Ciascuno di noi dovrebbe sentirsene responsabile e impegnarsi in modo fermo e appassionato se le istituzioni non si impegnano seriamente.

Il resto della storia la conosci.

Cari saluti,

(Milano, 24 maggio 2011)                                                               avv. Giovanni Bonomo

Caro Giovanni,

in relazione allo scarso raccolto della tua campagna elettorale, mi permetto di suggerirti due aspetti, culturali e politici, che possono aver inciso:

  • 1-       Tu non sei un pidiellino ortodosso (e aggiungo, per fortuna), e nemmeno un berlusconiano pedissequo e a 90 gradi, come si suol dire. O comunque non sembri partecipare degli aspetti più tronfi e volgari del berlusconismo. Porti un cognome al tempo stesso illustre e scomodo, e certo non sei interamente come i tuoi compagni di centro-destra ti vorrebbero.
  • 2-       Lo sai bene che le eresie si pagano, che pochi sono i Voltaire, i Giordano Bruno da quelle parti. Dalle tue parti l'eresia del laicismo spinto fino all'ateismo, addirittura al nietzschiano anticristo, si paga non con il rogo, ma con l'esilio implicito, con un silenzioso e subdolo ostracismo. Silvio, malgrado tutto, continua a proclamarsi come il difensore della famiglia cattolica, e anche i pidiellini più lucreziani fingono di credere alla famiglia, alla bioetica cattolica e alla Messa.
  • 3-       Tu frequenti molti tra 'quelli che non si lavano', come me e l'estremista liberale Gaccione. Nel tuo progetto culturale non è mai stata contemplata l'esclusione delle culture di sinistra, e questo ti fa onore. Il fatto è che quelli di sinistra non ti votano, non possono votarti, anche quando ti batti per una campagna così nobile e ambientalista come quella dell'amianto.
  • 4-       Resterebbero due categorie potenzialmente vicine a te: gli ambientalisti di destra e i nietzschiani di sinistra. Il problema che molti di questi o non votano o confluiscono nei grillini.

Tu dunque rimani fra 'color che son sospesi'. Ci vorrebbe una sorta di Limbo Militante tutto per te, dove saresti in buona compagnia con Virgilio, e con tutti i pagani che hanno creduto nella verità e nella bellezza pre-cristiana. Un'isola che non c'è oggi, e se ci fosse sarebbe recintata dal filo spinato.


Ciao, e scusa l'irruzione da 'amico'.

(Milano, 20 maggio 2011)                                                                        Roberto Caracci


Cari amici di Candide,

ho preso con spirito il totale fallimento della campagna elettorale. Essendo l’argomento non ideologico né politico (l’inquinamento da amianto che minaccia la salute pubblica), pensavo di ricevere consensi trasversali indipendentemente dalla (e nonostante la) lista di appartenenza. E questo soprattutto per la campagna pubblicitaria su Internet e il videomessaggio alla cittadinanza, che compare su YouTube (ormai al primo posto digitando il mio nome) realizzato da CanaleEuropa.tv. Mi sono arrivate moltissime email di conferma e di apprezzamento sulle mie strategie di comunicazione, che io pensavo si traducessero in voti sicuri. Ma le campagne mediatiche e virtuali su Internet non funzionano, a quanto pare. Sta di fatto che, lasciando stare il virtuale, ho organizzato nel mondo reale vari aperitivi presso il bar Ricci e ho avuto modo di vedere molti di voi, a cui davo il buono per l’aperitivo, che richiamava il calice di benvenuto che offro agli amici prima dell’inizio delle serate culturali presso la mia abitazione. Anche il personaggio e testimonial elettorale Andrea G. Pinketts, che ha ricamato una frase spiritosa sul mio slogan elettorale “Amianto: eppur si muore”, avrebbe dovuto attirare i consensi.

Quindi, se il traguardo di mille voti, che mi sembrava il minimo, non è stato raggiunto per motivi arcani, ciò che è veramente assurdo e immeritato è trovarsi con poco più di una decina di voti. Se qualcuno di voi, e non siete pochi, avesse qualche idea sui motivi di questo insuccesso, si faccia avanti con delle ipotesi, mi serviranno per aggiustare il tiro in prossime occasioni, se ce ne saranno. Intanto vi posso garantire che la mia battaglia di civiltà per la qualità ambientale, a beneficio di tutti noi, iniziata prima di queste elezioni amministrative, va avanti indipendentemente da ogni campagna politica.

Cordiali saluti a tutti, vostro

(Milano, 18 maggio 2011)                    Giovanni Bonomo (Centro Culturale Candide)

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