Founder Junior
Legalizzare per combattere le mafie
Una buona mossa per sottrarre risorse alla criminalità organizzata resta la legalizzazione, che in Italia è ancora osteggiata dalle istituzioni. Ve ne parlerò brevemente in questo articolo, continua a leggere...
Per dire oggi che la mafia è una montagna di merda non serve lo stesso coraggio che serviva 40 anni fa, quando le collusioni tra mafia,e politica erano meno esplicite ma certamente più serrate di quanto non lo siano oggi.
Quarant'anni fa c'era ancora un tacito timore reverenziale anche a parlarne, e parlare di mafia costava spesso la vita. Fare l'elenco delle vittime di mafia è un esercizio di cui non mi sento all'altezza, sono tante, almeno quante le vittime dell'antimafia.
L'antimafia non uccide quasi mai fisicamente, ma spesso annulla gli individui confinandoli ai margini di quelle possibilità che non potranno più rivendicare, poichè marchiati a vita.
Oggi serve una buona dose di coraggio per asserire che in alcuni casi anche la mafia si è evoluta ed insinuata tra gli apparati istituzionali con posizioni legittimate e quasi intoccabili.
Non riesco a spiegare in altri modi altrimenti la ragione per cui, parlando di un tema che conosco e che interessa ad almeno 5 milioni di italiani, nel 2019, alla luce di studi consolidati ad esempi di altri Paesi che muovendosi nella direzione opposta hanno sottratto risorse alla criminalità organizzata, in Italia oggi vengano perseguiti, attraverso una legislazione che lascia spazio a volte all'interpretazione, coloro che si dedicano alla produzione ed alla commercializzazione della canapa.
Negli Stati Uniti, non citando un Paese a caso, ma anche in altri paesi d'Europa, la regolamentazione chiara sul tema ha generato un business non indifferente e dato la possibilità di reinventarsi in maniera legale, pagando le tasse, ad una serie di soggetti che probabilmente sarebbero ancora dall'altra parte della barricata ed in alcuni casi, "oltre il cancello".