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AUMENTARE LE POTENZIALITA' CEREBRALI E' POSSIBILE...?
Il nostro cervello cambia costantemente a seconda dei nostri: pensieri, valori, atteggiamenti, stati d’animo, azioni, gesti ecc... La nuova concezione dell’organismo è come una rete di informazioni interconnesse fra loro in costante evoluzione.
Cambiare è più semplice di ciò che si pensa
Originariamente si credeva che poco si potesse fare in termini di incremento del potenziale cerebrale. Col susseguirsi degli anni e dei numerosi studi effettuati in merito, ora sappiamo che mettersi seduti a visualizzare qualcosa che ci aiuti a uscire da uno stato interiore negativo o insano, significa esercitare un controllo sul cervello che lo fa cambiare.
Effettuando questo "controllo" che ne siamo consapevoli o no, stiamo producendo continuamente dei cambiamenti volontari nel nostro cervello. Il fatto che si scelga di generare stati interiori di empatia e compassione o di ostilità e giudizio implica cambiamenti diversi nel cervello.
E' fondamentale ricordare che acquisire abitudini di un certo tipo rispetto ad altre diventa fondamentale.
La reiterazione di gesti e comportamenti, se supportata abbastanza a lungo, crea nuovi percorsi neuronali che sosterranno nuovi comportamenti e nuove percezioni. Scopriamo che il modello che abbiamo ricevuto in dotazione è predisposto per nuove infinite possibilità potenziali.
Cambiare abitudini indesiderate, modi di pensare frutto di condizionamenti negativi, attitudini emozionali distruttive, ecc. alla luce delle recenti scoperte della neuroscienza diventa un processo non soltanto molto più possibile di quanto non apparisse in passato, ma appassionante.
Siamo programmati inconsciamente
I nostri geni sono sotto il controllo del sistema di credenze e convinzioni trasmesse dal sistema familiare e dalle influenze ambientali principalmente nei primi 6 anni di vita. I segnali ambientali a volte sono diretti, a volte sono interpretazioni; è allora che le percezioni si trasformano in sistemi di credenze e convinzioni.
Bruce Lipton, famoso biologo cellulare, afferma che il corpo/mente è progettato per autoguarirsi, ma noi occidentali in particolar modo possiamo accedere in modo molto limitato a questo potenziale, perché abbiamo sviluppato e consolidato credenze oramai radicate.
Sempre secondo Lipton per riprogrammare le nostre cellule occorre apprendere degli "strumenti" vale a dire delle tecniche di lavoro sull’inconscio per modificare le strutture di riferimento interne, la meditazione e tutto ciò che può favorire la consapevolezza e la presenza.
Le parole e i pensieri ci modificano
I pensieri sono in grado di creare realtà. Questo lo possiamo verificare anche da soli nel quotidiano notando come, per esempio, quando siamo innamorati stiamo bene, tendiamo al positivo, siamo in apertura verso la vita e le esperienze; quando siamo invece preda della paura, la nostra energia si paralizza, ci chiudiamo e ci predisponiamo al peggio.
Le parole hanno il potere di modificarci, proprio grazie alle informazioni più recenti della neuroscienza e dell’epigenetica, ora risulta più facile capire perché la meditazione abbia un’influenza così positiva sugli individui.
La meditazione, aiutando pensieri, emozioni e sensazioni rimossi e sepolti a riaffacciarsi alla coscienza. coltivare la presenza, la capacità di osservare i pensieri e comprendere che non siamo la mente, non siamo le emozioni e non siamo nemmeno il corpo che può ammalarsi e morire, permette inoltre a nuovi circuiti di venire creati nel cervello.
Possiamo quindi affermare che modificare con la consapevolezza il nostro sistema di convinzioni e credenze, così che la mente possa svolgere un ruolo positivo e creativo di sostegno alla persona che vogliamo essere oggi, può influenzare addirittura la nostra intera biologia.
La meditazione ci libera dal dominio delle emozioni
Praticando la meditazione, possiamo riuscire a controllare sempre meglio il nostro temperamento, non come mera repressione ma come intervento di consapevole contenimento che possa fornirci più possibilità di scelta sui comportamenti da agire.
Essere più rilassati quando siamo alle prese con le emozioni distruttive ci permetterà di far intervenire sempre di più la presenza e la consapevolezza. Possiamo così imparare a riconoscere meglio i nostri impulsi, a essere capaci di valutarli, a decidere se vogliamo agire o no in base alla spinta emozionale.
Un altro aspetto per cui la meditazione è preziosa è la tendenza della mente a creare concatenazioni di pensieri negativi. Quando sorge un pensiero di rabbia, o di paura, di gelosia e non siamo preparati ad affrontarlo, nel giro di pochi attimi il primo ha generato un secondo pensiero, che dà vita a un terzo, che a sua volta conduce a un quarto e così via.
Apprendere e praticare tecniche di meditazione contribuisce in maniera importante ad incrementare il potenziale cerebrale che abbiamo.