I vini del Lago Maggiore

Alla scoperta dei vini che non ti aspetti. I Ronchi Varesini, il Lago Maggiore e Cascina Piano.

Ci sono zone del nostro Paese che nel corso della loro storia hanno subito delle profonde trasformazioni. Zone che hanno cambiato le loro tradizioni e che hanno visto trasformare la loro economia, da prettamente contadina a industriale. Senz’altro una di queste zone è quell’area a nord ovest di Milano che arriva fino al Lago Maggiore, un territorio che all’inizio del secolo scorso sarebbe diventato la provincia di Varese.

Un breve cenno di storia ci aiuta a capire meglio. Nella seconda metà del XIX secolo questo territorio era totalmente contadino, la rivoluzione industriale non vi si era ancora affacciata e gran parte del territorio era coltivato a vite. Il territorio varesino, chiamato “Il grande vigneto”, era considerato il vigneto di Milano e la città di Busto Arsizio, dove venivano portate le uve provenienti dai territori a nord, l’attuale provincia di Varese, e dai territori oltre Ticino, i colli novaresi, era per Milano il centro più importante di smistamento e commercio del vino. Sul finire del secolo anche qui arrivò per le uve il flagello della fillossera, che nel giro di pochi anni distrusse la viticoltura e la tradizione contadina ad essa legata, tant’è che coi primi decenni del XX secolo erano pochi gli ettari rimasti coltivati a vite. Se in altre zone, piano, piano la viticoltura è stata poi ripristinata, in questo territorio, un po’ con l’avvento della industria, un po’ per la costruzione di strade, canali, ferrovie e una sempre più invadente urbanizzazione, la viticoltura era di fatto sparita e i contadini erano diventati operai. Dall’ora sono oramai passate 5-6 generazioni e nella memoria collettiva non c’è praticamente più traccia di questa “altra vita” passata.

Finché, all’inizio di questo secolo, degli appassionati, sulle colline moreniche della sponda lombarda del lago Maggiore tra Ranco e Angera, mettendo insieme qualche ettaro di vigna e tanta, tantapassione, hanno cominciato a riportare un po’ di viticoltura, di fatto, dove c’era sempre stata. Nasce così l’azienda agricola Cascina Piano di Angera, prima azienda nata con l’intento di produrre e commercializzare vini prodotti sul territorio Varesino. La scommessa era di riportare la viticoltura sulla sponda Varesina del Lago Maggiore e nel contempo di avere un disciplinare che permettesse la vendita del vino che si sarebbe andati a produrre. In collaborazione con la Camera di Commercio di Varese, nel 2005 veniva finalmente istituito il disciplinare IGT Ronchi Varesini e l’avventura aveva così inizio. Ora, seguendo il disciplinare, altre piccole realtà nella provincia di Varese coltivano le viti e producono il loro vino, certo siamo ancora molto lontani dai tempi felici del passato vitivinicolo della provincia, è però un bel passo avanti per rinverdire prodotti, cultura e tradizioni del territorio, tutti per troppo tempo dimenticati in un ammuffito cassetto.

I vitigni reintrodotti sono stati quelli che erano gli autoctoni del territorio, nebbiolo, croatina, barbera, uva rara, erbaluce a cui si sono poi aggiunti vitigni nazionali e internazionali. La vinificazione è eseguita sia con vitigni vinificati in purezza, sia in affascinanti blend.

Come dicevamo, Cascina Piano è stata la prima azienda tornata a produrre vini in provincia di Varese ed è anche l’unica azienda ha produrre vino sul Lago Maggiore, considerando sia la sponda Piemontese che i territori in Svizzera. I suoi vini si possono ben considerare come i vini del Lago Maggiore! 

Cascina Piano ha da sempre puntato sul nebbiolo, vitigno vero re del territorio. Di fatto i suoi vini più importanti sono il Prime Nebbie, nebbiolo in purezza, e l’Angliano, primo storico Nebbiolo prodotto dall’azienda, ricavato da un assemblaggio di nebbiolo e croatina. Sono vini importanti, di corpo, strutturati, che reggono benissimo il confronto con realizzazioni a base di nebbiolo provenienti da altre zone vocate e più conosciute, sono delle vere piacevolissime sorprese.

L’offerta di Cascina Piano si arricchisce anche di altri due vini ricavati da assemblaggi di uve a bacca nera, Il Verboso Rosso, dove ritroviamo tra le altre uve ancora il nebbiolo e il Sebuino, di buona struttura e ottimo con altri prodotti tipici del territorio, quali le formaggelle di capra del Luinese. Da uve a bacca bianca vengono prodotti da due assemblaggi differenti, il Verboso Bianco, leggermente frizzante perfetto da aperitivo e il San Quirico, ottimo in accompagnamento coi piatti a base di pesce del lago. Una particola menzione la merita l’ultimo vino in produzione da Cascina Piano, il Mott Carè, il “muffato” del Lago Maggiore. Ricavato da uve di malvasia bianca aromatica, è prodotto con una vinificazione simile al famoso Sauternes. Le uve, coltivate sulle colline di Ranco più prospicienti al lago, per circa il 50% di quelle utilizzate, vengono lasciate in pianta, a subire l’attacco della Botrytis Cinerea, fino a creare sugli acini quella che si chiama “muffa nobile”. Si ottiene così un vino dai deliziosi sentori di zafferano e spezie dolci. Il Mott Carè è davvero una grande chicca del territorio e, non è un caso, che la guida AIS (Associazione Italiana Sommelier) Viniplus della Lombardia gli ha assegnato il massimo dei voti con le quattro Rose Camune!

 

Per saperne di più su Cascina Piano, la sua storia e i suoi vini potete leggere l’approfondimento sul nostro sito web 


e se desideri andare alla loro scoperta, tramite la nostra pagina di e-commerce, direttamente dal produttore, li potrai acquistare.

https://www.wineandsommelier.it/e-commerce-2/

(pagina  a scorrimento)

1  
34