Calendula: proprietà e applicazioni
La calendula è una pianta ricca di storia. Sia i latini che i greci erano soliti chiamarla “Solsepium“ che significa seguace del sole. Viene frequentemente coltivata nei nostri giardini per la sua bellezza e per le sue proprietà medicinali. Scopri tutti i suoi usi!
La calendula (Calendula officinalis L.) è una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Asteraceae. Può raggiungere i 50 cm di altezza ed è interamente ricoperta di ruvida peluria. Ha lo stelo eretto e ramificato, spesso formante dei cespugli, con foglie disposte in modo alterno; le foglie inferiori sono spatolate, quelle superiori lanceolate. All'apice dello stelo e dei rami crescono capolini solitari dal caratteristico colore che va dal giallo chiaro all'arancio.
Storia:
La calendula è una pianta ricca di storia. Sia i latini che i greci erano soliti chiamarla Solsepium (seguace del sole) proprio per il fatto che i fiori si aprono e si chiudono al sorgere e al calare del sole.
Un'antica leggenda greca ha influenzato nei secoli l'idea che questa pianta fosse un simbolo di sottomissione e di dolore. Per i messicani è il fiore simbolo della morte: una leggenda narra che le calendule, portate dai conquistatori, si siano sviluppate e diffuse nel territorio messicano a causa del sangue versato dagli indigeni.
Tuttavia, il suo lato triste e malinconico trova la sua nemesi nelle eccellenti proprietà curative.
Composizione:
La calendula contiene flavonoidi (rutinoside, rutina, isoquercetina, narcisina, ecc...), polisaccaridi (in particolare mucillagini 1.5%), terpenoidi (faradiolo e suoi derivati), un olio essenziale, una sostanza amara (calendulina), acidi organici (clorogenico) e resine.
Nell'olio essenziale prevalgono componenti terpenoidi. Sono presenti anche pigmenti: nei fiori di colore arancio prevalgono i carotenoidi, mentre nei gialli le xantofille.
Cosa si utilizza?
La droga è data dai fiori completamente aperti, essiccati, interi o tagliati di Calendula officinalis. I fiori sono staccati dal ricettacolo e la droga deve contenere non meno dello 0.4% di flavonoidi, calcolati come iperoside, con riferimento alla droga essiccata.
Proprietà:
La calendula possiede attività antinfiammatorie, antibatteriche, antivirali, immunostimolanti. Favorisce inoltre la guarigione delle ferite influenzando le diverse fasi del processo che porta alla loro cicatrizzazione.
USI ESTERNI
Per uso esterno la calendula viene principalmente utilizzata per curare la maggior parte delle affezioni cutanee (ferite, ulcere, ascessi, piaghe, scottature, geloni, foruncoli), delle quali rende più rapida la cicatrizzazione. Nel processo di guarigione delle ferite, ad esempio, la calendula interviene sulla ferita prima con un effetto antimicrobico; nella fase infiammatoria dà un effetto antinfiammatorio e nella fase di rimodellamento favorisce la formazione del tessuto granulomatoso.
I principi attivi propri della calendula agiscono anche contro spasmi e dolori. I dolori muscolari ed articolari possono quindi essere alleviati mediante l'applicazione di pomate e di unguenti alla calendula.
Gli studi clinici relativi all'efficacia della calendula sono molto incoraggianti. In uno studio randomizzato, effettuato su pazienti con dermatite acuta di grado 2, è stato dimostrato che l'applicazione cutanea di calendula era addirittura superiore al farmaco di riferimento nel ridurre l'incidenza delle dermatiti e del dolore. La calendula veniva in genere applicata due volte al giorno [Pommier e coll. (2004) J Clin Oncol 22:1447-1453].
USI INTERNI
Grazie al contenuto di mucillagini, è molto indicata in caso di irritazioni delle mucose e di affezioni delle vie respiratorie (per esempio influenza, bronchite e polmonite).
Riassumendo, la calendula è indicata per:
- Ferite, scottature
- Ulcere, ascessi
- Infiammazioni
- Distorsioni, slogature
- Dolori muscolari e articolari
- Regolazione della bile
- Ulcere dell'apparato digerente
- Dolori addominali
- Dolori mestruali
Formulazioni:
Infuso:
Versare mezzo litro di acqua bollente su 1-2 cucchiaini da caffè di fiori secchi di calendula. Lasciare in infusione per 10 minuti, filtrare e bere caldo. Questo infuso può essere usato anche sotto forma di impacchi.
Decotto:
Versare un cucchiaio di fiori di calendula in mezzo litro d'acqua e lasciare bollire per 5 minuti. Da esterno può essere utilizzato per la riduzione naturale della sudorazione. Per uso interno si consumano 2-3 bicchierini di decotto in caso di dolori addominali e infiammazioni del tratto-gastrointestinale.
Tintura madre:
Porre 20 grammi di fiori freschi in 50 cl di alcool a 60° lasciando macerare per circa 7 giorni. Filtrare. In genere questa formulazione può essere utilizzata per la cura di eczemi, acne, dermatiti, scottature, per effettuare sciacqui contro ulcere della bocca, mal di gola e infiammazioni gengivali e per uso interno.
Oleolito:
Lasciare a macerare due cucchiai (10 grammi) di fiori all’interno di un barattolo di vetro con 50 grammi di olio d’oliva per cinque giorni. Chiudere per bene il vasetto e sistemare al sole, agitandolo ogni tanto per rimescolarne il contenuto. È una formulazione ottima per rigenerare la pelle secca, screpolata e arrossata.
Effetti collaterali:
Non sono noti effetti collaterali o controindicazioni associati all'uso di calendula. Teoricamente la calendula potrebbe causare reazioni allergiche incrociate con altri membri della famiglia Asteraceae, per esempio camomilla, tanaceto, ecc...
Qui trovi i fiori di calendula essiccati assieme a delle formulazioni già pronte per l'uso: