Tiziano DICE

Risposte semplici, con amore...

Le qualità per realizzare chi siamo veramente: il sale

Prima parte: breve storia illuminante tratta direttamente dagli insegnamenti del mio Maestro Spirituale, Radhanath Swami.

Un giovane discepolo chiese al suo maestro spirituale "Di quali qualità ho bisogno per realizzare chi sono?"
Il suo maestro gli rispose che c’era un grande saggio a Tirupati che poteva rispondere a quella domanda. Il discepolo percorse a piedi seicento kilometri, dovette attraversare fiumi, foreste infestate da serpenti e tigri, e scalare sette montagne prima di raggiungere finalmente la montagna con l’eremo del saggio Ananta, che lo accolse calorosamente, gli servì la cena e gli mostrò una semplice ma accogliente stanza.
Il giorno dopo il giovane gli fece la sua domanda.
Ananta ci pensò un momento e poi disse: "Lasciamici pensare. Ti risponderò dopo".
Passarono sei mesi senza che Ananta rispondesse alla domanda, ma il discepolo aspettava pazientemente e si impegnava in umili servizi nell’eremo, meditava e assisteva alle lezioni.
Un giorno fu organizzata una grande festa vicino all’eremo di Ananta.
Parteciparono migliaia di persone. Il discepolo si offrì volontario per aiutare a servire i numerosi pellegrini durante il banchetto.
Ad un certo punto fece una pausa e si sedette col suo piatto, ma Ananta gli disse: "Non mangiare adesso. Prima, per favore, servi il prossimo gruppo di pellegrini". Il discepolo seguì l’istruzione di Ananta.
Più tardi si sedette di nuovo col suo piatto. Ma di nuovo Ananta lo fermò: "Puoi mangiare dopo, sta arrivando un altro gruppo".
Così il discepolo servì il terzo gruppo, e poi il quarto e il quinto. A notte fonda, dopo che certamente tutti gli altri avevano mangiato e il luogo della festa era vuoto, il discepolo di Parashara finalmente si sedette per mangiare.
Ananta si avvicinò. "Credo che tu abbia una domanda da farmi".
Ansioso di sapere, il discepolo saltò in piedi e chiese: "Di quali qualità ho bisogno per poter realizzare chi sono?".
Sorridendo gentilmente, Ananta rispose: "Bisognerebbe essere come il sale, come una gallina, come una gru, e come te. È tutto".
E se ne andò.
Il discepolo era incredulo. "Ho atteso sei mesi per questo?". Confuso, offrì i suoi omaggi ad Ananta, raccolse i suoi effetti personali e si avviò lungo il viaggio di ritorno a Shri Rangam. Sette montagne e oltre seicento kilometri dopo, arrivò a casa.
"Allora", disse Parashara, "hai ottenuto una risposta alla tua domanda?".
"Sì", disse il suo discepolo, "ma non l’ho capita".
"Raccontami".
Il discepolo spiegò le varie prove che aveva dovuto attraversare durante la permanenza nell’eremo e concluse con la criptica risposta alla sua domanda.
Sentendo la risposta di Ananta, il suo maestro esultò dalla felicità: "Che risposta perfettamente esauriente e realizzata!".
Il discepolo, chiese: "Ma cosa c’entrano il sale, la gallina e la gru?".
"Ascolta attentamente", disse Parashara, "e ti spiegherò la saggezza insondabile di Ananta.
La quantità di sale in una pietanza deve essere quella giusta. Se ce n’è troppo o troppo poco la pietanza non è soddisfacente. Come il sale, una persona nella vita spirituale deve trovare l’equilibrio.
La Bhagavad-Gita insegna che una persona che aspira ad una vita santa non dovrebbe mangiare troppo né troppo poco o dormire troppo o troppo poco.
Dovrebbe dedicare il giusto tempo al lavoro, allo svago e alle pratiche spirituali. È fondamentale essere equilibrati nell’affrontare le sfide o le questioni complicate, evitando gli estremi, così come c’è bisogno della giusta quantità di sale in una pietanza perché sia buona.
Tu hai chiesto ad Ananta di quali qualità hai bisogno per poterti realizzare.
Un’altra qualità del sale è che rimane nascosto anche se aggiunge gusto alle pietanze.
Le persone elogiano una pietanza esprimendo apprezzamenti sulla qualità dei cereali, delle verdure o delle spezie, ma nessuno dice: ‘Il sale in questa pietanza era favoloso!’.
Come il sale, i veri yogi offrono servizio senza volere in cambio riconoscimenti o elogi.
Sono felici di dare il credito agli altri e sono interessati semplicemente a fare del loro meglio per il piacere del Divino e per il beneficio degli altri.
Un’altra qualità del sale è che abbandona il suo senso di separatezza e si fonde con gli altri ingredienti.
Come il sale, noi aspiriamo ad abbandonare qualsiasi egoismo ci separi da una relazione d’amore col Supremo e con gli altri.
Diventando assorti nella nostra identità di anime, possiamo integrarci pienamente in qualità di eterni servitori amorevoli del Supremo".
A domani per sapere il perché della gallina e della gru.

by Tiziano Valentinuzzi