Strategie emotive

Il farmaco è il sintomo

Ecco cosa devi sapere se stai prendendo un farmaco

Scopri perché la guerra contro la malattia ti farà perdere le speranze di guarigione confinandoti nella corsia di emergenza del pronto soccorso.

Se stai combattendo da mesi o anni contro un sintomo è fondamentale che tu sappia in anticipo che perderai questa guerra.

Ogni giorno nel mondo milioni di persone come te assumono farmaci per combattere un sintomo che molto probabilmente limita la loro vita.

Ogni giorno si scende sul campo di battaglia armati di pillole, gocce e supposte per annientare nemici come il mal di testa, il dolore da ciclo mestruale, la sciatica e la pressione alta.

Ogni giorno si cerca di sconfiggere il sintomo come fosse il diavolo usando però una spada di ghiaccio e quindi finendo per fallire inesorabilmente.

Ma perché accade tutto questo?


Ogni volta che senti un dolore o percepisci qualcosa che non funziona dentro te si attiva un segnale istintivo di allarme.


Ma attenzione, l’allarme attiva un meccanismo fisiologico che porta all’aumento del battito, della pressione e della glicemia, e questo semplicemente per preparare l’organismo a contrastare un ipotetico pericolo.
Questo meccanismo in natura risponde all’esigenza di contrastare i pericoli che naturalmente ogni essere vivente ha sempre dovuto affrontare sin da quando è esistita la vita sulla terra.

Quindi considerando che si attiva in maniera automatica, ogni volta che percepisci un pericolo come un capoufficio esigente, un automobilista che ti taglia la strada, non importa se nel 2021 non esistono più le tigri con i denti a sciabola;

per il tuo organismo ogni situazione stressante potrebbe richiamare quel tipo di confronto.


Infatti ogni pericolo, reale o pensato, come ad esempio quello di una persona che dovendo pagare ogni mese il mutuo della casa, ritrovandosi con il mal di schiena,
mette a rischio il suo lavoro e di conseguenza la possibilità di poter pagare la rata, genera lo stesso tipo di risposta che si genererebbe davanti ad un animale feroce, perché il cervello percepisce questo pericolo come reale.

Infatti non pagando la rata è in pericolo il suo territorio, mentre nel caso dell’animale feroce la sua stessa vita;

quindi davanti a pericoli diversi, si attiveranno le stesse risposte.


Ma c’è una differenza: il tempo.

Nel caso di un animale feroce lo stress legato alla risposta fisiologica del corpo per contrastare il pericolo attaccando o fuggendo durerà istanti: il tempo di uccidere o essere ucciso dall’animale.
Mentre quando devi affrontare situazioni che durano anni come un matrimonio deludente, un lavoro frustrante o appunto la rata del mutuo, la condizione di allarme dura anni.
In questo caso la risposta acuta del corpo per farti combattere o fuggire davanti ad un pericolo, diventa cronica, con conseguenze negative per la tua salute tra cui anche l’esaurimento delle riserve energetiche per sostenere questa risposta cronica. 
Ma cosa significa per te che ti approcci alla malattia con l’intenzione di sconfiggere un sintomo?
Ottenere le stesse risposte fisiologiche che si ottengono davanti ad un pericolo da combattere,
perché il sintomo diventa un pericolo da sconfiggere quindi anche in questo caso attivi lo stesso meccanismo di attacco o fuga,

quindi potenzialmente potresti peggiorare il tuo stato di salute perché stai attivando un attacco a te stesso.

Nel caso di sintomi cronici questo meccanismo per mia esperienza è uno dei fattori responsabili della stessa cronicizzazione perché il sintomo cronico alimenta continuamente l’intenzione di sconfiggere questo nemico.


E se sto male?


Ovviamente se stai male ed hai una situazione acuta è ovvio pensare di 
assumere qualcosa per ridurre il sintomo, ma ti invito a farlo con un approccio diverso.
Infatti assumere un farmaco solo come momento transitorio in attesa di risalire alla vera causa della propria malattia è diverso dal trattare un dolore o un malfunzionamento come qualcosa da cancellare e quindi da dimenticare.
Ricondurre ogni evento di salute alterata all’interno di un processo di attenzione alle cause, ti permetterà di evitare di trasformare qualunque sintomo acuto in cronico.

E questo significa evitare di trasformare la corsia del pronto soccorso dove si transita per trattare l’emergenza legata al tuo sintomo in un luogo dove risiedere tutta la vita in compagnia della propria malattia.

Come Michele, programmatore trentenne che da quando aveva iniziato a lavorare tutto il giorno davanti al computer doveva assumere ogni sera delle gocce di ansiolitico per dormire.
Non riusciva proprio a chiudere occhio, e stava tutte le notti a fissare il soffitto, finché si è rivolto a me per una consulenza.
Dopo aver valutato i suoi ritmi di vita e l’aspetto emozionale, è stato sufficiente spiegargli come modificare la sua routine quotidiana di lavoro per far sì che l’obiettivo di arrivare ad avere un sonno naturale venisse raggiunto.
Quindi dopo essersi consultato con il medico, ha smesso di assumere le gocce di ansiolitico perché completamente rilassato ed in grado di dormire senza nessun aiuto.
Michele è uno di tanti fra migliaia di casi che ho risolto grazie alla scoperta della causa nascosta della loro malattia.
In questo articolo ci sono già le basi per procedere con un approccio diverso al sintomo ed alla malattia in completa autonomia,
infatti se stai prendendo farmaci per combattere il mal di testa, l’allergia, la glicemia alterata o pressione alta, considera che il tuo corpo non è in una condizione di guarigione ma in un processo di fuga o attacco.
Quindi quello che ti consiglio è:

non approcciarti ai sintomi in una modalità di attacco,
non faresti altro che attivare i meccanismi automatici che ti ho spiegato e questo per te significa restare sempre nel pronto soccorso;

quindi ti invito ad affrontare la situazione in modo diverso trovandone la causa.
Ma se vuoi approfittare della mia esperienza per velocizzare il TUO risultato andando diritto verso la risoluzione, ho creato un percorso di tre incontri dove andremo a scoprire la causa nascosta del tuo sintomo e attivando così il processo di risoluzione.
Compila il form qui sotto ed esci dalla corsia di emergenza.