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Cosa centra il dolore alla spalla con le decisioni da prendere?
Ci sono gesti che hanno un'origine ancestrale e anche se non svolgono una vera e propria azione fisica, ne riproducono la simbologia. Le spalle rappresentano il carico delle responsabilità.
Incontro un amico, preparatore atletico, che non vedo da un po'. Da buon opportunista subito gli chiedo un parere su un mio dolorino al ginocchio: "niente di preoccupante, solo tensione ai muscoli stabilizzanti il ginocchio".
Alla mia domanda di convenevoli "... e a te come va?", mi risponde di sentire un dolore ed una tensione alla spalla e lo dice toccandosela e torcendo il collo, dice anche di sentire la tensione che sale e gira intorno all'orecchio fino alla tempia: "non so come, non ho fatto nulla, nessuno sforzo, non ho preso colpi d'aria..."
Mi faccio indicare il punto di maggior tensione e dolore, col dito mi indica la parte superiore del trapezio, al centro della spalla, esattamente il punto GB 21 dell'agopuntura. Esattamente il percorso del meridiano di cistifellea, nella sua parte superiore, dalla tempia fino alla spalla.
Inoltre, per mia deformazione professionale da "auricologo", pongo lo sguardo al padiglione auricolare e noto un lieve rigonfiamento nella zona riflessa della cistifellea: il rigonfiamento, in medicina cinese, indica che l'energia è bloccata in quella zona, non scorre bene in quell'organo o viscere.
Una puntualizzazione.
Quando parliamo in medicina cinese di organi e visceri, non intendiamo solo la struttura anatomica che conosciamo, con tutte le reazioni fisiologiche (riconosciute anche dalla moderna medicina cinese), ma anche e soprattutto la funzione energetica presente in ogni parte dell'organismo, in ogni tessuto, in ogni cellula, che in quel organo o viscere ha un legame maggiore. Legame maggiore perché in determinate situazioni gli organi e visceri corrispondenti vengono maggiormente coinvolti.
Vediamo in sintesi le funzioni della Vescicola biliare:
1 - dal punto di vista occidentale:
la bile, prodotta dal fegato, viene concentrata nella vescicola biliare o coliciste e liberata nel duodeno, quando arrivano alimenti, per rompere le molecole lipidiche (i grassi) e permettere ai succhi pancreatici una migliore azione digestiva, velocizzando il deflusso e l'assorbimento.
2 - dal punto di vista cinese:
il qi (energia vitale) della vescicola biliare scende lungo il meridiano relativo, percorrendo il corpo lateralmente; la disposizione del suo percorso laterale permette di guardare a destra e a sinistra, quindi di poter scegliere la direzione: di conseguenza la vescicola biliare, per la medicina cinese, è il viscere responsabile delle decisioni, della presa di iniziativa e della capacità di realizzare i progetti, favorendone la messa in pratica, permette di realizzare le potenzialità che sono in noi.
Azzardo: "Probabilmente dovrai prendere delle decisioni importanti."
Strabuzza gli occhi come aver sentito il responso di un medium: "Le nostre formazioni viaggiano su binari paralleli che difficilmente si incontrano, ma credo che porrò attenzione al tuo punto di vista. Hai centrato la situazione".
Per mia struttura educativa cerco sempre di trovare un filo logico e dare una spiegazione razionale ai concetti e principi che vengono affermati, anche se questi sono esposti nei testi sacri.
Per fare questo, incrocio le mie conoscenze e cerco di mettere insieme i tasselli del puzzle. Mi rendo conto che quello che ne viene fuori può essere una logica tutta mia, ma sicuramente non illogica o irrazionale.
In questo caso faccio appello alle mie rare cognizioni di etologia, la scienza che si occupa dello studio del comportamento animale, e di fisiologia dei vertebrati, cercando così di dare una interpretazione che possa essere plausibile.
Il nostro corpo è complesso, ma ragiona in termini semplici.
Per il nostro corpo, inteso come entità individuale, c'è solo una cosa importante e basilare: la sopravvivenza sua o della specie, la sua discendenza (la protezione della prole).
Tutto il resto è un accessorio a questo problema, quindi tutto si riduce alle alternative attacco/fuga, nutrito/mangiato:
- attacco per procurarmi il cibo, che tradotto in termini odierni potrebbe essere ad esempio: quali nuove strategie introduco per aggredire il mercato nel settore della mia attività, quali decisioni prendo per la mia azienda per ampliare la clientela e aumentare il fatturato? con l'effetto di avere sempre più cibo (in senso lato)?
- fuga per mettermi in salvo da predatori, il che potrebbe risultare: quali aggressioni del mercato, iniziative dei concorrenti o nuove regole mi devo aspettare e di conseguenza quali decisioni devo prendere per evitare conseguenze nefaste, come la perdita di clienti e calo del fatturato? e quindi una riduzione del nutrimento?
Le reazioni biologiche sono sempre le stesse dalle origini e non vi è distinzione fra quelle dell'uomo e gli altri mammiferi, sono la conseguenza di un comportamento che ha le sue radici nella natura animale dell'essere umano. Il corpo non distingue tra la foresta, l'attacco fisico e l'attacco mentale o commerciale...pertanto non distingue un attacco fisico di una rissa, ad esempio, e lo stress dovuto all'attività.
Così in entrambi i casi di attacco o fuga, come ai tempi della caccia con le lance, si ha un aumento della produzione di adrenalina che va nei muscoli per migliorare e velocizzare la contrattilità ed avere così una maggiore efficenza nell'azione.
Se non si agisce, cioè non si passa all'azione, l'adrenalina non viene consumata e si accumula nella muscolatura, provocando una contrattura continua e irrigidimento delle articolazioni con conseguente dolore.
L'adrenalina favorisce anche la produzione di bile che, nel momento in cui ci si appresta all'azione, viene introdotta nel duodeno e quindi nell'intestino, ne provoca uno svuotamento allo scopo di essere più leggeri nell'attacco-fuga. Infatti la prima reazione delle prede, nello scatto per sfuggire all'attacco, è una violenta scarica diarroica. Il detto "Farsela sotto dalla paura" ha una sua origine...
Tuttavia, anche qui, se non si scarica l'aggressività attraverso un'azione, se non si mette in moto il processo di azione attacco-fuga, il coledoco si chiude per impedire la dismissione della bile nel duodeno, non necessaria al momento l'evacuazione totale, evitando anche, a livello animale, un segnale della propria presenza.
La bile, che non può essere scaricata, trasuda ed entra in circolo intossicando l'organismo. Da qui l'origine del detto "diventare verde dalla rabbia".
Ma veniamo all'umano civilizzato, si fa per dire...
Cosa centra la bile e la cistifellea con lo stress e le decisioni da prendere?
Per comprendere meglio la connessione aggiungo: la vescicola biliare in medicina cinese è il viscere che da la spinta ad attivare un processo, a prendere delle decisioni e se non avviene si provoca un blocco energetico che infiamma il percorso del canale.
A questo punto appare evidente la corrispondenza con il canale di cistifellea e il dolore alla spalla.
Torniamo al caso in esame:
Con ogni probabilità la situazione è questa. Sente che deve fare qualcosa, per la sua attività, per proteggere la sua famiglia, per evitare perdite di denaro, o anche per tutelare lo sviluppo di un figlio.
Inizia la caccia, a cercare la preda, la strategia da mettere in atto, ne fa una selezione, aumento di adrenalina, che si accumula nei muscoli. Deve prendere una decisione. Non sa decidersi, l'adrenalina si accumula e provoca una tensione continua nella muscolatura.
Prende la decisione e sceglie cosa fare: l'attacco e il consumo di adrenalina.
Nella versione della preda potrebbe essere che tema un licenziamento, la rottura di un contratto, o anche che senta l'arrivo di nuove normative legali o nuove strategie dei concorrenti: produzione di adrenalina.
Appena la situazione si chiarisce, cioè avvengono o meno gli avvenimenti temuti, ci possono essere diverse reazioni che rappresentano tutte la fuga dalla situazione, sia che reagisca prendendo decisioni per superare il momento (cerco un nuovo lavoro, una nuova collaborazione, cambio vita...o mi adeguo...), sia che cada in depressione e si annulla (sono morto, non esisto: morte apparente).
In ogni caso mettere in atto delle azioni favorisce il consumo di adrenalina accumulata nei muscoli, che se non si attivano rimangono contratti. Se non mi permetto la reazione o la rimando, non scarico l'aggressività, mi impedisco l'iniziativa, l'adrenalina rimane nei muscoli causando una contrattura cronicizzata con conseguente dolore.
L'adrenalina si scarica solo con l'attività fisica? Vero, ma anche scrivere una lettera con foga o digitare una applicazione è un'azione fisica per l'uomo moderno. In ogni caso è importante agire, avviare un'azione come completamento di un processo già attivato. Anche agire confermando lo status quo è un'azione.
Ma perché il dolore alla spalla?
Abbiamo visto che l'adrenalina, se non scaricata si accumula nei muscoli con le conseguenze annotate.
E la cistifellea?
La cistifellea, oltre a concentrare la bile, ha anche, in termini cinesi, un aspetto energetico, le cui caratteristiche abbiamo viste prima.
Questa energia messa in atto segue un percorso lungo un canale che passa proprio per la spalla e se questa energia viene bloccata, in questo caso per la contrattura muscolare, si ha dolore lungo questo canale energetico, proprio nella zona dell'ostruzione.
Ma perché proprio la spalla?
In psicosomatica le spalle rappresentano il carico delle responsabilità, in particolare la spalla sinistra le responsabilità che coinvolgono la sfera personale e familiare, i propri affetti, la parte intima, mentre la destra quelle che riguardano l'aspetto sociale e lavorativo, le relazioni esterne.
Riprende un po' l'immagine del caricarsi sulle spalle lo zaino del peso della vita.
Ci sono gesti che hanno un'origine ancestrale e anche se non svolgono una vera e propria azione fisica, ne riproducono la simbologia.
Consiglio finale: qualunque siano le decisioni e le azioni che devi intraprendere negli attacchi e fughe della tua vita, fai dell'attività fisica, una corsa nel parco, esercizi in palestra etc,, questo ti libera dalle tensioni accumulate e rende più agile la condotta che devi mettere in atto.
P.S.: la persona di cui parlo ha cambiato attività, dopo decine d'anni, per poter stare di più col figlio e il dolore è scomparso.