Simone D’Ercole

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Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov

2020-04-07 12:05:17

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Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov, pagine ca. 446
Genere: Romanzo

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In questo Romanzo lo scrittore fonde abilmente l’aspetto mitologico, leggendario e epico con una comicità satirica, spesso assai vicina al grottesco. 


Il Romanzo è strutturato secondo due linee distinte, che poi si ricongiungeranno al suo epilogo:

  1. La prima descrive la visita a Mosca del Diavolo nei panni di Woland, un misterioso professore straniero esperto di magia nera, attorniato da personaggi alquanto particolari: il valletto Korov’ev e il gatto Behemot (il quale è solito camminare su due zampe).
    Il diavolo si trova qui per indagare sulla moralità degli abitanti di Mosca sotto il comunismo, distribuisce i suoi castighi diffondendo il panico, Egli presenta in tono ironico il panorama della società sovietica.

  2. La seconda descrive la storia d’amore fra Margherita e il Maestro, perseguitato per aver scritto un romanzo su Ponzio Pilato (la cui storia viene inserita nella narrazione rendendo la struttura del romanzo ancora più complessa). Il Maestro disperato per la persecuzione di cui è fatto oggetto, brucia il suo manoscritto… tradendo così la verità che doveva svelare, ma il diavolo glielo renderà affermando “i manoscritti non si bruciano”. Frase quest’ultima poi divenuta molto famosa e oggetto di numerose ispirazioni.

Il testo ironizza velatamente sulla vita in uno Stato di Polizia, e il fatto stesso di presentare Cristo, Pilato e il Diavolo come persone reali può essere considerato una sfida all'ateismo militante sovietico; per queste ragioni è evidente che per Bulgakov fosse impensabile, specialmente negli anni Trenta, in cui infuriava la politica del terrore (anni bui: 1929-1937) la pubblicazione immediata del romanzo (fu pubblicato solo nel 1966 a seguito della morte di Bulgakov).

I capitoli ambientati nel mondo antico descrivono vivacemente le vicende di Pilato nel palazzo di Erode a Gerusalemme, la città brulicante e tumultuosa, i suoi balconi freschi e stretti, le stradine tortuose e il caldo opprimente sul Golgota nel momento della crocifissione.
Le ambientazioni moderne, al contrario sono paradossalmente meno dense di dettagli sensuali.


L’opera, in generale, può essere letta come un inno alla letteratura e alla creazione.



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