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Museo della vita contadina
Avere la fortuna di visitare un museo della vita contadina come quello di Fagagna- UD- ti mette nelle condizioni di avere una consapevolezza di quella che era la vita nei tempi in cui era VISSUTA
Dalle prime colline del Friuli, dove il panorama non ha eguali, puoi recarti facendo una passeggiata, nei pressi di una vecchia abitazione con il tetto fuori dal comune per i nostri giorni, sbirci all'interno un grande cortile, un deposito per gli attrezzi, e...una magia che ti riporta in un tempo non molto lontano ma ormai sconosciuto ai più.
Tutto rigorosamente originale, attrezzi che ci fanno scervellare per capire quale fosse il loro uso, quelli che usavano i nostri padri, nonni o bisnonni o... eppure, vivevano così e per di più erano felici e cantavano come meglio non potevano.
In questo periodo nelle case si viveva la "festa" del "sacrificio" al maiale. Era un avvenimento molto importante e vitale perché, come si dice, del maiale non si butta via niente. Tutti avevano un loro compito ben preciso, la "festa" cominciava all'alba per avvicendarsi fino a sera tardi tra lavori, mangiate e bevute...
Anche nel museo si rivive quel momento, o meglio... si viveva prima del Covid, e molte le persone che animavano quella giornata con migliaia di visitatori ed estimatori. I norcini lavoravano a pieno ritmo per soddisfare le richieste dei visitatori che, tra un assaggio e una visita alle stanze del museo, potevano rincasare con un esperienza indimenticabile.
Ogni stagione porta al museo un occasione per far rivivere i momenti importanti nella vita contadina di un tempo. Le scolaresche, durante la settimana, vivono un momento importante, usando tutti i sensi, quelle che erano le abitudini giornaliere dei loro avi. Vedere il letto con un materasso insolito, un bagno un po' particolare, non parliamo del wc..., gli indumenti con fattezze basilari ma realizzati con materie naturali del territorio. Veri oggetti rari e preziosi a "Km 0 " !!! La lana che veniva dalla tosatura delle pecore, trattata (lavata e colorata) in casa, filata e lavorata ai ferri per un capo dal calore naturale. Oppure parliamo del baco da seta che veniva allevato sfruttando quella grande quantità di fogliame che i gelsi donano, i bozzoli regalavano una seta che permetteva, dopo filata, di realizzare le più preziose calze o indumenti o...realizzare le caldissime trapunte di "bavele" (imbottitura di seta). Quanto lontani i tempi dei materiali tecnici...acrilici....sintetici.
Tutto era utile, tutto quello che dava la terra; la natura era vitale e, i sapori/profumi, erano ben diversi da quelli di oggi, anche il letame delle mucche aveva un suo "profumo" perché l'alimentazione degli animali era sana, curata. Anche la carne del maiale aveva un altro sapore, i salami, la salsiccia....i polli, le galline!!! Avete mai mangiato un uovo fresco, deposto da galline ruspanti e libere di vivere all'aria aperta, razzolando e beccando solo cose naturali? No? provate a confrontarlo con quello che acquistate al supermercato!
Questo per farvi capire quanto sia importante mantenere la memoria, il ricordo e l'esperienza di un museo come quello di Fagagna-UD-, lasciarlo morire significa lasciar morire la nostra storia, il nostro avere la consapevolezza che si viveva anche senza il Pc, quello che sto usando anch'io e che è uno strumento utilissimo, indispensabile ai giorni nostri... Appena saremo liberi da questa gabbia chiamata Covid, andiamo a vivere o rivivere il museo della vita contadina <3