L'arte nella gestione emotiva

2021-02-08 16:12:52

Lezione sulla gestione emotiva: come sviluppare l'Intelligenza Emotiva attraverso le forme e l'espressione artistica (tratto dal percorso “Amiche Emozioni“ - docente: Sarah Geslot)

Buona lettura!

In fondo all'articolo avrai la possibilità di accedere all'eserciziario relativo a questa lezione.


1- L'universo emotivo e il suo lato artistico

Le emozioni non riguardano soltanto l’universo privato delle persone che le provano ma possono caratterizzare eventi e manifestazioni che riguardano gruppi di persone all’interno di una collettività, così il valore terapeutico delle arti-terapie non deve essere confinato agli obiettivi privati di un singolo individuo e ai suoi progressi, ma deve in qualche modo riguardare anche come le altre persone accoglieranno il soggetto nella società e gli spazi che gli potranno essere offerti.

In questa ottica “il fare arte” e le arti-terapie possono essere degli strumenti di sicuro valore per capire il valore sociale della regolazione e della condivisione delle emozioni. Le risposte emotive non sono degli insiemi statici ed immutabili ma sono dei processi, rappresentano delle situazioni in continua evoluzione e trasformazione. In altri termini le emozioni si trasformano in strumenti che ci aiutano a pensare e a dare un valore simbolico, ma anche concreto alle nostre fantasie e ai nostri pensieri.

Lo stato di salute e il benessere individuale dipendono in gran parte dal controllo e dalla regolazione delle emozioni. La capacità di controllare, esprimere, vivere e sentire le emozioni è una qualità che non tutte le persone possiedono in eguale misura e che, in talune circostanze, può essere particolarmente importante sviluppare o acquisire. Nota bene: quando uso il termine regolazione delle emozioni, non mi riferisco necessariamente alla loro inibizione, ma piuttosto ad una loro espressione adeguata 


La bellezza sprigionata dall’arte e da alcuni fenomeni quotidiani è talmente immensa che risulta impossibile non arrendersi a essa. In questo articolo parleremo di emozioni sotto un'altra chiave di lettura. 

L’esperienza profonda che si impossessa di noi quando osserviamo un’opera d’arte, un paesaggio o un volto attraente vede come responsabili le emozioni. Se ci pensiamo bene, uno degli obiettivi principali dell’arte è proprio quello di suscitare emozioni, comunicarle, condividerle o provocarle in chi osserva. A questo si deve una connessione così profonda. Non si tratta di emozioni qualsiasi, bensì di emozioni estetiche.


2- Cosa sono le emozioni estetiche?


Le emozioni estetiche sono la risposta emotiva alla bellezza, a qualsiasi tipo di bellezza, che può essere intesa come un’opera d’arte, un paesaggio o una persona. Qualsiasi cosa capace di produrre un impatto emotivo. È l’esperienza emotiva che nasce dalla sensibilità, frutto della connessione di quello che stiamo osservando o ascoltando.

La cosa importante è la magia che scaturisce dalla connessione con la bellezza, l’esperienza personale dell’impatto emotivo. Per questo motivo il concetto di emozioni estetiche è così ambiguo, perché ciascuno di noi le sperimenta a partire da stimoli diversi.


Le emozioni estetiche sono prodotte dall’apprezzamento delle qualità intrinseche della bellezza della natura e dalla qualità di un’opera d’arte.

Una delle più importanti caratteristiche delle arti-terapie è la sua funzione per superare situazioni di emarginazione è forse ed è certamente quella che mette maggiormente in luce l’utilità di questo modello terapeutico. Uno dei punti di forza delle arti-terapie è costituito dal fatto che tali esperienze si sono rivelate estremamente utili per:

  •  ridurre comportamenti aggressivi
  • favorire gli aspetti comunicativi all’interno del gruppo
  • utilizzare l’arte come fattore di aggregazione sociale
  • esprimere in maniera adeguata le proprie emozioni


Osservazione (opere, paesaggi, volti, rappresentazioni) e ascolto (musica) fanno nascere emozioni ben precise, vediamole insieme.

Le emozioni dell’osservazione sono:

  • meraviglia
  • fascinazione
  • ammirazione
  • estasi
  • armonia
  • rapimento
  • solennità

L’ascolto musicale fa nascere invece:

  • meraviglia
  • transcendenza
  • potere
  • tenerezza
  • nostalgia
  • pace
  • gioia
  • tristezza
  • tensione

L’esperienza estetica, infine, si basa sì sull’empatia, ma anche sulla sorpresa, la meraviglia e la violazione delle aspettative. Questa continua sfida che il mondo dell’arte implica può costituire uno stimolo potente in molte persone a:

  • esercitare la propria creatività
  • valorizzare l’errore come punto di partenza per importanti scoperte 
  • ritrovare una propria meravigliosa e originale dimensione emotiva da condividere con gli altri


3- Come si sviluppa l’intelligenza emotiva attraverso l’arte?

Per iniziare è sufficiente percepire un’attenzione tutta nuova nei confronti della bellezza; una bellezza talvolta legata agli spazi, talvolta all'arredo, talvolta alle immagini che si trovano appese ai muri, nella nostra quotidianità, nei nostri spazi.

Da sempre, essendo una grandissima appassionata d’arte, sostengo che la bellezza possa risollevarci da momenti molto difficili e possa diventare come un faro a cui guardare quando tutto sembra buio.

E cosa meglio dell’arte può rappresentare questo dialogo con la bellezza?

E cosa meglio dell’arte può raccontare emozioni, attraverso uno storytelling che non passa per i canali comunicativi consueti perché arriva dritto al cuore senza alcuna mediazione cognitiva?

La bellezza dell’arte può formare e creare, e lo fa in punta di piedi, permette a ciascuno di raccontare la propria storia attraverso l’opera di qualcun altro, ed è quello che in fondo facciamo tutti ogni giorno: utilizziamo metafore, esperienze, racconti di vita (anche di qualcun altro) per capire meglio noi stessi e per affrontare ciò che nella vita ci sembra più difficile.

Il fruitore dell’opera d’arte ha modo di individuare nel personaggio rappresentato il sorgere di un’emozione, i suoi effetti e i possibili esiti della vicenda. In tal modo l’osservatore è instradato a riconoscere le emozioni in sé stesso e negli altri, e ad acquisirne sufficiente conoscenza per potersi avviare a gestirle.

Nei laboratori vengono proposte storie di personaggi che vivono determinate emozioni: immedesimandosi in parte nel personaggio, chi osserva è indotto a sperimentare nel suo animo l’emozione rappresentata, ma ad un grado di intensità attenuato “rispetto alla vita vera”.

Il minore coinvolgimento innesca nel fruitore un processo di allontanamento emotivo dall’emozione sperimentata, e gli rende così possibile, quando se ne presenti la necessità “nella vita vera”, lo stabilire una corretta distanza tra sé stesso e l’emozione in oggetto.

Cosa si riesce a fare attraverso l’arte?

  • Esprimere e comunicare i propri sentimenti più profondi
  • gestire i propri vissuti negativi
  • acquisire un migliore equilibrio emotivo.


La promozione della capacità di gestire le emozioni è stata affidata, nel corso dei secoli, a vari strumenti e percorsi; alcuni di essi sono fondati sull’utilizzo di quegli specialissimi strumenti che sono i processi e i prodotti artistici. Grazie a opere poetiche e letterarie, opere d’arte visiva, brani musicali, e grazie naturalmente a tutti gli eventi multi-arte (spettacoli coreutici, opere liriche, ecc.), si riesce a:

  • sviluppare l’ascolto e il riconoscimento delle emozioni altrui, identificandole nei prodotti artistici
  • accrescere l’empatia
  • saper esprimere in modo artistico, e cioè creativo e costruttivo, i propri stati d’animo
  • acquisire l’abilità di modulare e gestire le proprie emozioni e di regolare il proprio comportamento


Attraverso la rappresentazione artistica, infatti, si può prendere contatto e comprendere gli aspetti profondi della propria realtà psicologica ed esistenziale, smorzandone l’effetto emotivo immediato. Vedere le passioni da una certa distanza, ossia vederle rappresentate, senza esserne né il soggetto né l’oggetto, può infatti contribuire alla comprensione del loro significato, in quanto il fruitore può esperire l'emozione senza esserne sommerso. Nello stesso tempo la comunicatività del prodotto artistico evita il rischio dell’eccesso di distanza, che si tradurrebbe per il fruitore in un distacco privo di emozioni.

L’arte-terapia, inoltre, soddisfa il bisogno di rallentare per riscoprire i piccoli dettagli e il desiderio di riprendere contatto con la propria persona, oltre a ridare valore a gesti e abitudini che avevamo messo completamente da parte.


È così che si spiega la grande passione per i mandala, per i corsi di rilassamento, per lo yoga, la danzaterapia, i laboratori per adulti e bambini centrati sulla corporeità. 

Abbiamo tutti bisogno di un cambio di rotta.

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