Storia & Antichità
Una storia molto realistica
Romeo e Giulietta sono meno immaginari di quanto si pensa...
Di tutte le opere di Shakespeare, Romeo e Giulietta è probabilmente la più famosa, al punto da essere diventata il simbolo degli amori potenti ma sfortunati.
Meno noto invece è il fatto che il capolavoro di Shakespeare non è proprio tutto opera sua: la trama e il tema della tragedia infatti sono ispirati alle opere di alcuni autori italiani del XV-XVI secolo.
Una di quelle opere fu la "Historia novellamente ritrovata di due nobili amanti", scritta dal nobile vicentino Luigi da Porto intorno al 1530: in essa si ritrovano praticamente tutti gli elementi presenti nella tragedia shakespeariana, inclusa l'ambientazione veronese e i nomi dei personaggi.
Ma c'è una cosa ancora più interessante: secondo una ricerca, i contenuti dell'opera di Luigi da Porto non sono opera di fantasia, ma della realtà storica!
Pare infatti che la Historia fu scritta dal nobile per consolarsi dopo una terribile delusione amorosa, avvenuta vent'anni prima durante una campagna militare sul suolo friulano, allora contesto tra Venezia e l'Impero Asburgico.
Da Porto era un soldato e durante a un ballo a Udine, nel palazzo dei nobili Savorgnan, si innamorò di Lucina, una lontana parente.
I due si frequentarono segretamente per un po', poi il destino si mise in mezzo: da Porto fu ferito in battaglia e rimase mezzo paralizzato, mentre Lucina fu costretta a sposare un cugino per sancire una ricomposizione tra i due rami rivali dei Savorgnan (uno dei due era caduto in disgrazia presso i veneziani, allora padroni del Friuli).
Il povero Luigi ci rimase malissimo e decise di consolarsi scrivendo una novella, la stessa che decenni dopo Shakespeare leggerà (tradotta e adattata da altri) e successivamente trasformerà in tragedia sui palcoscenici inglesi.
E pensare che non esistevano le royalty...
Fonte: HistoRick