Storia & Antichità
Una figura fraintesa
Chi erano davvero le geishe giapponesi?
Nell'Ottocento il Giappone uscì dal suo secolare isolamento, di conseguenza i primi occidentali iniziarono a girare per le sue strade e ad incontrare i cittadini. Molto presto in Europa divampò il cosiddetto "giapponismo", cioè la mania del Giappone: la gente divenne ossessionata dal nuovo paese e dalla sua cultura, così distante da quella occidentale.
Tra le figure giapponesi che colpirono di più gli occidentali ci furono senz'altro le geishe, celebri intrattenitrici e custodi di una tradizione secolare: sfortunatamente, come spesso capita, la loro figura non fu ben compresa e presto divennero oggetto di sgradevoli stereotipi.
Le geishe in realtà esistono dal XVII secolo e come già detto sopra sono delle artiste, specializzate nell'intrattenere singoli clienti tramite la loro bravura in vari campi come la conversazione, il canto, la danza e la musica.
La grande abilità raggiunta nei vari ambiti era dovuta a un addestramento che durava anni: le geishe iniziavano la loro carriera da ancora da ragazzine, entrando in una "okiya", cioè una casa di geishe, a cui sarebbero rimaste legate per il resto della vita. Le okiye nelle città giapponesi erano raggruppate in quartieri speciali chiamati "hamanachi".
Soprattutto in passato i clienti, essendo nobiluomini ricchi e raffinati, apprezzavano enormemente la compagnia delle geishe perché erano diametralmente opposte alle proprie mogli. Ciò era dovuto al fatto che in Giappone, come in Europa, i matrimoni di alto livello erano combinati e gli uomini non trovavano piacere dalla compagnia delle consorti: mentre le mogli erano umili e sottomesse al marito, le geishe erano donne molto libere ed emancipate, che non si facevano mettere i piedi in testa da nessuno.
Queste peculiari caratteristiche non vennero comprese dagli osservatori occidentali per molti anni: dall'epoca vittoriana fino alla Seconda Guerra Mondiale, europei ed americani associarono la figura delle geishe a quella delle prostitute di lusso nonostante non c'entrassero niente.
Questo grave fraintendimento era dovuto a più ragioni: nell'Ottocento il mondo occidentale (USA e GB in primis) era pervaso dal puritanesimo, che aveva trasformato le donne in una specie di figura "angelica" e bollato come immorale il contatto/piacere fisico. Di conseguenza gli uomini dell'Occidente, decisi a rompere con il puritanesimo, videro nelle esotiche geishe quello che volevano vedere: delle donne sensuali e provocanti, capaci di intrattenere un uomo come nessuna donna europea avrebbe saputo o potuto fare. Questo ovviamente era l'esatto opposto della realtà, ma lo sgradevole stereotipo imperversò ancora a lungo.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale gli USA occuparono completamente il Giappone e l'alto comando americano decise di assumere migliaia di prostitute locali per intrattenere i soldati ed evitare problemi (abusi): purtroppo le escort per i militari vennero chiamate "Geisha Girls" e questo contribuì ad alimentare ulteriormente il falso mito, a cui gli americani credettero per molto tempo.
Oggi fortunatamente l'equivoco si è risolto grazie a una serie di libri, film e documentari usciti negli ultimi decenni: tuttavia, nel Giappone moderno, la figura della geisha rischia la sparizione dato che sempre meno donne trovano invitante quella carriera, preferendo trovare lavori più "normali".
Almeno non ci sono più dubbi su cosa fanno e cosa no…
Fonte: HistoRick