Storia & Antichità
Una capitale svuotata
Come mai Roma se l'è vista tanto brutta nel 1527?
La Città Eterna ha una storia lunga quasi 28 secoli, di conseguenza ha attirato parecchio l'attenzione dei popoli in cerca di bottino. Storicamente la capitale ha subito innumerevoli incursioni nemiche, che almeno in 9 casi sono sfociate in un saccheggio totale o parziale della città. Il saccheggio che però ha fatto più impressione è stato l'ultimo, avvenuto nel 1527: il famigerato Sacco di Roma.
Esso rientrava nelle Guerre d'Italia, una serie di conflitti iniziati oltre 30 anni prima che avevano visto scontrarsi la Francia e gli Asburgo (Spagna e Sacro Romano Impero) per il predominio sull'intera penisola.
Dato che il papa Clemente VII si era schierato con il re di Francia contro gli Asburgo, l'imperatore Carlo V decise di punirlo inviando contro Roma un'armata di 12.000 mercenari tedeschi di religione protestante, i famigerati Lanzichenecchi. Guidati da un comandante tedesco e uno francese (ma che lavorava per Carlo V), i lanzichenecchi detestavano profondamente il Papato e aspettavano di fare a pezzi la Chiesa, vista come corrotta.
Dato che durante il viaggio verso Roma i tedeschi ebbero mille problemi e difficoltà (persero centinaia di uomini, il comandante loro connazionale si ritirò dal campo e per giorni non vennero pagati), quando giunsero sotto le mura della città eterna erano ormai delle belve assetate di sangue e ricchezze: pertanto diedero l'assalto alle mura con una ferocia inaudita e in poco tempo riuscirono a conquistare l'accesso alla città, nel mentre anche l'altro comandante abbandonava il campo (fu colpito a morte da una fucilata dei difensori).
Allora i mercenari senza controllo dilagarono nelle strade e si abbandonarono a un saccheggio brutale e indiscriminato: per giorni i lanzichenecchi sfogarono sugli abitanti la loro rabbia e frustrazione violentando, rubando e uccidendo chiunque opponesse resistenza. Tra le loro vittime si annoverano anche 189 mercenari svizzeri, gli antenati dell'attuale Guardia Svizzera, che si lasciarono ammazzare per permettere al papa di salvarsi dentro Castel Sant'Angelo.
Il saccheggio vero e proprio durò 8 giorni e provocò oltre 20.000 vittime tra i romani, tuttavia va detto che mentre i poveri non ebbero scampo da furti e omicidi, alcuni nobili fecero in tempo a salvare se stessi e i loro beni schierandosi dalla parte dell'imperatore: pare infatti che i lanzichenecchi nonostante la loro ferocia abbiano fatto molta attenzione a non entrare nei ricchi palazzi dei sostenitori di Carlo V (e quindi nemici del papa).
Sul piano materiale il Sacco di Roma ebbe conseguenze devastanti: i mercenari spogliarono la città di ogni cosa di valore, inoltre distrussero parecchie opere d'arte e vandalizzarono case, chiese e palazzi, producendo danni incalcolabili al patrimonio artistico.
In mezzo al delirio del saccheggio ci fu poi qualcuno che riuscì a diventare estremamente ricco: un cardinale della famiglia Colonna (alleati dell'imperatore e quindi intoccabili dai tedeschi) approfittò del proprio palazzo per far rifugiare diverse nobildonne romane e salvarle così dagli abusi degli invasori, successivamente però per liberarle pretese il pagamento di un grosso riscatto. E' scontato dire che con questo sistema il cardinale guadagnò una montagna di denaro...
Fonte: HistoRick