Storia & Antichità
Un terribile falso
Cosa succede quando si prende sul serio un testo senza farsi domande su quanto dice?
L'Europa dei primi anni del Novecento era pervasa di razzismo: la popolazione era convinta che l'umanità fosse divisa in razze e alcune fossero superiori alle altre. Tra le varie categorie prese di mira c'erano ovviamente gli ebrei: per svariati motivi, essi erano spesso classificati come "nemici" dai potenti, che avevano bisogno di distrarre la popolazione dai veri problemi e quindi necessitavano di un capro espiatorio.
Un paese che a inizio secolo se la passava particolarmente male era la Russia zarista: l'enorme impero era attraversato da movimenti insurrezionali e rivoluzionari, i cui ideali sembravano attecchire tra la popolazione.
Per evitare altri guai, la polizia segreta zarista produsse un testo che (purtroppo) sarebbe rimasto negli annali: i Protocolli dei Savi di Sion. Si trattava di un documento segreto che rivelava la presenza di un presunto complotto della comunità ebraica e della Massoneria per dominare il mondo.
Com'è ovvio, i Protocolli erano un falso inventato a tavolino per indirizzare la rabbia popolare lontano dal governo: già poche settimane dopo la pubblicazione il documento venne fatto a pezzi dai giornali e dalla critica specializzata, che ne riconobbe subito la falsità.
Purtroppo questo non fu sufficiente: le stupidaggini contenute nei Protocolli fecero il giro del mondo grazie alla stampa e trovarono terreno fertile nelle menti meno illuminate, tra cui quella di uno squattrinato pittore austriaco di nome Adolf Hitler. In questo modo, anni dopo la loro pubblicazione e la distruzione dell'Impero Russo che li aveva prodotti, i Protocolli si resero responsabili di una delle peggiori tragedie dell'umanità.
Ancora oggi, a dispetto della classificazione ufficiale di "invenzione", i Protocolli e le loro follie continuano ad essere fonte d'ispirazione per decine di personaggi e schieramenti antisemiti in tutto il mondo, dall'Occidente al Medio Oriente.
Chissà quando impareranno...
Fonte: HistoRick