Storia & Antichità
Un'opera dimenticata
A volte anche i capolavori dell'ingegneria cadono nel dimenticatoio...
L'Eritrea è stata una colonia italiana dal 1890 alla Seconda Guerra Mondiale. In concomitanza con la guerra d'Etiopia del 1935 le autorità italiane decisero di migliorare la rete dei trasporti per collegare il porto della città di Massaua con la capitale Asmara. Dato che la natura del terreno sconsigliava di costruire strade o ferrovie, fu deciso di costruire una struttura molto particolare: una teleferica!
I lavori si conclusero nel 1937 e videro la partecipazione di diverse aziende italiane, che inviarono via nave migliaia di componenti e macchinari per i lavori. Il risultato però valse gli sforzi dei costruttori: la teleferica Massaua-Asmara era la struttura del suo genere più lunga al mondo, con ben 75 km di tracciato e un dislivello di oltre 2300 metri. L'energia era fornita da motori diesel che facevano muovere i vari vagoni merci su e giù lungo la linea.
L'impatto della teleferica sulla zona fu enorme: da un lato fece crollare i prezzi del trasporto delle merci e dall'altro impressionò grandemente gli abitanti del luogo (eritrei).
La teleferica purtroppo funzionò solo fino al 1941: in quell'anno gli inglesi bombardarono l'Eritrea e danneggiarono la struttura. I britannici dopo la conquista dell'Africa Italiana procedettero a smantellare la teleferica, portandosi via i cavi e i motori diesel. Gli scheletri delle torri invece furono demoliti e portati via nel dopoguerra da un imprenditore italiano, che sfruttò il metallo per produrre vari oggetti rivenduti in gran parte alla popolazione locale, dai chiodi agli aratri.
Oggi della teleferica dei record rimane solo il ricordo e i basamenti di cemento dei piloni: come buona parte di quanto lasciato in Africa dai paesi colonizzatori, ciò è stato usato contro di essi.
Fonte: HistoRick