Storia & Antichità
Quello sgabello fatale
Si può scendere in guerra per uno sgabello? A quanto pare in Africa lo hanno fatto...
Nell'attuale Ghana ha vissuto per secoli una popolazione chiamata Ashanti, che si arricchì commerciando oro e più tardi schiavi, questi ultimi erano venduti ai mercanti europei tra il Cinquecento e l'Ottocento. Gli Ashanti avevano come leader un re che possedeva un particolare trono, ritenuto sacro dalla popolazione: uno sgabello ricoperto d'oro, in cui si credeva risiedesse lo spirito dell'intera stirpe.
Ma un giorno il colonialismo europeo bussò alla porta: i britannici divennero padroni della regione, anche se per insediarsi dovettero combattere ben 4 guerre contro gli Ashanti tra il 1824 e il 1896.
Nel 1898 tutto sembrava andare bene, quando l'ottusa ignoranza di un inglese scatenò il putiferio nella colonia africana: il governatore Sir Frederick Mitchell Hodgson pretese la consegna dello sgabello reale, per farne dono alla regina Vittoria e impedire che un nuovo re indigeno ci sedesse sopra. Il funzionario britannico ovviamente non si rendeva conto di quanto fosse importante lo sgabello agli occhi degli indigeni e il suo atteggiamento altezzoso causò una guerra con gli Ashanti, la quinta della serie.
La guerra si trascinò per un paio d'anni e vide gli inglesi trionfare grazie alla superiorità di uomini e mezzi, tuttavia gli Ashanti non si disperarono poiché erano riusciti ad occultare lo sgabello per cui erano scoppiate le ostilità in cui erano morte oltre 5000 persone.
Purtroppo per gli Ashanti, il loro trono fu ritrovato casualmente dai britannici dopo la Prima Guerra Mondiale: quelli non persero tempo e rimossero l'oro dallo sgabello, così con esso se ne andò anche la sua sacralità agli occhi della popolazione indigena, mettendo fine a ogni discorso di resistenza.
Chissà se oggi si farebbe ancora la guerra per uno sgabello, anche se placcato d'oro?
Fonte: HistoRick