Storia & Antichità
Quando le pecore volarono
In guerra pur di sopravvivere si fa di tutto, ma proprio di tutto...
Nel 1935 l'Italia fascista si imbarcò in una controversa impresa militare: la conquista dell'Etiopia, con cui secondo la propaganda del regime c'era un vecchio conto da regolare risalente al 1896, la terribile disfatta di Adua.
La Guerra d'Etiopia fu anche uno dei primi conflitti in cui le truppe furono rifornite massicciamente per via aerea e proprio in merito a questo fatto c'è un episodio poco noto che ha dell'incredibile.
Nel corso della campagna, durata complessivamente 8 mesi, le truppe italiane dovettero attraversare uno dei posti più inospitali della Terra, il Deserto dei Dancali: si tratta di un deserto salato di 120 km, caldissimo ed estremamente arido, punteggiato di aperture del suolo dovute all'attività vulcanica (ci sono 2 vulcani attivi in zona).
I soldati italiani dovettero attraversare quella landa desolata per affrontare l'esercito del Negus, ma si trovarono alle prese con un sacco di difficoltà, inclusa una fondamentale: il cibo.
Dato il clima particolare del deserto, tutte le razioni militari (cibo in scatola) erano divenute immangiabili e i soldati non sapevano cosa mettere sotto i denti.
Fu così che il convoglio di 25 aerei da trasporto che normalmente paracadutavano munizioni e cibo fece un'eccezione e così "piovvero" dal cielo la bellezza 72 pecore e 2 tori, tutti vivi!
Ovviamente gli animali furono un po' alla volta macellati e divorati dai militari a terra, che riuscirono così a sostentarsi.
Questa trovata, per quanto possa sembrare assurda (o crudele nei confronti degli animali), funzionò perfettamente e permise alle truppe italiane di far fronte al problema del cibo finché non ebbero attraversato il deserto.
Chissà se i militari di oggi hanno ancora problemi simili?
Fonte: HistoRick