Storia & Antichità
Mazzette? Anche no...
La corruzione non fa mai bene, in tutti i sensi...
In Italia la corruzione è un fattore storico e gli sforzi per combatterla non sempre hanno esito positivo: ancora oggi, molta gente può trovare difficile resistere alla vista di una tangente. A volte a farsi comprare sono addirittura i magistrati, cioè le stesse persone che dovrebbero indagare sui casi di corruzione.
Ma se oggi la punizione per la corruzione è qualche anno di galera, nell'antichità i corrotti (quando venivano beccati) se la vedevano davvero brutta. Uno che ha passato un brutto quarto d'ora fu il giudice persiano Sisamnes, vissuto nel VI secolo a.C.
Secondo lo storico greco Erodoto, il simpatico individuo ebbe la brillante idea di vendersi in cambio di un po' d'oro, emettendo una sentenza ingiusta, ovviamente a favore del corruttore.
Purtroppo per lui, il Gran Re persiano Cambise II venne a sapere della condotta poco professionale del giudice e decise di dargli una punizione esemplare: Sisamnes fu catturato e scorticato vivo, quindi la sua pelle fu usata brevemente come copri-sedia, pare sullo stesso sedile dove il giudice emetteva sentenze normalmente.
Sempre secondo Erodoto, sulla suddetta sedia prese posto il figlio di Sisamnes, il quale aveva intrapreso la stessa carriera del padre ma non accettò mai mazzette, a differenza del genitore.
Se ai politici nostrani facessero la stessa cosa per ogni volta che accettano mazzette probabilmente ci sarebbe abbastanza pelle per confezionare un milione di giacche e pantaloni...
Fonte HistoRick